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Noi, le libertà e i diritti @FondCorriere #DialoghiSuDiNoi Autoanalisi per una ripartenza

13 Maggio 2020
Fondazione Corriere della Sera

DIALOGHI SU DI NOI Autoanalisi per una ripartenza

NOI, LE LIBERTÀ E I DIRITTI

Gianfranco Pasquino
Professore emerito di Scienza Politica
Università di Bologna

Massimo Rebotti
Giornalista Corriere della Sera

[ERRATA CORRIGE Debbo dolorosamente correggere un mio errore:
non è un quinto, ma un terzo dei componenti della Camera e del Senato che può (auto)convocarsi (art. 62). GP ]

 

Davvero niente sarà più come prima

Niente sarà più come prima. Se tornasse “tutto come prima” vorrebbe dire che non avremmo capito molto e, soprattutto, che non avremmo imparato niente. Non avremmo capito che chi non protegge e non promuove l’ambiente predispone di continuo alcune condizioni che facilitano le epidemie e altri guasti. Non avremmo capito che è giusto e “democratico” che le decisioni che valgono per una comunità debbono essere prese dai politici scelti attraverso elezioni free and fair e che gli eletti hanno l’obbligo costituzionale e morale di assumersene personalmente sempre tutta la responsabilità. Ma, nessuno dei rappresentanti e dei governanti dovrà più, mai più ignorare i pareri e le conoscenze degli esperti, dei tecnici, degli scienziati. Neppure in politica “uno vale uno” (è solo il voto degli elettori che ha valore eguale), ma certamente in tutti gli ambiti professionali, qualcuno vale più di altri quanto a competenza, esperienza, capacità di proporre soluzioni. Non c’è nessun scivolamento dolce e rassegnato verso la tecnocrazia (che, comunque, non potrebbe configurarsi come “tornare a prima”), ma il decisivo e positivo riconoscimento che nella modernità esiste qualcosa chiamato scienza che merita rispetto. Molto più prosaicamente e concretamente, merita anche finanziamenti e non soltanto per evitare che i “nostri” giovani ricercatori siano obbligati ad andare all’estero.

Se, molto improbabilmente, tutto tornasse come prima vorrebbe dire che non abbiamo imparato alcune altre lezioni importanti e irreversibili. La globalizzazione porta con sé grandi opportunità, ma anche grandi rischi. Non vi si può opporre, ma la si deve regolare. Allora, diventa indispensabile individuare, stabilire, scegliere e fare rispettare buone regole a livello globale. Non tornare a prima, ma costruire e potenziare le organizzazioni sovranazionali è un imperativo categorico. Questo imperativo vale anche per i sovranisti. Stanno spostando il tiro, ma non sembra che abbiamo imparato che nessuno in questo mondo e nel mondo che verrà, avrà più il potere di chiudere le frontiere, di sigillarsi, di vivere nell’autarchia (famigerata illusione del fascismo), di fare a meno di un coordinamento quanto meno europeo. Ed è proprio in questo ambito che nulla dovrà tornare come prima, tutto dovrà cambiare per andare avanti, politicamente, socialmente, economicamente, culturalmente.

Non credo che molti abbiano capito che cosa è e che cosa significa effettivamente la democrazia. Vedo che troppi stanno sporgendosi a lodare il sistema politico cinese che, tecnicamente, è totalitario, con tutto il potere nelle mani del partito unico e del suo segretario Presidente, perché avrebbe bloccato e posto fine in tempi relativamente brevi all’epidemia. Loro, i cinesi, torneranno a come prima e, in assenza di libera circolazione delle informazioni, come prima saranno esposti alla prossima epidemia. Sento che molti accigliati democratici deplorano le misure di controllo sui movimenti dei cittadini non solo italiani, di limitazione della libertà di circolazione. In Italia, tornare a come prima, significa non tanto recuperare un’apprezzabile situazione di libertà quanto ripristinare una deplorevole e criticabile situazione di violazione frequente, quasi sistematica, spesso condonata, delle regole. Andare oltre significa ripensare i rapporti interpersonali cominciare dall’esempio offerto dalle migliaia di medici e di operatori sanitari che stanno consapevolmente mettendo in gioco la loro salute e la loro vita per la salute e la vita degli altri, molti dei quali hanno violato le nient’affatto oppressive regole di non circolazione. Andare oltre, avendo imparato qualcosa di importante, significa prendere atto, insegnare e desiderare che tutti sappiano che la libertà di ciascuno di noi si arresta e finisce dove incontra la libertà di chiunque altro. Che la nostra libertà si costruisce intorno alla fiducia che, come facciamo noi (sic), tutti gli altri rispetteranno le regole.

Pubblicato il 25 marzo 2020 su parliamoneora.it

L’#Europa è il luogo dove potete esercitare la vostra sovranità. Votate! #Europee2019 #ElezioniEuropee2019

Parlamento Europeo. Se votate con il portafoglio pensate che il costo del vostro carrello della spesa è alto non per colpa dell’Euro, ma delle politiche economiche del governo. Con la lira, i vostri stipendi avrebbero ancora meno valore. Votate con il cervello e il cuore. L’Unione è il più grande spazio di libertà, diritti civili e sociali, pace mai esistito al mondo. I sovranisti sono portatori malsani di conflitti. Votate, votate. Votate.

I valori della Costituzione: i principi fondamentali ieri e oggi #Parma #16aprile

INSIEME PER CAPIRE

16 aprile 2019 ore 10-12
Cinema Astra – Parma

I valori della Costituzione:
i principi fondamentali ieri e oggi

Con i giornalisti del Corriere della Sera
Luigi Ferrarella, Massimo Rebotti e Nicola Saldutti

e

Gianfranco Pasquino
Professore Emerito di Scienza Politica presso l’Università di Bologna
Accademico dei Lincei e docente presso la Johns Hopkins University

I principi fondamentali della nostra Costituzione stabiliscono non solo i valori che devono informare la nostra democrazia (sovranità popolare, lavoro, diritti, uguaglianza, libertà), ma anche i modi in cui si devono esplicare e realizzare (le istituzioni, i partiti, le associazioni ecc.). Questo incontro intende da una parte illustrare le ispirazioni politiche e filosofiche che presiedono a questi principi, dall’altra affrontare come questi si realizzano nella società odierna: che cos’è la sovranità popolare nell’epoca dei social? Come sono cambiati i partiti? Cosa significa oggi parlare di repubblica fondata sul lavoro?

Società della trasparenza e poteri invisibili #bdem19 #31marzo @BiennaleDemocr @egeaonline

Secondo Bobbio, una delle promesse della democrazia è debellare i poteri invisibili e diventare trasparente. È una promessa realistica? La rivoluzione digitale ha risvegliato questa speranza, ma ci ha messi di fronte a realtà di segno opposto. Informazione e disinformazione, complotti svelati e complotti inventati, nuovi strumenti per controllare il potere e sorveglianza sui nostri dati. Persino ciò che pare più nostro – le emozioni in libertà che scivolano sui social network – può renderci più vulnerabili di fronte ai poteri. Quanto e come una democrazia può essere trasparente?

Gianfranco Pasquino è protagonista dell’incontro “Società della trasparenza e poteri invisibili” alla Biennale Democrazia 2019

Coordina Serena Danna

domenica 31 marzo ore 16
Accademia delle Scienze – Sala dei Mappamondi, Via Maria Vittoria 3, Torino