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Capire per cambiare la politica. La lezione di Bobbio e Sartori #17novembre @BOOKCITYMILANO #BCM19 @egeaonline

17 novembre ore 10.30
ISPI – Palazzo Clerici
Sala Corte

Via Clerici 5, Milano

Capire per cambiare la politica. La lezione di Bobbio e Sartori

Antonio Carioti
Luciano M. Fasano
Gianfranco Pasquino

Con i loro insegnamenti e i loro scritti, Norberto Bobbio (1909-2004) e Giovanni Sartori (1924-2017) hanno dato contributi inestimabili allo studio della politica, della democrazia e dei partiti. Con i loro incisivi editoriali, hanno interpretato gli avvenimenti politici italiani, europei e mondiali rendendoli più comprensibili a centinaia di migliaia di lettori. Con le loro critiche, puntuali e argomentate, colte ed efficaci, hanno tentato, di migliorare la politica italiana parlando ai potenti senza nessuna concessione e nessun cedimento. Attraverso i loro scritti, continuano a comunicare con tutti noi, cittadini d’Italia e d’Europa, con parole che non perdono di significato e di rilevanza.

Bobbio e Sartori
Capire e cambiare la politica

BOBBIO E SARTORI CAPIRE E CAMBIARE LA POLITICA
Egea Università Bocconi Editore

 

 

 

 

 

Partiti con potenziale di coalizione e potenziale di ricatto: una situazione non sana risolvibile con una buona legge elettorale

Bisogna (sapere) contare i partiti che contano. La lezione di Sartori è che, piccoli o no, contano i partiti che hanno potenziale di coalizione, ovvero possono andare al governo, e i partiti che hanno potenziale di intimidazione e ricatto, vale a dire che rendono, anche dall’opposizione, la vita difficile ai governi. Figuriamoci quando i partiti(ni) con potenziale di ricatto si sono ritagliati uno spazio dentro il governo!

Caro Direttore del @ilfoglio_it di persona personalmente sono per la trasparenza

La notizia è che il direttore del Foglio Claudio Cerasa è un collezionista in the closet. Mi chiede interventi e lettere. Quando contraddicono le sue opinioni li mette nel closet. Di persona personalmente sono per la trasparenza. Quindi, ecco. Proporzionalisti e maggioritari genuini, buona lettura.

Caro Direttore,

cosa (mal)fatta capo ha. Il “taglio” delle “poltrone” dei parlamentari non avrà nessun effetto benefico sul funzionamento del Parlamento e sulla qualità della democrazia italiana. Tranne che con la riduzione delle spese e con una maggiore rapidità del procedimento legislativo, tutta da verificare, i promotori delle Cinque Stelle non hanno saputo giustificarlo. Dirò, invece, che quel taglio è parte integrante, e pericolosa, del loro antiparlamentarismo che è destinato a erodere la già non lussureggiante democrazia parlamentare italiana.

In maniera del tutto curiosa ovvero piuttosto ridicola, appena approvata la riforma costituzionale se ne stanno già cercando i correttivi, ammissione esplicita che la riforma è avventurosa, non in grado di stare in piedi da sola. Tralascio il non semplice fatto che in una democrazia parlamentare chi “tocca” il parlamento ha il dovere imprescindibile di valutarne le conseguenze non solo per gli elettori e la loro rappresentanza, ma anche per il governo, e rivolgo l’attenzione alla sola legge elettorale che per i pochi parlamentari rimasti e per i loro aspiranti successori ha la massima importanza. Mi limito ai due criteri cruciali per una buona legge elettorale, ma mi accontenterei che fosse meno indecente del Porcellum e della legge Rosato nonché dell’abortito Italicum: potere degli elettori e rappresentanza politica. Nessuna legge proporzionale che non dia all’elettore la possibilità di “votare” il suo candidato/a preferito/a, per la precisione, che non abbia il voto di preferenza, è accettabile. Naturalmente, le circoscrizioni dovranno avere dimensioni ridotte, eleggere un numero di parlamentari non superiore a dieci, se vogliamo che gli elettori sappiano chi sono.

Un numero ridotto di parlamentari non richiede affatto una legge proporzionale. Può benissimo essere eletto da un sistema maggioritario davvero (senza il famigerato “diritto di tribuna”), meglio se il doppio turno francese in collegi uninominali. Là gli eletti rappresentano effettivamente tutti gli elettori del loro collegio. Sanno di doverlo fare se mirano a essere rieletti. Suggerirei, sulla scia di quanto scritto tempo fa da Giovanni Sartori, che la clausola di passaggio dal primo al secondo turno non sia definita con una percentuale, ma consentendo l’accesso ai primi quattro candidati. Questo garantirebbe a un’alta percentuale di elettori di vedere la candidatura preferita al secondo turno, di valutarne le chance di vittoria, di scegliere anche sulla base delle indicazioni che i candidati/e daranno di eventuali coalizioni di governo. Infine, sarebbe finalmente il caso che la prossima legge elettorale preveda per tutti i candidati/e il requisito di residenza ponendo fine al fenomeno delle paracadutate/i che, ovviamente, costituisce una ferita profonda alla rappresentanza politica.

Grazie dell’attenzione. Ad maiora.

Gianfranco Pasquino, Professore Emerito di Scienza politica

LA STRADA DEI BUONI MAESTRI Bobbio, Sartori e la politica @corrierefirenze #BobbioESartori @egeaonline

Recensione di Paolo Ermini per Il Corriere Fiorentino 15 giugno 2019

Bobbio e Sartori Capire e cambiare la politica Egea-UniBocconi 2019

C’è un’emergenza che soverchia tutte le altre: il rispetto delle regole. Riguarda tutti i livelli della comunità nazionale, sia al centro che in periferia, e tocca il funzionamento delle istituzione come la vita, le abitudini, dei singoli cittadini. Ma regola non è solo quella prescritta dall’uno o dall’altro codice, non è solo la norma di legge. È, forse soprattutto, il riconoscimento di quella comunione di valori che tiene insieme una nazione, uno Stato, la convivenza civile. E ci sono figure che più delle altre dovrebbero servire a richiamarci continuamente alla fedeltà a questi principii: quelle degli intellettuali. Cioè la coscienza viva di un Paese. Con i loro profili, anche politici, ma mai piegati a logiche di appartenenza e di potere. Quanti ne abbiamo ancora in Italia? Veniva da chiederselo l’altra sera alla Fondazione delle Biblioteche Casse di Risparmio in via Bufalini a Firenze, mentre Stefano Merlini ed Enzo Cheli dialogavano con Gianfranco Pasquino su due grandi della filosofia e della scienza politica del nostro Novecento: Norberto Bobbio e Giovanni Sartori .

L’occasione era la presentazione del libro scritto e dedicato dallo stesso Pasquino ai suoi due maestri (Bobbio e Sartori. Capire e cambiare la politica, Bocconi editore). Professore di scienza della politica a sua volta, all’Università di Bologna, Pasquino si laureò con Bobbio a Torino e si specializzò con Sartori a Firenze. Un loro conoscitore profondo, dunque, che adesso ce li ripropone nella loro compiutezza, tra pensieri e opere, come omaggio al loro valore, ma anche come richiamo alla loro attualità. A una concezione della democrazia rappresentativa che non è certo esente da errori e fragilità, ma che resta pur sempre il miglior modello possibile in contrapposizione a tutti i regimi che più meno apertamente sacrificano i diritti politici. Sia Bobbio che Sartori non hanno vissuto nella sua gravità la crisi planetaria della democrazia, che non ha certo risparmiato il nostro Paese, ma ne hanno visti i primi segnali. Se ci fossero ancora, leggeremmo sul Corriere della Sera (Sartori) e su La Stampa (Bobbio) le loro analisi sul populismo e i suoi slogan, sul sovranismo antieuropeo, sulla quota 100 delle pensioni in un Paese che invecchia velocemente e che non si cura delle pensioni zero delle future generazioni. La domanda è: che cosa avrebbero scritto? Ma una risposta ci può essere.

Dice Pasquino: come nella letteratura anche nella scienza della politica esistono i «classici», quelli ai quali si può attingere sempre per orientarsi, soprattutto nei momenti di massima confusione. Come la stagione che stiamo vivendo. Il caso del Csm, con gli incontri tra deputati e magistrati per decidere la sorte di altri magistrati forse ci riporta al cuore di un sistema fatto di buone regole, scritte e anche no, ma strapazzate oppure financo dimenticate. Bobbio e Sartori non avrebbero incertezze sulla strada da prendere, velocemente. Magari senza essere ascoltati. Per opportunismo o per miopia, ma a questo si erano abituati.

INVITO Bobbio e Sartori Capire e cambiare la politica @egeaonline #11giugno Fondazione Biblioteche Cassa di Risparmio di #Firenze

11 giugno 2019, ore 17
Fondazione Biblioteche Cassa di Risparmio di Firenze
Via Bufalini 6, Firenze

La Fondazione Biblioteche Cassa di Risparmio di Firenze
presenta il volume
di Gianfranco Pasquino

Bobbio e Sartori
Capire e cambiare la politica
Egea-UniBocconi 2019

Saluti
Aureliano Benedetti
Presiede
Paolo Ermini
Intervengono
Enzo Cheli
Stefano Merlini
Sarà presente l’autore del volume

Norberto Bobbio e Giovanni Sartori sono stati, rispettivamente, il più importante filosofo politico italiano e uno dei quattro o cinque più grandi scienziati della politica del mondo nella seconda metà del secolo scorso. Nei loro settori di studio: democrazia, cultura politica, sistemi di partiti, hanno lasciato contributi di enorme valore, imprescindibili. Sono stati entrambi nobili figure di intellettuali pubblici anche grazie ai loro editoriali pubblicati per decenni su “La Stampa” e il “Corriere della Sera”. Si leggevano reciprocamente e si stimavano. E’ giusto accomunarli per fare emergere le loro differenze analitiche, le loro prospettive, le loro convergenze. Entrambi hanno fermamente creduto nella possibilità di migliorare la politica, non soltanto italiana, attraverso lo studio delle idee e la conoscenza delle istituzioni e del loro funzionamento. Hanno illuminato i loro tempi. Ci consentono di capire meglio il presente. Continuano a suggerire come si possa costruire il futuro della politica e della democrazia.

 

Giuliano Amato, Massimo D’Alema e Gianfranco Pasquino #video Bobbio e Sartori Capire e cambiare la politica @egeaonline

Su iniziativa di Egea Università Bocconi

 

Presentazione del libro di

Gianfranco Pasquino

Bobbio e Sartori
Capire e cambiare la politica

Intervengono con l’autore:

Giuliano Amato e Massimo D’Alema

Roma, Senato della Repubblica 9 maggio 2019


INVITO Capire e cambiare la politica. La riflessione di Bobbio e Sartori e la politica italiana degli ultimi venticinque anni #Alessandria #6giugno

Associazione Cultura e Sviluppo
piazza Fabrizio De André, 76

giovedì 6 giugno 2019
ore 19.00- 22,30
(con pausa buffet alle 20,30)

conferenza

CAPIRE E CAMBIARE LA POLITICA
La riflessione di Bobbio e Sartori e la politica italiana degli ultimi venticinque anni

relatore

GIANFRANCO PASQUINO
Professore Emerito di Scienza politica nell’Università di Bologna

Introduce e modera
Giorgio Barberis
Professore di Storia del Pensiero Politico presso l’Università del Piemonte Orientale

BOBBIO E SARTORI CAPIRE E CAMBIARE LA POLITICA
Egea Università Bocconi Editore

 

Dal sito  dell’Associazione L’Associazione Cultura e Sviluppo di Alessandria

Un atteso e gradito ritorno nel prossimo appuntamento dei Giovedì culturali: il professor Gianfranco Pasquino, tra i politologi più autorevoli e apprezzati del nostro Paese, presenterà un suo importante volume, uscito a inizio anno, e dialogherà con il pubblico riflettendo sugli ultimi decenni della vita politica italiana, fino ad arrivare al nostro presente particolarmente inquieto.

Il libro, intitolato Bobbio e Sartori. Capire e cambiare la politica [EGEA Università Bocconi Editore, 2019] è dedicato ai due giganti della Scienza Politica, che hanno dato contributi scientifici inestimabili e sono stati per decenni “intellettuali pubblici” ascoltati e apprezzati in ambito nazionale e internazionale. Due “classici” che continuano a comunicare con tutti noi, cittadini d’Italia e d’Europa, con parole che non perdono certo di significato e di rilevanza. Molto possiamo e anzi dobbiamo ancora trarre dai loro insegnamenti.

La riflessione si concentrerà poi sull’attualità politica, dalla fine della cosiddetta Prima Repubblica (a venticinque anni dalla “discesa in campo” di Silvio Berlusconi) fino alle vicende degli ultimi mesi e alle prospettive future del Paese.

Vi invitiamo dunque giovedì 6 giugno alle 19 (con pausa buffet alle 20,30 e termine alle 22,30) alla conferenza dal titolo Capire e cambiare la politica. La riflessione di Bobbio e Sartori e la storia politica italiana degli ultimi venticinque anni. Relatore, come detto, sarà Gianfranco Pasquino, Professore Emerito di Scienza politica nell’Università di Bologna

Introdurrà la conferenza e modererà il dibattito Giorgio Barberis, professore di Storia del Pensiero Politico presso l’Università del Piemonte Orientale.

La lezione di Giovanni Sartori Accademia Nazionale dei Lincei

GIORNATA DI STUDIO

SCIENZA POLITICA E CULTURA POLITICA
LA LEZIONE DI GIOVANNI SARTORI

Coordina: Gianfranco PASQUINO

Programma

Saluto della Presidenza
Roberto ANTONELLI

Marco TARCHI (Università di Firenze):
La specificità della scienza politica di Sartori

Steven B. WOLINETZ (Memorial University of Newfoundland, St. John’s, Canada):
Sartori and the study of political parties:
Lessons we should learn – or re-learn

Sorina Cristina SOARE (Università di Firenze):
La democrazia di Sartori e il populismo

Marco VALBRUZZI (Università di Bologna):
La missione della scienza politica: sapere applicabile e rilevante

Gianfranco PASQUINO (Linceo, Università di Bologna):
La sfida alle culture politiche

PRESENTAZIONE – Giovanni Sartori (1924-2017) è stato uno dei più importanti scienziati politici del XX secolo. Autore di libri fondamentali quali Democrazie e definizioni (1957); Parties and party systems (1976); The Theory of Democracy Revisited (1987); Ingegneria costituzionale comparata (1995); editorialista del “Corriere della Sera” per più di quarant’anni, Sartori ha contribuito in maniera decisiva allo sviluppo della scienza politica. Attraverso le sue brillanti analisi, Sartori ha costantemente operato per approfondire la conoscenza del funzionamento dei sistemi politici e per migliorare la cultura politica dei cittadini e delle élite.

Convinto della necessità e della possibilità di applicare le conoscenze acquisite e prodotte dalla scienza politica, Sartori ha sempre accompagnato le sue ricognizioni dei più significativi fenomeni politici con indicazioni intese a cambiarne in maniera positiva le conseguenze prevedibili. Dalle leggi elettorali ai sistemi dei partiti, dalla rappresentanza politica alle forme di governo, i contributi di Sartori mantengono una straordinaria vitalità e attualità. Giorno dopo giorno, in Italia e altrove, è possibile rendersi conto quanto gli insegnamenti di Sartori continuino ad essere essenziali e quanto una cultura politica più attenta alle lezioni della sua scienza politica sarebbe in grado di contribuire alla qualità della politica nelle democrazie.

PROGRAMMA SCIENZA POLITICA E CULTURA POLITICA. LA LEZIONE DI GIOVANNI SARTORI

ROMA – PALAZZO CORSINI – VIA DELLA LUNGARA, 10 Sito web: http://www.lincei.it
Segreteria del convegno: fox@lincei.it

 

INVITO Bobbio e Sartori Capire e cambiare la politica #9maggio #Senato #Roma @egeaonline

Su iniziativa di Egea Università Bocconi

 

Presentazione del libro di

Gianfranco Pasquino

Bobbio e Sartori
Capire e cambiare la politica

Intervengono con l’autore:

Giuliano Amato e Massimo D’Alema

Giovedì 9 maggio 2019, ore 17.00
Sala Zuccari-Palazzo Giustiniani
Via della Dogana Vecchia, 29-Roma

Registrazione obbligatoria: egea.press@unibocconi.it
L’accesso alla sala -con abbigliamento consono e, per gli uomini, obbligo di giacca e cravatta -è consentito fino al raggiungimento della capienza massima.

ASSAGGIO “Scienza Politica e Cultura politica. La lezione di Giovanni Sartori” #8maggio Accademia Nazionale dei Lincei #Roma

Per tutte/i coloro che, colpevolmente, non verranno ai Lincei ecco un piccolo ma gustoso assaggio di quello che dirò.

 LA SFIDA DI SARTORI

Gianfranco Pasquino

“Si può essere mal governati perché si è governati tirannicamente. Ma possiamo essere mal governati perché siamo governati da una classe politica di basso livello, da politici incapaci e incompetenti” (Sartori 1970, p. 23). Sartori collega esplicitamente il livello della classe politica allo stato della cultura politica. Ancora più esplicitamente sottolinea che “una cultura politica è … il discorso generalizzato sulle cose politiche avvalorato da ‘competenti’, da coloro che di politica si intendono o credono di intendersene” (Ibidem) e sembra addirittura rivelarsi ottimista ovvero, forse, più semplicemente, speranzoso: “è tramite la loro incidenza sul pubblico … che i promotori di cultura condizionano la classe politica” (p. 24). Naturalmente, l’intero discorso sulla cultura politica, l’opinione pubblica, la classe politica sarebbe del tutto improponibile in situazioni non-democratiche. Semplicemente, provatamente, la scienza politica non ha mai goduto di autonomia in nessun regime autoritario nelle sue numerose varianti. Peraltro, i rapporti fra scienza politica e democrazia continuano ad essere, al tempo stesso, molteplici e complessi. È possibile sostenere che la scienza politica nasce, vive e prospera nelle democrazie.

Per dirla con Sartori (1970, p. 21) “un sapere applicabile trasforma il mondo intervenendo subito, qui, ora. Un sapere applicabile è un ‘sapere per fare’, il cui problema è di sapere come fare”. Non consigliere di nessun principe, Sartori stava sostenendo, e avrebbe continuato a farlo, sistematicamente, che la scienza politica propone e formula una cultura politica non contemplativa, ma attiva, potenzialmente interventista, vale a dire capace di suggerire interventi. Qualche anno dopo (1975), indirettamente, Bobbio entrava da par suo, in chiave di teoria politica, in questo delicatissimo, dal punto di vista sia “filosofico” sia politico, argomento, sollevando un interrogativo di enorme importanza: Esiste una dottrina marxistica dello Stato? (ora in Quale socialismo? Bobbio 1976). Non molto celata la risposta di Bobbio era chiara: no, una dottrina marxistica dello Stato non esisteva affatto. Dal canto suo, Sartori non aveva dubbi: il marxismo è carente di qualsiasi possibilità di intervento sulla sfera politica. È una teoria non suscettibile di applicazione, destinata a produrre effetti non voluti (Sartori 1987, pp. 436-439), inadeguata a spiegare non solo lo Stato, ma la stessa politica.

Lungi, ma non troppo, da me, affermare che la scienza politica può automaticamente e facilmente produrre una buona politica. Tuttavia, una buona scienza politica serve a monitorare e criticare la politica che c’è e formulando alternative praticabili. Magari la scienza politica non riesce a migliorare direttamente la politica, ma contribuisce alla costruzione di una cultura politica. Crollate, anche per le loro inadeguatezze e la loro incapacità di rinnovarsi, le culture politiche del passato italiano, la scienza politica contiene gli elementi indispensabili alla formulazione di una nuova cultura politica: aperta, pluralistica, esposta alla realtà, capace di apprendimenti e di adattamenti, in grado di suggerire interventi applicabili. Per quel che riguarda il contesto italiano, lascerò, com’è più che giusto, parlare il Sartori di poco meno di cinquant’anni fa: “Si può essere mal governati perché si è governati tirannicamente. Ma possiamo essere mal governati perché siamo governati da una classe politica di basso livello, da politici incapaci e incompetenti. Questo è, oggi, il porro unum della politica italiana” (Sartori 1970, p. 23). L’incapacità e l’incompetenza dipendono dallo stato della cultura politica della classe politica. Quasi sicuramente, una delle ragioni per le quali la pratica politica italiana non è buona (mio tremendo understatement) sta anche nell’irrefutabile fatto che la lezione della scienza politica di Sartori non è stata imparata (e che, purtroppo, sta scomparendo).

 

INVITO

ACCADEMIA NAZIONALE DEI LINCEI

Palazzo Corsini
Via Della Lungara, 10

GIORNATA DI STUDIO

SCIENZA POLITICA E CULTURA POLITICA
LA LEZIONE DI GIOVANNI SARTORI

Coordina: Gianfranco PASQUINO

Programma

15.00
Saluto della Presidenza

15.15
Marco TARCHI (Università di Firenze):
La specificità della scienza politica di Sartori

15.45
Steven B. WOLINETZ (Memorial University of Newfoundland, St. John’s, Canada):
Sartori and the study of political parties: Lessons we should learn – or re-learn

16.15
Sorina Cristina SOARE (Università di Firenze):
La democrazia di Sartori e il populismo

Intervallo

17.00
Marco VALBRUZZI (Università di Bologna):
La missione della scienza politica: sapere applicabile e rilevante

17.30
Gianfranco PASQUINO (Linceo, Università di Bologna):
La sfida alle culture politiche

PRESENTAZIONE – Giovanni Sartori (1924-2017) è stato uno dei più importanti scienziati politici del XX secolo. Autore di libri fondamentali quali Democrazie e definizioni (1957); Parties and party systems (1976); The Theory of Democracy Revisited (1987); Ingegneria costituzionale comparata (1995); editorialista del “Corriere della Sera” per più di quarant’anni, Sartori ha contribuito in maniera decisiva allo sviluppo della scienza politica. Attraverso le sue brillanti analisi, Sartori ha costantemente operato per approfondire la conoscenza del funzionamento dei sistemi politici e per migliorare la cultura politica dei cittadini e delle élite.

Convinto della necessità e della possibilità di applicare le conoscenze acquisite e prodotte dalla scienza politica, Sartori ha sempre accompagnato le sue ricognizioni dei più significativi fenomeni politici con indicazioni intese a cambiarne in maniera positiva le conseguenze prevedibili. Dalle leggi elettorali ai sistemi dei partiti, dalla rappresentanza politica alle forme di governo, i contributi di Sartori mantengono una straordinaria vitalità e attualità. Giorno dopo giorno, in Italia e altrove, è possibile rendersi conto quanto gli insegnamenti di Sartori continuino ad essere essenziali e quanto una cultura politica più attenta alle lezioni della sua scienza politica sarebbe in grado di contribuire alla qualità della politica nelle democrazie.

PROGRAMMA SCIENZA POLITICA E CULTURA POLITICA. LA LEZIONE DI GIOVANNI SARTORI

ROMA – PALAZZO CORSINI – VIA DELLA LUNGARA, 10 Sito web: http://www.lincei.it
Segreteria del convegno: fox@lincei.it