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LA STRADA DEI BUONI MAESTRI Bobbio, Sartori e la politica @corrierefirenze #BobbioESartori @egeaonline

Recensione di Paolo Ermini per Il Corriere Fiorentino 15 giugno 2019

Bobbio e Sartori Capire e cambiare la politica Egea-UniBocconi 2019

C’è un’emergenza che soverchia tutte le altre: il rispetto delle regole. Riguarda tutti i livelli della comunità nazionale, sia al centro che in periferia, e tocca il funzionamento delle istituzione come la vita, le abitudini, dei singoli cittadini. Ma regola non è solo quella prescritta dall’uno o dall’altro codice, non è solo la norma di legge. È, forse soprattutto, il riconoscimento di quella comunione di valori che tiene insieme una nazione, uno Stato, la convivenza civile. E ci sono figure che più delle altre dovrebbero servire a richiamarci continuamente alla fedeltà a questi principii: quelle degli intellettuali. Cioè la coscienza viva di un Paese. Con i loro profili, anche politici, ma mai piegati a logiche di appartenenza e di potere. Quanti ne abbiamo ancora in Italia? Veniva da chiederselo l’altra sera alla Fondazione delle Biblioteche Casse di Risparmio in via Bufalini a Firenze, mentre Stefano Merlini ed Enzo Cheli dialogavano con Gianfranco Pasquino su due grandi della filosofia e della scienza politica del nostro Novecento: Norberto Bobbio e Giovanni Sartori .

L’occasione era la presentazione del libro scritto e dedicato dallo stesso Pasquino ai suoi due maestri (Bobbio e Sartori. Capire e cambiare la politica, Bocconi editore). Professore di scienza della politica a sua volta, all’Università di Bologna, Pasquino si laureò con Bobbio a Torino e si specializzò con Sartori a Firenze. Un loro conoscitore profondo, dunque, che adesso ce li ripropone nella loro compiutezza, tra pensieri e opere, come omaggio al loro valore, ma anche come richiamo alla loro attualità. A una concezione della democrazia rappresentativa che non è certo esente da errori e fragilità, ma che resta pur sempre il miglior modello possibile in contrapposizione a tutti i regimi che più meno apertamente sacrificano i diritti politici. Sia Bobbio che Sartori non hanno vissuto nella sua gravità la crisi planetaria della democrazia, che non ha certo risparmiato il nostro Paese, ma ne hanno visti i primi segnali. Se ci fossero ancora, leggeremmo sul Corriere della Sera (Sartori) e su La Stampa (Bobbio) le loro analisi sul populismo e i suoi slogan, sul sovranismo antieuropeo, sulla quota 100 delle pensioni in un Paese che invecchia velocemente e che non si cura delle pensioni zero delle future generazioni. La domanda è: che cosa avrebbero scritto? Ma una risposta ci può essere.

Dice Pasquino: come nella letteratura anche nella scienza della politica esistono i «classici», quelli ai quali si può attingere sempre per orientarsi, soprattutto nei momenti di massima confusione. Come la stagione che stiamo vivendo. Il caso del Csm, con gli incontri tra deputati e magistrati per decidere la sorte di altri magistrati forse ci riporta al cuore di un sistema fatto di buone regole, scritte e anche no, ma strapazzate oppure financo dimenticate. Bobbio e Sartori non avrebbero incertezze sulla strada da prendere, velocemente. Magari senza essere ascoltati. Per opportunismo o per miopia, ma a questo si erano abituati.

INVITO Bobbio e Sartori Capire e cambiare la politica @egeaonline #11giugno Fondazione Biblioteche Cassa di Risparmio di #Firenze

11 giugno 2019, ore 17
Fondazione Biblioteche Cassa di Risparmio di Firenze
Via Bufalini 6, Firenze

La Fondazione Biblioteche Cassa di Risparmio di Firenze
presenta il volume
di Gianfranco Pasquino

Bobbio e Sartori
Capire e cambiare la politica
Egea-UniBocconi 2019

Saluti
Aureliano Benedetti
Presiede
Paolo Ermini
Intervengono
Enzo Cheli
Stefano Merlini
Sarà presente l’autore del volume

Norberto Bobbio e Giovanni Sartori sono stati, rispettivamente, il più importante filosofo politico italiano e uno dei quattro o cinque più grandi scienziati della politica del mondo nella seconda metà del secolo scorso. Nei loro settori di studio: democrazia, cultura politica, sistemi di partiti, hanno lasciato contributi di enorme valore, imprescindibili. Sono stati entrambi nobili figure di intellettuali pubblici anche grazie ai loro editoriali pubblicati per decenni su “La Stampa” e il “Corriere della Sera”. Si leggevano reciprocamente e si stimavano. E’ giusto accomunarli per fare emergere le loro differenze analitiche, le loro prospettive, le loro convergenze. Entrambi hanno fermamente creduto nella possibilità di migliorare la politica, non soltanto italiana, attraverso lo studio delle idee e la conoscenza delle istituzioni e del loro funzionamento. Hanno illuminato i loro tempi. Ci consentono di capire meglio il presente. Continuano a suggerire come si possa costruire il futuro della politica e della democrazia.

 

INVITO #Firenze 19ottobre “Patologia della corruzione parlamentare” di Piero Calamandrei

Giovedì 19 ottobre ore 17.30

Fondazione Circolo Rosselli
via degli Alfani, 101 – Firenze

Presentazione del libro

 Piero Calamandrei

Patologia della corruzione parlamentare

 introduzione di Gianfranco Pasquino

Edizioni di Storia e Letteratura, 2017

Intervengono

Paolo Ermini
direttore del Corriere Fiorentino

Antonio Floridia
Regione Toscana

Gianfranco Pasquino
professore emerito di Scienza politica (Università di Bologna)

Coordina Valdo Spini
(Presidente Fondazione Circolo Rosselli)