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Cooptati, raccomandati, votati o sorteggiati? @LIndiceOnline

Nadia Urbinati e Luciano Vandelli, La democrazia del sorteggio, Torino, Einaudi, pp. 180, € 12,00

Molte sono le motivazioni che stanno dietro la richiesta che alcune cariche pubbliche siano sorteggiate. Le più importanti riguardano la necessità di evitare che i potenti si riproducano e che offrano privilegi ai loro parenti, amici, sostenitori. Il sorteggio garantisce l’imparzialità e impedisce la corruzione. Hanno fatto molto bene Nadia Urbinati e Luciano Vandelli a esplorare, rispettivamente, come il sorteggio delle cariche sia stato considerato nel pensiero politico dall’antichità, in particolare, ma non solo, dai greci, ai giorni nostri e come, per l’appunto, sia visto, “teorizzato” e, da qualche tempo in qualche caso, praticato in Italia.

   Il sorteggio delle cariche pone almeno due problemi. Primo, per quali cariche debba/possa essere utilmente utilizzato. Secondo, quale sia la platea dei sorteggiabili, ovvero quali credenziali e titoli debbano possedere coloro che potranno essere sorteggiati (e chi ne decide l’ammissibilità o meno). Semplificando un po’, vi sono almeno quattro tipi di cariche e/o di attività per le quali si è parlato, e si continua a parlare, di sorteggio. In un caso, quello della costituzione delle commissioni di professori universitari chiamati a decidere delle promozioni dei colleghi, il sorteggio è in atto oramai da all’incirca una ventina d’anni. Da qualche tempo, a fronte di fenomeni scandalosi di attribuzione dei posti, il sorteggio è la soluzione ventilata/agitata per la formazione del Consiglio Superiore della Magistratura. Sappiamo che le giurie popolari sono selezionate attraverso il sorteggio. Al proposito, forse, gli autori avrebbero, però, dovuto ricordare che, come abbiamo visto in qualche bel film USA, dopo il sorteggio dei giudici popolari, interviene una lunga battaglia fra i consulenti appositi degli avvocati per escludere quei giurati che, per una pluralità di motivi, sembrino non dare garanzie di giudicare senza pregiudizi. Laddove, in contesti locali, alcune decisioni di interventi, attività, finanziamenti di opere pubbliche, siano affidate a assemblee di cittadini, quelle assemblee sono costituite attraverso procedure di sorteggio. Infine, last, ma, sicuramente, tutt’altro che least, si è già affacciata all’orizzonte la proposta di scegliere i parlamentari attraverso modalità che implichino il sorteggio.

    Entrambi gli autori sono, talvolta persino con qualche punta di esagerazione, contrari al sorteggio, contrarissimi soprattutto qualora riguardasse i parlamentari. Condivido la loro contrarietà quanto ai parlamentari. Ritengo, invece, che in altri casi il sorteggio possa essere giustificato e costituisca una procedura imparziale che offre opportunità a persone che altrimenti sarebbero costantemente escluse dalle cariche e dalle attività. Entrambi gli autori ritengono che il sorteggio non solo deresponsabilizza coloro che dovrebbero scegliere fra i candidati ad alcune cariche, deresponsabilizza anche i prescelti/ che, consapevoli dell’altissima improbabilità di un loro ri-sorteggio, cercheranno di trarre il massimo profitto dalla grande occasione che è loro offerta. Potrebbe essere il caso (sic) dei professori universitari e, aggiungo subito, dei magistrati.

   Urbinati e Vandelli argomentano la preferibilità rispetto al sorteggio di procedure con le quali i selettori possono valutare le qualità professionali (e, talvolta, anche personali) dei candidati, pervenendo ad un esito potenzialmente (lo sottolineo) migliore. Il fatto è che, però, da tempo i cittadini sono diventati molto sospettosi, non soltanto in Italia, ma qui più che altrove, della effettiva volontà dei selettori di usare criteri basati essenzialmente sul merito, esperienza e competenza, dei candidati/e. Nel caso del CSM al sorteggio viene opposto l’articolo della Costituzione italiana che parla chiaramente di elezione. Per aggirarlo qualcuno ha proposto che il sorteggio preceda l’elezione, vale a dire selezioni un certo numero di candidati che saranno poi sottoposti alla procedura elettiva. Per quel che riguarda i parlamentari, credo sia indispensabile spostare l’attenzione dalla loro prima candidatura/elezione alla ricandidatura per una eventuale rielezione. Qui si aprirebbe anche il tema spinosissimo del limite o no dei mandati. Affinché operino con responsabilità, i parlamentari dovrebbero essere rieleggibili e quindi obbligati a chiedere agli elettori un nuovo mandato. A loro volta gli elettori dovrebbero avere le capacità e le informazioni tali da valutare l’operato dei parlamentari. Chi ritiene che gli elettori non siano in grado di svolgere questo non facile compito è comprensibilmente tentato dall’affidarsi al sorteggio. Non resisto ad affermare che il sorteggio eviterebbe quantomeno lo scandalo, consentito dall’attuale legge elettorale italiana, che gli autori non discutono, delle cooptazioni. Sulla base dei voti ottenuti i partiti dovrebbero essere obbligati a individuare per sorteggio i loro eletti nella platea degli iscritti. Forse, la mia non è soltanto una provocazione. Il punto, comunque, è che, anche sulla scia delle molto critiche considerazioni di Urbinati e Vandelli, non lascerei cadere il tema del sorteggio per le cariche pubbliche.

Pubblicato su L’Indice N.9 – 2020 ANO XXXVII pag 29

Io, il popolo. Come il populismo trasforma la democrazia di #Urbinati #23gennaio #Bologna @nadiau87 @edizionimulino

Giovedì 23 gennaio 2020 alle ore 18
Libreria La Feltrinelli di Piazza Ravegnana 1

presentazione del volume

Nadia Urbinati

Io, il popolo. Come il populismo trasforma la democrazia

dialogano insieme all’autrice

Paul Blokker

Gianfranco Pasquino

Che tipo di democrazia è la democrazia populista? Da non confondersi con i regimi dittatoriali e autoritari, il populismo – nella prospettiva dell’autrice – va considerato una variante del governo rappresentativo, basata sul rapporto diretto tra un leader e il “suo popolo”, rivendicato come “vero” contro l’establishment. Il rischio democratico non risiede allora nella domanda di espansione della democrazia, o nell’enfasi posta sul richiamo al popolo, ma nella selettività con cui il leader individua il suo popolo, facendone un’arma di parte da brandire contro l’altro. Il popolo dei populisti di fatto rifugge dall’inclusività e dalla generalità del popolo sovrano. Un contributo illuminante alla comprensione di un atteggiamento e di una prassi politica segnati da un crescente successo.

 

 

 

Tavola rotonda RAPPRESENTANZA È DEMOCRAZIA #Firenze #12ottobre #GenerazioniFest @generazionifest

FESTIVAL DELLE GENERAZIONI 2018
Un’edizione speciale, dedicata ai Grandi Temi dell’attualità

ore 9.30
Palazzo Vecchio, Salone dei Cinquecento
Firenze

Tavola rotonda
Rappresentanza è Democrazia

introduce
Ermenegildo Bonfanti

Nicola Antonetti
Stefano Bartolini
Valerio Onida
Gianfranco Pasquino
di Scienza Politica
Giulio Sapelli
Nadia Urbinati

coordina
Antonio Polito

riflessione sul tema
Annamaria Furlan

 

Cultura politica e nuove forme di partecipazione #Roma #13luglio

Nell’ambito del convegno organizzato da “Sinistra Anno Zero”, dal network “Ripensare la Sinistra” e dalla “Treccani. La Cultura Italiana”

Nelle grandi fratture. Un confronto tra generazioni

Roma – Piazza della Enciclopedia italiana, 4
13 luglio 2018 ore 9.30

Cultura politica e nuove forme di partecipazione

coordina Giacomo Bottos

relazioni
Alfonso Musci
Gianfranco Pasquino

interventi di Nicolò Carboni, Domenico Cerabona, Rosa Fioravante, Tommaso Giuntella, Nadia Urbinati

AUDIO Convegno “Rappresentanza, Competenza, Responsabilità” in memoria di Giovanni Sartori

24 maggio 2018
Biblioteca del Senato “Giovanni Spadolini”
Polo Bibliotecario Parlamentare
Sala degli Atti Parlamentari

Ferruccio De Bortoli, Domenico Fisichella, Gianfranco Pasquino, Stefano Passigli, Nadia Urbinati

L’evento è stato organizzato da Biblioteca del Senato della Repubblica “Giovanni Spadolini”.

Registrazione a cura di Radio Radicale
durata 2 ore

“Rappresentanza, Competenza, Responsabilità” in memoria di Giovanni Sartori

ASCOLTA
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Rappresentanza, competenza, responsabilità #BibliotecaSenato #24maggio Convegno In memoriam di #GiovanniSartori

24 maggio 2018 ore 15.30
Biblioteca del Senato “Giovanni Spadolini”
Polo Bibliotecario Parlamentare
Sala degli Atti Parlamentari

 

Rappresentanza, competenza, responsabilità
Convegno In memoriam di Giovanni Sartori

 

Interverranno
Ferruccio De Bortoli
Domenico Fisichella
Gianfranco Pasquino
Stefano Passigli
Nadia Urbinati

 

L’accesso alla sala – con abbigliamento consono e, per gli uomini, obbligo di giacca e cravatta – è consentito fino al raggiungimento della capienza massima
Si prega dare un vostro riscontro all’indirizzo indirizzo Bibleventi@senato.it

 

a Roma, 26 e 27 giugno

Ripensare la cultura politica della Sinistra. Una riflessione sulle idee-forza: La Ricostruzione dello Stato

La ricostruzione dello Stato

 

Gianfranco Pasquino (Johns Hopkins Univ, Bo) interverrà nella 4a Sessione, venerdì 27, ore 9.00/11.30 

Quale disegno istituzionale per la rappresentanza. I corpi intermedi, i partiti, la rete

Il programma dettagliato del convegno “La ricostruzione dello Stato”, organizzato dal network Ripensare la cultura politica della sinistra, è disponibile qui.

Programma