Home » Posts tagged 'Coop'

Tag Archives: Coop

Non fate girare le porte Coop

Non sono perfettamente girevoli le porte (o dovrei scrivere revolving doors visti i toni di scambio fra gentiluomini anglosassoni in corsa per la segreteria del PD di Bologna) fra partito e cooperazione. Storicamente, hanno girato molto di più nel senso della cooperazione la quale, molto accogliente, offriva posizioni di ricaduta a chi avesse oramai perso qualsiasi chance di carriera nel partito. Ovviamente, le coop avevano comunque qualcosa che girava a loro favore. No, non siate sospettosi, non di soli appalti si trattava, anche se, naturalmente, un occhio di riguardo per quel che poteva servire alle coop gli amministratori del partito l’hanno sempre avuto. Un po’ meno, l’ha avuto di recente il sindaco di San Lazzaro, Isabella Conti. Eh sì, questa volta il nome va fatto e, forse, il suo gran rifiuto alla “colata di Idice” non è ancora stato del tutto digerito. I tornaconti delle coop sono probabilmente anche consistiti in qualche informazione strategica al momento giusto, o un attimo prima, per l’investimento “più” giusto. E, certamente, qualche candidato alle cariche elettive, persino, per esempio, a sindaco di Bologna, partiva avvantaggiato se godeva dell’appoggio delle coop. Insomma, giravano le porte, si aprivano impieghi, partivano candidature e si manteneva vivo e vitale quell’insieme di rapporti che, includendo anche altri attori, in primis, il sindacato aveva prodotto il blocco sociale (ed economico) del modello emiliano nonché bolognese. Sicuramente, non c’erano né fra i dirigenti delle Coop né fra gli uomini (e le donne) di partito tensioni speciali. È curioso che qualcuno, passato alle Coop, dopo una buona carriera nel partito, paventi di essere diventato cittadino (o iscritto) di serie B. Forse, permettendo di interpretare il non-detto del segretario Critelli, quello che si sente soffiare è un sostegno improprio da alcuni dirigenti delle Coop al suo sfidante, un sostegno organizzato. Tutto da provare, certo. Per una compagna elettorale che non passerà alla storia, ma che alcuni di noi ricorderanno come quella nella quale le insolenze hanno preso il posto dei contenuti (che, a mio avviso, dovevano riguardare le modalità con le quali guidare il PD locale), sarebbe meglio non parlare di porte girevoli, ma di porte sbattute in faccia. Alla faccia della buona politica. Another time another place.

Pubblicato il 30 settembre 2017

Nella città di Don Abbondio

Corriere di Bologna

Non mi pare una buona idea sprecare tempo, che sarebbe utile per governare (magari meglio) la città, in una tanto prematura quanto aspra discussione sulla (ri-)candidatura del sindaco e sulla “discesa in campo” di eventuali sfidanti. Ce n’è già uno, ufficialmente dichiaratosi: il sindaco di Castenaso, Vittorio Sermenghi, che dovrà convincere il 35 per cento dei componenti dell’Assemblea del Partito Democratico. C’è un’altra candidatura possibile,informale, sussurrata, forse auspicata anche contro i suoi desideri, quella della sindaca di San Lazzaro, Isabella Conti, certo non amata dalle Coop. Sarebbe, però, preferibile che entrambi i sindaci concludessero il mandato conferito dagli elettori.

La responsabilità della brutta situazione bolognese è da attribuire al sindaco Merola perché è stato lui a esigere una riconferma fin troppo tempo fa. Sbaglia anche adesso quando, nella densa intervista data al Direttore Nanni, oscilla fra la richiesta che sia il suo partito a esprimersi e la dichiarazione che il giudizio sul suo operato lo daranno gli elettori. Infatti, il partito deve applicare lo Statuto e se ci saranno le firme deve affidare il giudizio sul sindaco ai votanti nelle primarie. Dopodiché, nulla impedirà a Merola di “alzarsi in piedi” e di fare vedere tutta la sua “statura” costruendo una lista civica che si vanti del suo operato. Se, contro molti indicatori, è convinto di avere fatto molto bene e, persino, di avere un progetto per il futuro, “un’idea forte di Bologna”, e di sapere “dove portare questa città”, è un suo dovere politico e, direi, persino etico non lasciare il campo a sfidanti ambiziosi che vedono la carica di sindaco di Bologna come una tappa o un punto d’arrivo nella loro carriera politica.

Infelicemente, molti cittadini bolognesi si aspettano cambiamenti, innovazioni, persino di “cambiare verso” a un degrado al quale sembrano essersi quasi assuefatti. Merola sostiene che nei prossimi cinque anni porrà rimedio a quanto non ha finora fatto. Molte associazioni bolognesi, compreso il suo partito, hanno già manifestato non poche perplessità. L’unico che è venuto allo scoperto esprimendo il suo favore a un secondo mandato per Merola è stato Gianluca Vacchi, Presidente degli Industriali bolognesi. Comprensibile. Seriamente direi che gli industriali, costretti continuamente a innovare, hanno bisogno di un quadro politico stabile nel quale operare senza timori di brutte sorprese. Scherzosamente aggiungerei che, forse, gli industriali ovvero, quantomeno, il loro Presidente temono che dopo Merola venga qualcuno capace di fare anche peggio. Insomma, poiché credo nel primato della politica, concluderò che il sindaco, il suo partito, buona parte delle associazioni collaterali hanno creato una brutta situazione. Purtroppo, non c’è una soluzione né facile né immediata. Nessun prêt à porter. Allora, che il conflitto di idee e di persone esploda, in maniera trasparente affinché gli elettori riescano a farsi un’idea ed eventuali candidati alternativi, smentendo Don Abbondio, si facciano coraggio.

Pubblicato il 25 aprile 2015