Home » Posts tagged 'Salvatore Veca'
Tag Archives: Salvatore Veca
VIDEO Quale futuro per la Democrazia?
Nel futuro la democrazia non potrà perdere la sua caratteristica fondante: il potere del popolo. La declinerà con autorità legittimate dal voto e dalle regole e con cittadini/e infomati/e partecipanti. Forse qualcosa di più, sicuramente niente di meno.
Intervento alla Casa della Cultura di Milano IN OCCASIONE DEI 73 ANNI DALLA FONDAZIONE DELLA CASA DELLA CULTURA Tavola rotonda
Le trasformazioni che stanno investendo il sistema democratico provocano crisi nella democrazia o la crisi della democrazia?
QUALE FUTURO PER LA DEMOCRAZIA?con Ferruccio Capelli, Carmen Leccardi, Valerio Onida, Gianfranco Pasquino, Mario Ricciardi, Salvatore Veca
INVITO Quale futuro per la Democrazia? #CasaCulturaMilano #15marzo #73° @C_dellaCultura
A 73 ANNI DALLA FONDAZIONE DELLA CASA DELLA CULTURA
Le trasformazioni che stanno investendo il sistema democratico provocano crisi nella democrazia o la crisi della democrazia?
QUALE FUTURO PER LA DEMOCRAZIA?
ne discutono:
Ferruccio Capelli
Carmen Leccardi
Valerio Onida
Gianfranco Pasquino
Mario Ricciardi
Salvatore Veca.
seguirà rinfresco
Venerdì 15 marzo 2019 ore 17.30
In via Borgogna,3 Milano
Save the date 3 marzo: a Milano “Partiti, istituzioni, democrazie”
Martedì 3 marzo 2015 ore 18.00
Casa della Cultura – Via Borgogna 3 Milano (MM1 – San Babila)
A proposito di Partiti, istituzioni, democrazie
Tavola rotonda in occasione della presentazione del libro
Partiti, istituzioni, democrazie di Gianfranco Pasquino – Il Mulino (2014)
Oltre all’autore interverranno
Alberto Martinelli, Paolo Segatti e Salvatore Veca.
Coordina Ferruccio Capelli
Davvero dovremmo riformare un bicameralismo che qualcuno, impropriamente, si ostina a definire perfetto? Spetta al parlamento oppure al governo e alla sua maggioranza, fare le leggi? Chi ha detto che i partiti non controllano più la politica e sono in via di sparizione? Le primarie sono uno strumento di partecipazione democratica oppure un pasticcio manipolato da dirigenti di partito e gruppi di interesse? Esistono democrazie parlamentari nelle quali il capo del governo viene eletto dai cittadini e non può essere sostituito senza nuove elezioni? Nelle quali fa il bello e il cattivo tempo, nomina e sostituisce i ministri, scioglie a piacere il parlamento? Le leggi elettorali sono solo meccanismi per tradurre i voti in seggi oppure lo strumento essenziale con cui gli elettori scelgono i loro candidati e poi li premiano o li puniscono? Le approfondite analisi comparate qui proposte forniscono una risposta articolata a tali interrogativi, esaltando per questa via il contributo fondamentale che la scienza politica può dare ai processi di riforma istituzionale. (continua a leggere qui)




