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Un Sindaco da sogno #Bologna

L’ultimo che parla ha (quasi) sempre ragione. Questa è, in sostanza, la linea politico-partitica-culturale scelta e praticata dal sindaco Merola. Adesso, l’ultimo/a è la sua ex-contendente al ballottaggio Lucia Bergonzoni la quale legittimamente e coerentemente con le posizioni della Lega di Salvini esagera il fenomeno e manipola un po’ le statistiche sui reati a Bologna e sulla sicurezza. Subito, Merola si accoda anche lui sostenendo che il problema è molto serio, da combattere e da debellare con accresciuta presenza delle forze dell’ordine. Passerà anche questa, ma il quesito di fondo rimane. Perché il sindaco non elabora qualche cosa di originale per risolvere alcuni dei problemi di lungo corso della città? Lasciamo da parte i suoi ondeggianti sostegni a chi dovrebbe guidare il Partito Democratico che l’hanno visto transitare velocemente dalla ditta di Bersani al Partito di Renzi e lo collocano, attualmente, vicinissimo allo sfidante Orlando. Che la motivazione sia di non vedersi sfuggire il sostegno dei vertici del partito locale, peraltro, alquanto sconfessati dalla base che, nel bene, poco, e nel male, parecchio, hanno dato un grande consenso al Renzi rientrante?

Essendo giunto al suo secondo e ultimo mandato, quindi non ricandidabile, Merola forse si sta guardando in giro per trovare, come tutti i politici “normali”, qualcosa da fare dopo. Magari dovrebbe impegnarsi di più su quello che c’è da fare adesso a Bologna. Come saranno ricordati i suoi dieci ininterrotti lunghissimi anni di governo della città? Quale segno lasciare della sua permanenza a Palazzo d’Accursio? La lunga durata aiuta per essere ricordati, ma senza qualche opera significativa, l’oblio è il destino più probabile. Può darsi che Merola riesca a inaugurare oppure a intestarsi una qualche opera pubblica di prestigio e di grande utilità prima della conclusione del suo mandato. Sarebbe straordinario sentirgli dire con chiarezza che cosa pensa che sia davvero importante per ridare slancio politico, sociale, culturale alla città (gli imprenditori fanno da sé e forse apprezzano quando il sindaco non li intralcia, ma potrebbero legittimamente volere qualcosa in termini di infrastrutture). Nel frattempo, in un’attesa non spasmodica, basterebbe che il sindaco smettesse di fare lo Zelig, dichiarandosi d’accordo con la voce più forte in uno specifico momento/argomento. Insomma, sarebbe bello scoprire che c’è un sindaco che prende iniziative autonome, le spiega e esercita la sua leadership. Am I a dreamer? Vivo in un mondo di sogni?

Pubblicato il 21 aprile 2017

Le effervescenze dei democratici

Corriere di Bologna

La calma è piatta nel centro-destra in attesa che da qualche parte arrivi il candidato, preferibilmente civico, individuato dalla Provvidenza (di Arcore, luogo dove si effettuano le selezioni). La relativa calma nel Movimento 5 Stelle è un po’ (dis)turbata dall’ombra lunga delle infiltrazioni camorristiche di Quarto, ma grande è la speranza che quell’ombra si arresti agli Appennini. Le uniche effervescenze sociali e politiche le offre, come è quasi inevitabile, il Partito Democratico al quale, nel bene e nel male, va la riconoscenza dei commentatori. Sostanzialmente non più sfidato. Merola, il sindaco ricandidato, sta cercando di trovare, escogitare, promuovere qualche lista a suo sostegno. Quasi sicuro che da sola, la lista del PD non riuscirà a superare il 50 per cento dei voti necessari al primo turno al fine di evitare un ballottaggio potenzialmente rischioso (basterebbe evocare il precedente del 1999), Merola avrebbe voluto una bella lista Frascaroli, anche per depotenziare SEL. Il rifiuto di un’assessora controversa, forse neanche troppo dotata di voti suoi, lo ha spinto a sollecitare la discesa in campo di Morgantini il quale potrebbe pescare nello stesso mondo del volontariato e portare la necessaria manciata di voti in più. Qualcuno potrebbe obiettare che: 1) questo tipo di operazione è proprio quella vietata, ma a livello nazionale, dall’Italicum; 2) se Morgantini è/sarà molto simile a Frascaroli, che lo ha già benedetto, allora sorgeranno poi conflitti non dissimili in Consiglio Comunale e, eventualmente, nella giunta. Qualche elettore potrebbe infine chiedersi se Merola ha risolto la sua tensione personale e politica fra permissivismo e rigorismo o se, facendosi accompagnare da Morgantini non rischia di ritrovarsela alla prima, molto prossima, occasione. Le effervescenze del PD appaiono anche nella scelta dei candidati alla Presidenza dei Quartieri, per alcuni il primo passo di una carriera politico-amministrativa, per altri un modo per restare a galla. A rassicurare tutti, o forse no, sta una frase pronunciata da Renzi relativamente alla costituzione dei comitati per il Sì al referendum costituzionale. Tralascio la critica, pure importante e non infondata, se si tratti piuttosto di un plebiscito, ma è evidente che Renzi sta facendo appello ai suoi sostenitori duri (puri, non so) e mettendo in grande difficoltà gli ultimi esponenti della ditta bersaniana. Se non parteciperanno molto attivamente alla campagna referendaria, il segretario del Partito Democratico avrà un motivo in più per lamentarsi di loro e, a futura memoria, per depennarli dalle prossime candidature. Allora, altro che effervescenze, assisteremo a epurazioni per costruire un più compatto Partito della Nazione.

Pubblicato il 24 gennaio 2016