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Tag Archives: Democrazia

INVITO L’Europa che vorremmo #7maggio #Mira #Venezia

Evento organizzato da ANPI Venezia – Comitato Provinciale

UN’EUROPA PER IL LAVORO, I DIRITTI, LA DEMOCRAZIA, LA SOLIDARIETÀ E LA PACE

Partecipano:

Gianfranco Pollio Salimbeni
Comitato Esecutivo Federazione Internazionale delle Resistenze

Christian Ferrari
Segretario generale CGIL Veneto

Gianfranco Pasquino
Professore emerito di Scienza politica

Modera
Diego Collovini
Presidente comitato provinciale ANPI Venezia

7 maggio ore 17:30
Villa dei Leoni
Riviera S. Trentin, 5
Mira Venezia

INVITO Politica e istituzioni. La salute della democrazia #4maggio #Borgomanero

FONDAZIONE ACHILLE MARAZZA – BORGOMANERO

sabato 4 maggio ore 16.30
Salone d’Onore della Fondazione Marazza
viale Marazza, 5 – Borgomanero – Novara

Gianfranco Pasquino

Politica e istituzioni. La salute della democrazia

introduce Giannino Piana

 

Abbasso il sovranismo. Teniamoci stretta l’UE @La_Lettura #387 #vivalaLettura

 

Il sovranismo, come molti degli “ismi” che circolano, contiene qualcosa di esagerato e inquietante. Cerca di darsi una patina democratica richiamandosi alla sovranità che, secondo l’art. 1 della Costituzione italiana “appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”. Anche se i sovranisti non si fanno mancare qualche scivolone populista, più che di popolo (“prima gli Italiani”, “Veri Finlandesi”, “Svedesi Democratici”) il loro sovranismo è fatto, soprattutto, di esaltazione della nazione, con frequenti e, per l’appunto, inquietanti cedimenti al nazionalismo. La nazione sovranista si definisce con riferimento al sangue e al territorio; è primitiva, fondata su tradizioni, reali o costruite ad arte, che servono per segnare differenze e per escludere, ma che, non poche volte, si traducono in gravi episodi di xenofobia e persino di razzismo. È una nazione che finisce per essere governata secondo modalità da democrazia illiberale che nega diritti agli oppositori. Infine, è una nazione da proteggere e promuovere senza nessuna commistione, alla quale spetta la sovranità integrale che non può essere mai ceduta a qualsivoglia organismo sovranazionale. Nemico sicuro dei sovranisti è l’art. 11 della Costituzione italiana laddove detta limpidamente che l’Italia “consente in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo”.

Nel loro esplicito tentativo di (ri)affermare la sovranità nazionale, i sovranisti accusano l’Unione Europea di avere espropriato quella sovranità. Dimenticano e nascondono che, invece, sono ripetutamente stati i loro governi e i rispettivi Parlamenti a cedere all’UE consapevolmente e deliberatamente parti della sovranità, italiana e degli altri Stati-membri, nell’intento, largamente conseguito, di creare pace e di produrre prosperità. Sono stati e rimangono questi gli obiettivi principali che, operando da solo, nessuno Stato nazionale è in grado di conseguire. Nessun isolamento di singoli stati europei potrebbe nel mondo contemporaneo essere splendido, ma risulterebbe del tutto sterile. Che, poi, la sovranità italiana non rifulga nei contesti internazionali, tanto meno nell’Unione Europea e non produca esiti apprezzabili non dipende da cospirazioni anti-italiane né da mai chiaramente identificati poteri forti, ma dalla mancanza di credibilità e dall’inadeguatezza di troppi dei nostri rappresentanti.

Recuperare la sovranità nazionale, sia quella volontariamente ceduta sia quella colpevolmente perduta, significa, secondo i sovranisti, riconquistare anche il potere del popolo, per il popolo, vale a dire la democrazia. Se le decisioni più rilevanti per una nazione sono effettivamente prese a Bruxelles, se i rappresentanti liberamente e democraticamente eletti in Italia e altrove non hanno il potere di decidere le politiche economiche e sociali che preferiscono e che hanno proposto ai loro elettori ottenendone il voto, allora sarebbero la stessa sovranità popolare e, di conseguenza, la democrazia a essere negate. Il popolo elegge rappresentanti costretti a sottostare a decisioni prese altrove (sulle quali, però, se fossero capaci, credibili, e competenti potrebbero incidere sostanzialmente), diventando tecnicamente e politicamente non-responsabili, irresponsabili.

I sovranisti sostengono che soltanto loro sono in grado di recuperare la sovranità, riportandola nelle mani dei politici eletti dal popolo e, al tempo stesso, riacquistando il consenso e la fiducia della cittadinanza, che, venuti meno, hanno colpito al cuore non poche fra le democrazie realmente esistenti. Il sovranismo afferma che non sarà la, comunque molto complicata e altrettanto lenta e densa di contraddizioni, unificazione federale dell’Europa a dare una risposta capace di rimediare ai problemi delle democrazie europee. Il sovranismo sostiene che nel trasferimento di sovranità dagli Stati nazionali al livello sovranazionale non si è affatto affermata una nuova più elevata sovranità democratica e popolare. Al contrario, la sovranità nella sua espressione sovranazionale è diventata preda di burocrati e tecnocrati, senza volto, “senza patria” e, come disse memorabilmente, con una punta di suo personale sovranismo, il Gen. de Gaulle, (politicamente e democraticamente), “irresponsabili” .

Poiché ciascuno dei sovranisti si dedica al perseguimento degli interessi nazionali e ha una visione che raramente va oltre i confini della sua nazione è destinato a entrare in conflitto con tutti gli altri sovranisti. Il sovranismo in un solo paese si rivelerebbe altrettanto inadeguato e controproducente quanto fu il socialismo in un solo paese. È sorprendente come, in alcuni paesi, fra i quali l’Italia, si trovino spezzoni di sovranismo, in particolare in versione anti-europeista, nei ranghi della sinistra che si distingue dal sovranismo di destra solo per qualche critica più puntuale alle politiche neo-liberiste e al capitalismo finanziario che l’UE non sarebbe in grado di contrastare. Se è stato, e continua ad essere, il più o meno impetuoso vento della globalizzazione a investire in maniera tracotante le strutture e le pratiche nazionali e democratiche di ciascun paese, se ai problemi più gravi –rilancio dell’economia, accoglienza dei migranti, contenimento delle diseguaglianze sociali, non riesce a rispondere in maniera apprezzabile un’organizzazione sovranazionale, ricca e sostanzialmente solida, come l’Unione Europea, chi può illudersi che avranno successo politiche nazionali elaborate e attuate da Stati “sovrani” inevitabilmente in concorrenza fra di loro? Quasi sicuramente il sovranismo sarà inefficace e probabilmente diventerà pericoloso. In un mondo dove si confrontano grandi potenze, USA, Russia, Cina, forse India, in competizione fra loro, il sovranismo è un’illusione fondata su un’erronea analisi dei processi economico-sociali e degli imperativi politici, destinato a sfociare in una delusione che gronda rischi di guerre commerciali e, addirittura, di rivendicazioni territoriali.

Pubblicato su La Lettura n 387 – 28 aprile 2019

SEMINARIO Robert Dahl, A Preface to Democratic Theory #Milano #3maggio @FondFeltrinelli #FeltrinelliPasubio

Seminario permanente sui classici del pensiero politico
a. a. 2018-2019

Quarto ciclo del seminario
Democrazia

venerdì 3 maggio 2019

Gianfranco Pasquino

Robert A. Dahl
Prefazione alla teoria democratica [1956]

FONDAZIONE GIANGIACOMO FELTRINELLI
VIALE PASUBIO 7, MILANO, ORE 14.30-16.30

 

I valori della Costituzione: i principi fondamentali ieri e oggi #Parma #16aprile

INSIEME PER CAPIRE

16 aprile 2019 ore 10-12
Cinema Astra – Parma

I valori della Costituzione:
i principi fondamentali ieri e oggi

Con i giornalisti del Corriere della Sera
Luigi Ferrarella, Massimo Rebotti e Nicola Saldutti

e

Gianfranco Pasquino
Professore Emerito di Scienza Politica presso l’Università di Bologna
Accademico dei Lincei e docente presso la Johns Hopkins University

I principi fondamentali della nostra Costituzione stabiliscono non solo i valori che devono informare la nostra democrazia (sovranità popolare, lavoro, diritti, uguaglianza, libertà), ma anche i modi in cui si devono esplicare e realizzare (le istituzioni, i partiti, le associazioni ecc.). Questo incontro intende da una parte illustrare le ispirazioni politiche e filosofiche che presiedono a questi principi, dall’altra affrontare come questi si realizzano nella società odierna: che cos’è la sovranità popolare nell’epoca dei social? Come sono cambiati i partiti? Cosa significa oggi parlare di repubblica fondata sul lavoro?

Le parole della democrazia, le parole della Costituzione #Perugia #4aprile XIII Festival Internazionale del Giornalismo #ijf19

ore 17 giovedì 4/04/2019 – Sala Brugnoli, Palazzo Cesaroni

Per alcuni è ‘la carta più bella del Mondo’, per altri è un ferro vecchio: comunque la si pensi, la Costituzione italiana ha rappresentato un indispensabile faro per i cittadini e per le istituzioni e in alcuni casi ha messo al riparo gli italiani da abusi e sgrammaticature democratiche. Le parole scritte dai padri costituenti sono ancora forti e attuali come nel 1948? Quali valori rimangono inalterati nella loro attualità; quali, invece, sono colpevolmente dimenticati? Quali parole continuano a svolgere il loro ruolo di garanzia e quali potrebbero essere sottolineate o addirittura aggiunte per rendere la nostra Costituzione ancora più forte e rappresentativa?

modera Dino Amenduni

The words of democracy, the words of the Constitution

For some it is ‘the most beautiful written text in the world’, for others it is an old iron: the Italian Constitution has represented however an indispensable light for citizens and institutions and in some cases sheltered Italians from abuses. Are the words written by the constituent fathers still as strong and up-to-date as in 1948? Which values ​​remain unchanged in their actuality and which are wrongly forgotten? Which words continue to play their role of guarantee and which could be underlined or even added to in order to make our Constitution even stronger and more representative?

VIDEO Cos’è la politica e cosa c’entra con la mia vita? #millenials Educazione alla cittadinanza

La libertà del cittadino e della cittadina 
Un percorso di educazione alla cittadinanza

Gianfranco Pasquino

Cos’è la politica e cosa c’entra con la (mia) vita?

Mercoledì 6 marzo 2019
IIS “Giulio Casiraghi” – Liceo classico, linguistico e scientifico
Cinisello Balsamo (Milano)

 

DEMOCRAZIA