Il reintegro dei medici no vax è uno scandalo. Pd e M5S dialoghino #intervista @ildubbionews

Intervista raccolta da Giacomo Puletti

«Le fibrillazioni, che sono differenze di opinioni qualche volta vere e qualche volta costruite ad arte, continueranno inevitabilmente, ma mi pare che meloni sia in grado di metterle sotto controllo»

Gianfranco Pasquino, professore emerito di Scienza Politica a Bologna, spiega che «nel governo ci saranno fibrillazioni» ma «l’unica fibrillazione della quale secondo me Meloni non vuole sentire mai più è quella legata all’amicizia tra Berlusconi e Putin». Sui primi provvedimenti del governo è netto: «il reintegro dei medici no vax è un segnale sbagliato e bruttissimo, è abbastanza scandaloso».

Professor Pasquino, il Consiglio dei ministri ha preso i primi provvedimenti su covid, giustizia e ordine pubblico. Pensa che siano misure necessarie e urgenti o il governo avrebbe dovuto occuparsi d’altro?

Credo che ci fossero certamente questioni più urgenti da affrontare, a partire dalle bollette dal tentativo di rimettere sotto controllo l’inflazione, che è assolutamente necessario. Ma tra le varie misure mi vorrei concentrare su un punto: il reintegro dei medici no vax è un segnale sbagliato e bruttissimo. Dirò di più. È abbastanza scandaloso. Questo provvedimento non andava preso.

Eppure il ministro della Salute, Orazio Schillaci, era a favore del green pass e di certo non è no vax. Non crede che queste misure siano state prese tenendo conto dei dati sul coronavirus?

 I dati dicono che il covid non è passato, continua a trasformarsi e ad avere tutta una serie di mutazioni e quindi dare quel tipo di segnale è sbagliato. Credo che da un lato Meloni voglia accarezzare una parte di elettorato che ha votato FdI; dall’altro vuole evitare che della tematica si appropri Matteo Salvini, che è un pirata. In terzo luogo c’è un altro elemento cruciale da tenere in considerazione, e cioè che evidentemente queste misure rispecchiano il pensiero di Meloni.

Crede che questo sarà un governo “law and order”?

Ci si può proporre di essere severi ma bisogna poi essere efficiente e giusti. Direi giustamente efficienti. Non so se siamo preparati a questo ma certo il rave party di Modena bisognava prenderlo, controllarlo e regolamentarlo. Quando si arriva alla repressione violenta tutti in qualche modo sbagliano e sono contento che questo non sia accaduto. Ma tutti sanno che un governo di destra deve essere autorevole e qualche volta anche autoritario. Speriamo tuttavia che non ci siano eccessi.

Ha citato Salvini: pensa che questo governo soffrirà delle fibrillazioni tipiche di una maggioranza di coalizione o Meloni riuscirà a tenere la barra dritta?

Le fibrillazioni, che sono differenze di opinioni qualche volta vere e qualche volta costruite ad arte, continueranno inevitabilmente, ma mi pare che Meloni sia in grado di metterle sotto controllo. L’unica fibrillazione della quale secondo me Meloni non vuole sentire mai più è quella legata all’amicizia tra Berlusconi e Putin. In un governo di coalizione le fibrillazioni sono fisiologiche ma lei ricomporrà i dissensi, anche se chiaramente ne sarà innervosita. Di certo non accuso il destra centro di essere più fibrillante di altri governi. Il vantaggio è che Meloni è paziente e in saldo controllo dell’esecutivo. Per capirci, dopo questo governo non c’è un governo Berlusconi o un governo Salvini.

Dopo la carica della polizia alla Sapienza abbiamo assistito al raduno di Predappio e al rave di Modena, risolto pacificamente. Pensa che ci sia il rischio di un autunno caldo dal uno di vista sociale nel paese?

Diciamo che questo dipende dalle proteste che la sinistra non riesce a incanalare. La destra non avrebbe alcun vantaggio da un ipotetico surriscaldamento del clima. Ma attenzione, Meloni ha detto cose sbagliate sui giovani di destra, perché negli anni di piombo diversi giovani di destra furono picchiatori. Insomma , è meglio che non ricostruisca la storia. Di certo però non è suo interesse alimentare la violenza, visto che di solito questo viene associata al fascismo o al parafascismo.

Può partire proprio dalle questioni sociali l’opposizione della sinistra, che unisca Pd, Movimento 5 Stelle e magari il terzo polo su questi temi?

La risposta è difficilissima perché dipende da chi verrà eletto segretario del Pd e da cosa deciderà di fare Giuseppe Conte. Finora ha alzato molto i toni contro il Pd, ma magari decide che ha raggranellato quello che poteva e che sia sufficiente. La strategia della sopravvivenza direbbe che Pd e M5S devono trovare un accordo ma se entrambi vogliono cercare di umiliare l’altro non si va da nessuna parte. Una parte cospicua del Pd sta cercando di umiliare il M5S, che a sua volta sta emarginando il Pd.

Dopodomani Meloni volerà a Bruxelles: come sarà il primo approccio con le istituzioni europee, da lei più volte criticate?

Meloni sa che deve dimostrare di essere relativamente moderata ma anche esigente, perché è pur sempre il capo del governo di un paese importante. Sa che deve dimostrare di non essere antieuropeista ma pronta a ridefinire le politiche europee. Sa che deve comportarsi in maniera piuttosto diplomatica ma anche gli altri devono tenere conto di non essere di fronte a un’europeista della prima ora. Dall’altra parte la accoglieranno con curiosità e sarà un incontro di ricognizione. Immagino ci sia attenzione interessata e non solo pregiudiziale.

Tra due settimane la presidente del Consiglio sarà invece in Indonesia per il vertice del G20. Come crede che si muoverà a livello internazionale, in particolare modo nei rapporti con gli Usa?

Il problema non è l’alleanza di ora con gli Stati Uniti, che lei ha ribadito dicendosi atlantista, come da solco della tradizione politica italiana. Il problema è il futuro. Deve evitare rapporti con i trumpiani, che sono una banda pericolosa. L’intervento che ha fatto alla Niaf è stato buono ma bisogna tenere in considerazione che un’associazione piuttosto di destra. Insomma deve stare attenta a non spostarsi troppo verso quella direzione.

Pubblicato il 1 novembre 2022 su Il Dubbio

INVITO Anni interessanti #incontro con Gianfranco Pasquino tra ricordi autobiografici e nuovi equilibri politici #Alessandria #3novembre #Giovedìculturale @culturaesvilupp @UtetLibri @Treccani

 ore 18
Assicurazione Cultura e Sviluppo
piazza Fabrizio De André, Alessandria

In dialogo con Giorgio Barberis e Stefano Quirico, docenti dell’Università del Piemonte Orientale

Gianfranco Pasquino discuterà delle sue pubblicazioni più recenti:

Tra scienza e politica. Una autobiografia (UTET, Milano 2022)

Fascismo. Quel che è stato, quel che rimane (Roma 2022)

È raccomandata la prenotazione del posto al link:
https://culturaesviluppo.it/evento/incontro-con-gianfranco-pasquino/

Contro questa destra serve una visione alternativa @DomaniGiornale

Dopo undici anni di guasti vari e profondi, di governi variamente e profondamente irresponsabili, la destra, quella che ha a cuore la nazione e la patria, le eccellenze italiane uniche al mondo, ha dato vita ad un governo espressione del voto degli italiani. Sono gli italiani, che non hanno alcun bisogno di vigilanza esterna, ad avere spinto con forza una donna a spaccare il soffitto di cristallo della più alta carica di governo. Quella donna, tutta politica, che si è ampiamente e personalmente meritata un grande successo elettorale, intende guidare, come minimo, un governo di legislatura. Una donna sicuramente α contorniata da due maschi sicuramente nel migliore dei casi β, il terzo diventato β con gli anni e con gli errori preannuncia la sua battaglia di retroguardia, è diventata Presidente del Consiglio. Vorrà probabilmente essere eletta Presidente di una Repubblica semipresidenziale se riuscirà a introdurre quella riforma per trasformare l’Italia in una democrazia “decidente”, aggettivo di conio e di sapore dei sostenitori delle malaugurate e bocciate riforme costituzionali renziane.

Nel frattempo, il governo tutto (non proprio) politico guidato da Giorgia Meloni ha comunicato il suo travolgente ambiziosissimo programma di legislatura. Le spalle saranno coperte dall’atlantismo e dall’incrollabile sostegno all’Ucraina aggredita dai russi. L’azione di governo si svilupperà nel quadro dell’Unione Europea non rinunciando al tentativo di ridefinirlo anche per quel che riguarda i progetti di oggi e di domani richiesti dal PNRR. La nazione difenderà anche la sua sovranità alimentare insieme ai sacri confini che non dovranno essere superati dagli immigranti illegali, ma che si apriranno ai richiedenti asilo per ragioni politiche. Libertà e merito per tutti, soprattutto lasciando, con il massimo di deregolamentazione e il minimo di tassazione, grande spazio a chi vuole fare.

Il lungo e promettente, nel senso che ha promesso molto, discorso di insediamento del governo Meloni I ha bilanciato le critiche ai predecessori, particolarmente aspre a chi ha affrontato il Covid con misure considerate liberticide, con le promesse in un crescendo anche nel tono di voce a segnalare l’apertura di una nuova era. Dalla destra nessuno doveva aspettarsi di meno, ma piuttosto di più, magari più inventiva. Non saranno comunque le prevedibili critiche, in specie ai diritti dimenticati, a frenare il governo Meloni. Né pare il caso di contare sulle quinte colonne forziste e leghiste.

Quando gli sguardi dei PD si solleveranno dall’ombelico del loro malconcio partito potrebbero utilmente delineare una visione alternativa complessiva che colpisca i singoli disegni di legge della destra nei quali si annideranno insidie non tanto per la democrazia, ma per una società giusta e europea (ripensabile anche da sinistra). Extra Europam nulla salus.

Pubblicato il 26 ottobre 2022 su Domani  

Tra scienza e politica. Una autobiografia #Palermo #27ottobre Festival delle Filosofie 2022 @UtetLibri

FESTIVAL DELLE FILOSOFIE 2022
27 Ottobre ore 18.30
Aula Magna del Convitto Nazionale “Giovanni Falcone”
Piazzatta Sett’Angeli, 3

Presentazione del libro:

Tra scienza e politica. Una autobiografia
(UTET

Con Gianfranco Pasquino
Professore emerito di
Scienza Politica, Università di Bologna.

Dialoga con l’autore Tiziana Martorana (giornalista RAI Sicilia).
Con Mariella Spagnolo (Vicepresidente Ass. Lympha)

Partiti politici e sistemi elettorali #Palermo #24ottobre Università degli Studi di Palermo Dottorato in Pluralismi giuridici: prospettive antiche e attuali

Università degli Studi di Palermo 24-27 ottobre 2022
Dottorato in Pluralismi giuridici: prospettive antiche e attuali
Seminari di Diritto costituzionale anno accademico 2022/2023
24 ottobre ore17.00-19.00
Aula Magna
Via Maqueda,172
DIPARTIMENTO DI GIURISPRUDENZA

Gianfranco Pasquino

Partiti politici e sistemi elettorali

Introduce Prof. Giuseppe Verde

Direttore del Dipartimento di Giurisprudenza
Presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana
Presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati
Presidente Associazione Intesa Giurisprudenza

La scoperta delle fatiche di un governo di coalizione @DomaniGiornale

Sembra che per la prima volta al mondo si vada in Italia alla formazione di un governo di coalizione superando le intemperanze fuggite (?) dal sen di Berlusconi. Peraltro, in Svezia nelle tre settimane dalle elezioni il centro ha dovuto addirittura chiedere il sostegno esterno dei Democratici Svedesi, destra populista sovranista. Nei governi di coalizione spesso “impazza” anche il toto ministri e bisogna esercitarsi nel gioco delle caselle. Infatti, esistono ministeri più importanti di altri e ministeri preferiti dai capi dei partiti che compongono la coalizione poiché, più che avere soluzioni a quei problemi, pensano che portino voti. Anche questo accade dappertutto e, comprensibilmente, richiede tempo. In Germania, il governo guidato dal socialdemocratico Scholz e sostenuto da Verdi e Liberali ha avuto bisogno di più di due mesi dalle elezioni prima di entrare in carica. Tedesco è sicuramente il proverbio “i partiti frettolosi fanno governi ciechi”.

   A tutti i governi di coalizione, le associazioni di vario tipo, a meno che non siano state disintermediate, i commentatori politici, i partiti di opposizione chiedono ministri di alto profilo, politici, ma, insomma, anche tecnici (il Presidente della Coldiretti Ministro dell’Agricoltura?). Sempre il capo del governo e i suoi collaboratori promettono il meglio del meglio, accentuando la qualità della competenza, indicando come elemento qualificante l’esperienza, spingendosi a affermare indispensabile il riconoscimento esplicito della preminenza del capo di governo. Anche altrove e, per usare il politichese, “non da oggi”, quando si produce un cambio sostanziale nella compagine di governo (non è, con buona pace di commentatori superficiali, un’alternanza totale poiché due dei tre partiti hanno avuto responsabilità rilevanti nel precedente governo), fra i “nuovi” governanti serpeggia il timore che la burocrazia e affini, ovvero il deep State, si preparino ad ostacolare, sabotare le attività del governo, le sue politiche specialmente se innovative. Di qui la richiesta di lealtà istituzionale.

    A questo punto, dovrei scrivere “tanta roba”, ma il moralista che è in me afferma al contrario che la richiesta dev’essere fatta e che la lealtà deve valere come criterio per il reclutamento e la valutazione delle prestazioni anche dei ministri pena l’immediata estromissione. Sappiamo quanto difficile all’occorrenza è stato in Italia licenziare ministri sleali. Giusta, quindi, e apprezzabile la cautela di Giorgia Meloni. Sottotraccia c’è qualcosa di nuovo oggi nel sole, anzi d’antico. In qualche ministero s’annidano tuttora enormi occasioni di conflitti di interessi. E, allora, si facciano avanti ministri competenti, esperti, leali, che non rappresentino gli interessi giudiziari e imprenditoriali di qualche capo partito. In materia, nelle democrazie europee non trovo paragoni appropriati.

Pubblicato il 20 ottobre 2022 su Domani

INVITO #presentazione Fascismo. Quel che è stato, quel che rimane @Treccani a cura di Gianfranco Pasquino #Roma #20ottobre ore 18 sala Igea dell’ Istituto della Enciclopedia Italiana

Istituto della Enciclopedia Italiana

Piazza della Enciclopedia Italiana, 4
Roma

Con la presente abbiamo il piacere di invitarla giovedì 20 ottobre alle ore 18.00 nella sala Igea della sede dell’Istituto della Enciclopedia Italiana, a Roma, per la presentazione del volume:

Fascismo. Quel che è stato, quel che rimane (Treccani libri, 2022)

Interverranno il curatore del libro Gianfranco Pasquino (Accademia dei Lincei, Consiglio scientifico dell’Enciclopedia italiana) e Simona Colarizi (Università La Sapienza).

FASCISMO Quel che è stato, quel che rimane
a cura di Gianfranco Pasquino
Treccani libri

Il fascismo è stato il più importante fenomeno politico nella storia d’Italia e uno dei più rilevanti del xx secolo in genere. Ha influenzato la politica di molti paesi ed è stato oggetto di una straordinaria mole di studi. A cent’anni dalla Marcia su Roma continua a essere utile riflettere sulle condizioni politiche, economiche, sociali e culturali che aprirono la strada alla sua affermazione. È quanto fanno – e ci aiutano a fare – i saggi raccolti nel volume, che ne ripercorrono la storia dalle origini alla caduta,  ricostruendone i “valori”, la conquista del potere,  le trasformazioni, il consenso, le interpretazioni,  e contestualizzandolo nel più ampio scenario europeo. La chiave di lettura è duplice: innanzitutto, il fascismo non è il passato che non passa, ma è un passato che ha considerevolmente influenzato il presente e che deve essere conosciuto approfonditamente per costruire un futuro migliore. In secondo luogo, esso tentò di imporre una visione totalitaria alla società italiana ma, tra ambiguità, concessioni, viltà, non riuscì ad acquisire il pieno controllo sopra la Monarchia, la Chiesa, le Forze Armate,  gli industriali, e dovette fare i conti anche con gli antifascisti  che coraggiosamente mantennero viva la loro opposizione.  Il volume mira a offrire ai lettori il materiale indispensabile per acquisirne una corretta e approfondita conoscenza e comprendere se esso possa in qualche modo ripresentarsi.

«Il fascismo non fu il prodotto di una ideologia, fatta di principi rigidi, coesi,concatenati; né la produsse. Piuttosto si basò su una mentalità fatta di atteggiamenti, valutazioni, orientamenti, che avevano tradizioni e radici nel pensiero politico italiano e nella “cultura” delle masse popolari, contribuendo a rafforzarla».

Gianfranco Pasquino

Saggi di

Mario Avagliano, Paolo Bagnoli, Danilo Breschi, Marco Bresciani, Alessandro Campi, Annalisa Capristo, Antonio Carioti, Simona Colarizi, Piero Craveri, Filomena Fantarella, Marco Filoni, Guido Melis, Marco Palla, Marco Palmieri, Giuseppe Parlato, Gianfranco Pasquino, Santo Peli, Paolo Pombeni, Marco Tarchi.

Lezioni dal Parlamento, cosa abbiamo imparato secondo Pasquino @formichenews

Il centrodestra è davvero compatto? Certamente, il potere, la ricerca e l’esercizio del potere costituiranno una potente pomata rassodante e compattante, mai tale, però, da evitare scontri anche palesi e rumorosi, persino rischiosi, non soltanto per il governo, ma soprattutto per il Paese. Il commento di Gianfranco Pasquino, professore emerito di Scienza politica e accademico dei Lincei, autore di Tra scienza e politica. Una autobiografia (Utet) e curatore di Fascismo. Quel che è stato, quel che rimane (Treccani)

Dimenticheremo presto, spero, i discorsi, meno i trascorsi, dei neo-Presidenti di Senato (Ignazio La Russa) e Camera (Lorenzo Fontana). Li aspettiamo alla prova mentre nei nostri occhi sono rimaste le memorabilia fasciste gelosamente custodite e generosamente esibite da La Russa e nelle nostre orecchie risuonano le affermazioni omofobe e (filo)putiniane di Fontana. Il centro-destra poteva fare meglio, ma almeno già sappiamo che il prossimo Presidente della Repubblica non verrà dalle due più alte cariche del Parlamento. Abbiamo anche visibilmente imparato che sui nomi il centro-destra è tutto meno che compatto. Va a prove di forza e a scontri finendo, seppure in maniera involontaria, di inserire qualche puntuto cuneo nei ranghi delle opposizioni. Queste, Partito Democratico, Movimento del Conte, Calenda e Renzi (i cui protagonismi non stanno nella stessa stanza per ragioni di stazza), promettono di essere dure, intransigenti, ad oltranza, ma qualcuno pensa che il suo voto potrà valere un incarico a futura memoria. Questa è la politica, commenta un ex-dalemiano su twitter. No, questo è soltanto una delle incarnazioni della cattiva politica che infanga la politica e dà la colpa ai populisti che, irresponsabili, incassano, gongolano e passano oltre. L’incasso non tarderà.

Il quesito è, ma doveva già essere stato sollevato dai commentatori troppo spesso genuflessi, se le due elezioni parlamentari, in misura diversa, non segnalino che il centro-destra è tutto meno che compatto. Certamente, il potere, la ricerca e l’esercizio del potere costituiranno una potente pomata rassodante e compattante, mai tale, però, da evitare scontri anche palesi e rumorosi, persino rischiosi, non soltanto per il governo, ma soprattutto per il paese. Fra breve vedremo più acutamente alcuni di questi scontri sui nomi dei ministri, anche donne. Politici e tecnici per me mai pari sono, ma in una democrazia decente entrambi verrebbero nominati con riferimento a competenza, esperienza e lealtà (elemento da non trascurare mai) politica che per me va al capo del governo e al programma sottoscritto, non ai capi dei partiti che, invece, a loro volta, dovrebbero essere impegnati e giudicati sul programma. Ne vedremo delle belle (sic) e delle brutte (ri-sic), ma è giusto esigere motivazioni articolate per entrambe. Poi, naturalmente, i voti contano e, temo, conteranno anche alcuni ricatti.

Lascio i ricatti alle loro nefaste traiettorie, e concludo con i ricordi. Il ricordo più bello è quello di una elegante signora novantenne che rappresenta un pezzo di storia d’Italia e d’Europa, del fascismo e della nazismo, dell’antisemitismo e delle discriminazioni, della democrazia. La senatrice a vita Liliana Segre, nominata da Mattarella, ha sintetizzato in poche precise e ammirevoli parole che cosa i politici (e i cittadini) dovrebbero fare per un’Italia migliore: applicare la Costituzione, seguendola anche, anzi, soprattutto, se la si vuole riformare (art. 138). Metaforicamente, il dito della Sen. Segre, che non sarebbe stata lì se il fascismo non fosse stato sconfitto, indicava la luna, ma non guardate solo la luna, guardate anche di chi è quel dito. Di una grande donna che testimonia che è possibile combattere, con perseveranza e grazia, odio e ingiustizie e vincere.

Pubblicato il 15 ottobre 2022 su Formiche.net

Il caso-Italia. Gianfranco Pasquino analizza il voto e indica la strada per una democrazia effettiva #elezioni2022 #intervista #InSiciliaTV

Gianfranco Pasquino, ospite della rubrica Fatti&Opinioni parla dell’attualità politica italiana dopo il voto del 25 settembre scorso e in vista della nascita del prossimo governo. Rispondendo alle domande di Angelo Di Natale, Pasquino analizza i limiti, i vizi e le distorsioni della democrazia italiana, suggerendo le soluzioni più appropriate.

Il neo Presidente La Russa ha ringraziato apertamente i senatori della minoranza che lo hanno votato.  Vicepresidenze delle Camere e delle Commissioni ci diranno poi chi erano i destinatari di quei ringraziamenti

I ringraziamenti espliciti, quasi plateali rivolti dal neo-eletto Presidente del Senato Ignazio La Russa ai senatori/senatrici che non fanno parte della maggioranza per averlo votato mandano due segnali politicamente molto significativi. Da un lato, comunicano a quei senatori/senatrici che sono benvenuti e che, quando ci sarà l’occasione, saranno adeguatamente ricompensati. Che i loro voti, palesi e segreti, continueranno ad essere più che bene accetti. In estrema sintesi, dietro l’angolo è nata quella che potremmo definire una maggioranza eventuale. Dall’altro, le parole del Presidente La Russa fanno sapere a Berlusconi, che ha imposto la scheda bianca/astensione ai parlamentari di Forza Italia, che i “buchi” da lui/loro lasciati possono essere riempiti rapidamente e in maniera abbondante con appoggi esterni. In un modo da non sottovalutare, i ringraziamenti di La Russa indeboliscono grandemente il potere di ricatto che Berlusconi strenuamente tentava di utilizzare sulla formazione del governo Meloni con la richiesta di un Ministero importante per la sua fedelissima (parola non mia di cui confesso non capire fino in fondo il significato) Licia Ronzulli.

   Per quel che riguarda il centro-destra, il resto, vale a dire altre trame, vantaggi, reazioni, altri ricatti, altre convergenze più o meno inaspettate, lo si vedrà quando (e se) e con quanti voti verrà eletto il Presidente della Camera, che dovrebbe essere un deputato della Lega. Chi siano i senatori/senatrici che più o meno generosamente hanno deciso l’elezione di La Russa precisamente non lo sappiamo. Tuttavia, potremo avere qualche elemento conoscitivo e esplicativo in più, forse persino decisivo, quando verranno eletti gli uffici di Presidenza della Camera e del Senato.

   Partito Democratico e Movimento 5 Stelle, in quanto rappresentanti i due gruppi più numerosi non hanno nessuna intenzione di cedere le vicepresidenze a Azione. Dunque, se il voto segreto premiasse un candidato/a espressione dell’area Calenda-Renzi diventerà fin troppo facile sostenere che si è prodotto uno scambio. La moralità non è il terreno su cui si fonda la politica né in Italia né, in maniera minore, altrove. Molte altre cariche istituzionali sono disponibili a cominciare dalle prestigiose e potenti Presidenze delle Commissioni. Altri scambi sono possibili e probabili dai quali, però, le opposizioni in ordine sparso risulteranno inevitabilmente e imprevedibilmente indebolite.

Al tempo stesso, però, l’imminente governo del centro-destra avrà al suo interno una componente (Forza Italia) amaramente insoddisfatta, non convinta, a meno di avere ottenuto molto nella formazione del governo, dell’obbligo politico di agire in maniera disciplinata e solidale. Poiché sono note anche le mire di Salvini per un Ministero, gli Interni, per il quale la Presidente del Consiglio in pectore ha già fatto sapere di preferire un’altra, non specificata, personalità, se ne può concludere che sul governo Meloni già si addensano non pochi pesanti nuvoloni.

Pubblicato AGL il 14 ottobre 2022