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Così Salvini vince anche quando perde

In un recente talk show televisivo durato 95 minuti, il nome di Salvini è stato citato almeno una volta al minuto. I giornali radio e i telegiornali spesso si “aprono” con le dichiarazioni più recenti e qualche instagram di Salvini il cui nome ritorna e rimbalza nei commenti, subalterni, delle opposizioni, non solo PD, ma Forza Italia e Fratelli d’Italia. Anche dopo quella che mi è sicuramente parsa una sua sconfitta nello scontro con Carola Rackete, i sondaggi continuano a rilevare un alto grado di approvazione personale e politica. Nonostante, concretamente, la sua politica nei confronti dei migranti non abbia impedito sbarchi dei più vari tipi e non abbia minimamente inciso sulla politica dell’Unione Europea, d’altronde, Salvini a Bruxelles proprio non si fa vedere, la sua persona rimane centrale e conquista consensi.
Non serve a nulla che Giuliano Ferrara lo definisca “truce”, che i social lo sbeffeggino, che i vescovi lo critichino mentre i sondaggi rilevano favore nei suoi confronti proveniente dagli elettori che s’identificano come cattolici. Salvini ha una politica, che dovrebbe essere combattuta non soltanto sui numeri che parlano di riduzione degli arrivi nell’ultimo anno e, su un piano tutt’altro che irrilevante, di necessità di immigranti per il sistema socio-economico italiano di oggi, di domani e ancor più di dopodomani.
Le opposizioni battono i tasti sbagliati. Anche noi siamo stati migranti, in USA, in Argentina, in Belgio. Noi, italiani brava gente, dobbiamo dimostrarci accoglienti e, in effetti, in molte zone del paese effettivamente lo siamo. Agli europei dimostriamo anche che siamo buoni, migliori di come ci descrivono, e che Salvini non ci rappresenta. Di fronte a queste affermazioni, molti italiani semplicemente dimostrano, in maniera più o meno esplicita, fastidio. Dove vivono loro gli immigrati sono (o sono percepiti come) una sfida costante alla comunità, ai suoi valori, ai suoi stili di vita.
In pochissime località è attiva e funzionante una politica di integrazione fatta di insegnamento della lingua, delle leggi, Costituzione compresa, e di avviamento al lavoro. Le autorità locali sono schiacciate dall’assenza di fondi per l’integrazione, unità abitative comprese, e le forti non sottovalutabili preoccupazioni e irritazioni dei loro cittadini-elettori. Costoro vedono e capiscono che Forza Italia e Fratelli d’Italia sono a rimorchio di Salvini. Non vedono, invece, che cosa propongono le sinistre. Del Partito Democratico al governo non ricordano soluzioni particolarmente incisive e decisive. Dal resto della sinistra ascoltano appelli e critiche talvolta apocalittiche e vedono gesti tanto esemplari, andare a bordo della Sea Watch, quanto inutili. Se una politica chiara, chiaramente diversa, di rapida applicabilità, che fughi i timori senza colpevolizzare i timorosi, non sarà formulata, Salvini continuerà a occupare la scena con tracotanza e a mietere consensi in questa lunga estate calda.

Pubblicato AGL 10 luglio 2019


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