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Quando le sorti del governo dipendono da un megalomane al 2% #intervista #SputnikItalia

L’Italia si è svegliata di punto in bianco nel mezzo di una crisi di governo. A fare il primo passo in questa assurda danza è Matteo Renzi, malato di protagonismo, che con solo il 2% dei voti potrà però influenzare le sorti del governo. Un Paese schiacciato dall’emergenza sanitaria ed economica si ritrova senza un governo.

Intervista raccolta da Tatiana Santi

Dopo l’annuncio da parte del leader di Italia Viva Matteo Renzi delle dimissioni delle ministre Bellanova e Bonetti si attendono ora le mosse del presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Quali sono i possibili scenari di questa crisi? Sputnik Italia per destreggiarsi nei meandri della politica italiana e del suo nuovo stallo ha raggiunto Gianfranco Pasquinopolitologo, professore emerito di scienza politica all’Università di Bologna.

— Professore Pasquino, perché Renzi ha provocato una crisi di governo in piena pandemia?

— La pandemia non c’entra niente. Renzi innanzitutto è un megalomane, quindi vuole essere sempre al centro dell’attenzione degli italiani, in questo caso evidentemente anche degli europei. Ha colto un’occasione sfruttando questo momento di difficoltà anche perché qualcuno sostiene che Conte non stia lavorando abbastanza bene. È un momento per così dire “opportuno”. Renzi inoltre pensa di riuscire a scompaginare il sistema partitico italiano, questo sfruttando un po’ il malcontento che si trova nel Movimento 5 stelle, qualche presa di posizione di insoddisfazione all’interno del Partito Democratico, e forse anche trovando sostegno da Forza Italia. Matteo Renzi sta cercando di ristrutturare il sistema partitico italiano nel quale uno come lui, che se è fortunato arriva al 3% dei voti, avrà però una grande influenza nella formazione dei governi.

— Quali sono i possibili scenari secondo lei adesso? Conte può resistere?

— Si tratta di semplici speculazioni. Posso dirle quello che si può fare.

  • Innanzitutto bisogna tenere conto che la crisi in qualche modo viene anche controllata dal Presidente della Repubblica. Non si può avere nessuno scioglimento del Parlamento se il Presidente della Repubblica non è d’accordo.
  • Non si può quindi andare ad elezioni immediatamente.
  • Il presidente della Repubblica ha anche la possibilità di incaricare un nuovo governo.
  • Conte inoltre può decidere di continuare fino ad un possibile voto di sfiducia esplicito nei suoi confronti.
  • Infine Conte può andare in Parlamento e chiedere un voto di fiducia, che non è la soluzione preferita da Mattarella. Se venisse sfiduciato non può essere reincaricato, qualora non venisse sfiduciato potremmo benissimo avere delle dimissioni “tattiche” di Conte e poi un reincarico immediato da parte del Presidente della Repubblica.

— Le elezioni non sono da escludere?

— No, non sono da escludere, sono una delle possibilità. Non mi pare però la variante più probabile, può succedere, ma al momento non credo.

— Com’è vista questa crisi dall’estero e da Bruxelles in particolare?

— L’Europa ci ha sempre guardato con una certa diffidenza e un certo sospetto. Gli italiani assumono degli impegni e poi non li portano a compimento. L’Europa si era rassicurata, perché Conte era credibile a livello europeo, a Bruxelles pensavano che gli italiani finalmente avrebbero fatto ciò che debbono a prescindere dalla pandemia. L’Europa ha attribuito all’Italia un sacco di soldi, si aspettano che in Italia arrivino i progetti fatti in maniera adeguata, compresi gli obiettivi e la tempistica.

Se c’è una crisi di governo tutto questo diventa molto più difficile, quindi gli europei sono molto preoccupati e ci guardano dicendo che stiamo sciupando una grande occasione, la quale probabilmente non ci si presenterà più.

— L’attenzione di questi giorni sarà tutta puntata sulla crisi politica, la grave situazione economica degli italiani verrà messa in secondo piano? Quanto durerà questa crisi?

— Penso che questa crisi duri poco, si andrà rapidamente ad una conclusione, il tutto verrà concordato fra Mattarella, Conte e immagino il Partito Democratico. È una crisi che si può svolgere seconda una serie di tappe in cui alcuni passaggi sono possibili e altri immediatamente impossibili.

Pubblicato il 14 gennaio 2021 su Sputniknews