Home » Posts tagged 'Nicole Minetti'

Tag Archives: Nicole Minetti

Screditare la presidenza della Repubblica al tempo del premierato @DomaniGiornale

“Non preoccupatevi. Approveremo per tempo il Premierato (dello Stivale) e svuoteremo i poteri del Presidente. Nel frattempo, erodiamo quei poteri, un po’ per furbizia, pensiamo di averne moltissima, un po’ per incompetenza, un pochino più di quella che temevano, e dimostriamo che persino a questo “lodato” Presidente, con tutta la sua alta cultura istituzionale, può succedere di trovarsi in grandi difficoltà. E allora rendiamola evanescente la Presidenza della Repubblica italiana”. Esplorare il retroterra di alcuni comportamenti e progetti e formulare previsioni sulle loro conseguenze non è peccato (di superbia intellettuale). Può diventare il migliore degli antidoti analitici contro strategie e riti malsani.

Il Presidente della Repubblica, quindi, oggi, Sergio Mattarella, non è, come stancamente ripetono troppi giuristi e osservatori, un arbitro, un notaio, un super partes. Al contrario, è un protagonista, tanto autorevole quanto capace, della vita istituzionale e politica, molto di parte, più precisamente “dalla parte della Costituzione”. Ha poteri sul Parlamento. Infatti, può addirittura scioglierlo e ne influenza la (non) legislazione. Sa che la decretazione urgenza che spetta a lui validare, dipende non soltanto troppo spesso da incapacità e trucchi del governo, ma anche da ritardi e inadeguatezze di parlamento e parlamentari. La disponibilità del Presidente a non censurare e a sanare il malfatto mira a evitare guai peggiori, come nel decreto che offriva un non piccolissimo incentivo monetario a avvocati facilitatori. Con qualche disgusto e con molto aplomb pubblico, Mattarella lo ha firmato, imponendone un superamento attraverso un altro contemporaneo decreto per non far decadere quello che era urgente e necessario. Procedimento alquanto acrobatico, ma sostanzialmente impeccabile.

Essere, però, ingannato nell’esercizio di un altro importante potere, concedere la grazia, deve averlo fatto infuriare. Firmare quell’atto sottopostogli dal Ministro della Giustizia Carlo Nordio (non ancora messo a riposo?) per consentire all’igienista dentale Nicole Minetti, condannata per induzione alla prostituzione, di svolgere assistenza tempo ad un bambino indigente e malato da lei adottato, risponderebbe effettivamente ai criteri umanitari che il Presidente sente di dovere applicare. Scoprire che quasi sicuramente gli uffici di Nordio hanno fondato la richiesta su loschi maneggi, brutte manipolazioni, gravi errori, lo ha profondamente irritato. Con i suoi consiglieri troverà certamente il modo di porre rimedio e revocare la grazia troppo generosamente concessa, ma il male è fatto.

Il punto che rimane e che deve preoccupare noi più ancora che il Presidente è che a molti cittadini fruitori di talkshow e influencer da salotto è che il Presidente Mattarella sbaglia, si fa ingannare, forse non è proprio così competente come le sinistre sostengono e come le destre ipocritamente accettano di condividere. In questo modo poi si giustificano anche le distanze tra i più o meno espliciti putinofili e il Presidente che esprime senza riserve la sua critica all’aggressore russo e ripete il suo incondizionato appoggio all’Ucraina. Si vedono le distanze siderali fra la valutazione dei partigiani, che hanno contribuito alla riconquista della dignità nazionale e della libertà, e coloro, che, ragazzi di Salò, quella dignità continuavano a calpestare insieme e grazie al nazista occupante e ai rimasugli del fascismo liberticida.

Rendere Mattarella meno popolare, discutibile nella sa competenza e non solo nella sua mai gradita interpretazione del ruolo è il modo che sembra più appropriato e efficace per togliere credibilità al Presidente in carica e alla istituzione stessa. Le destre stanno prendendo consapevolezza che il Premierato riuscirà anche a conseguire un obiettivo che non era loro chiaro fin dall’inizio. Indebolita e screditata la presidenza rimarrà un presidenzialismo bastardo: “una donna sola al comando”. Immagino il sorriso beffardo di Giorgio AlmiranteIngannare, screditare, emarginare la Presidenza della Repubblica.

Pubblicato il 29 aprile 2026 su Domani

L’Italicum 2 di Renzi & B. è incostituzionale

Il sussidiario

Intervista raccolta da Pietro Vernizzi per ilsussidiario.net

“L’Italicum è una legge ad partitum, fatta cioè per venire incontro alle esigenze del Pd di Renzi. A essere molto sospetto è però il fatto che Berlusconi si sia prestato a questo gioco”. Ad affermarlo è Gianfranco Pasquino, professore di Scienza politica alla Johns Hopkins University di Bologna. Nel corso dell’ottavo incontro in undici mesi, Matteo Renzi e Silvio Berlusconi hanno trovato un accordo parziale sulla legge elettorale, confermando il premio di maggioranza per chi vince il ballottaggio o supera una determinata soglia, alzata dal 37 % al 40%.

Non crede che senza una soglia al di sotto della quale non scatta il premio di maggioranza, un partito possa ottenere il 55% dei seggi con, mettiamo, il 25% dei voti?

Se avvenisse così naturalmente il problema sarebbe enorme, e la Consulta interverrebbe affermando che un premio di quel genere senza una soglia minima che deve essere molto al di sopra del 25% è sicuramente incostituzionale. In pratica però sappiamo anche che il Pd conta di arrivare al 40% dei voti, e quindi il premio sarebbe più contenuto.

Quindi il premio di maggioranza va bene così?

No, perché le leggi non si fanno tenendo conto della realtà nel momento in cui si legifera, ma di qualsiasi situazione possibile. Non può quindi esserci un premio di maggioranza così elevato. Questo è un sistema che può funzionare adesso, ma che può rappresentare una gravissima distorsione se per esempio il Pd subisse una scissione di proporzioni non marginali.

L’Italicum è una legge ad personam per il Pd di Renzi?

Direi che è una legge elettorale “ad partitum”. A sorprendere però è che Berlusconi accetti una situazione di questo tipo. Ma soprattutto non va bene il fatto che un partito in un sistema multipartitico decida che deve comunque avere i seggi per governare da solo. In tutta l’Europa, con l’eccezione della sola Spagna, ci sono governi di coalizione che sono automaticamente più rappresentativi dei governi di un solo partito.

Il ballottaggio garantisce comunque una maggiore rappresentatività al secondo turno?

Il ballottaggio non garantisce tanto una rappresentatività, quanto il potere degli elettori. Al secondo turno saranno loro che decidono chi ottiene il premio di maggioranza. Sappiamo però anche che al ballottaggio la percentuale degli elettori, abitualmente, è di molto inferiore rispetto alla percentuale di elettori al primo turno.

Come si possono coniugare rappresentatività e governabilità?

Il primo passo è eliminare il Porcellum come ha fatto la Corte costituzionale e il secondo è buttare via la legge elettorale scritta da Renzi. Una volta che ci saremo liberati di quelle due leggi si potranno ottenere rappresentatività e governabilità. Purché per governabilità si intenda un governo sufficientemente stabile, in qualche modo legittimato dagli elettori, ma capace di prendere decisioni. Se ci guardiamo intorno, sicuramente la Germania ha una legge elettorale che garantisce rappresentatività e governabilità.

Le preferenze danno davvero agli elettori la possibilità di scegliere?

E’ chiaro che gli elettori di Forza Italia non potrebbero scegliere nulla, perché nel migliore dei casi Berlusconi avrebbe 100 seggi (al momento ne conta 90) e quindi tutti i parlamentari di Forza Italia sarebbero nominati dal Cavaliere. Nel caso del Pd invece ci sarebbe uno spazio per il gioco delle preferenze. Supponendo che il Pd avesse il 55% dei seggi, cioè circa 340 deputati, 100 sarebbero nominati da Renzi e gli altri 240 uscirebbero dal gioco delle preferenze.

Che cosa si aspetta Berlusconi in cambio del suo sì alla legge elettorale dettata da Renzi?

Nessuno di noi può pensare che Berlusconi abbia smesso di volere una riforma della giustizia punitiva nei confronti della magistratura, nonché una qualche riduzione di pena. A maggior ragione dopo che ieri sono stati condannati Emilio Fede, Nicole Minetti e Lele Mora, e che ci ricorda che esiste un problema relativo anche al processo Ruby.

Pubblicata il 14 novembre 2014