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7 marzo a #RomaInConTra #Costituzione30Lezioni

7 marzo

Live lunedì 7 marzo 2016 – ore 18.30
Palazzo Santa Chiara
Piazza di Santa Chiara, 14

Mercoledì 9 marzo in seconda serata sulle principali emittenti regionali

Enrico Cisnetto InConTra
Gianfranco Pasquino
autore di
La Costituzione in trenta lezioni (UTET 2015)

InConTra

InConTra 2

 

 

Pasquino su riforme costituzionali e Italicum Video #Pistoia

La mela Pistoia

Sabato 27 febbraio si è tenuta presso la libreria Feltrinelli di Pistoia la presentazione del libro Cittadini senza scettro Le riforme sbagliate del professor Gianfranco Pasquino, organizzata dal Comitato Pistoiese per la Difesa della Costituzione. Al dibattito, molto partecipato, è intervenuto, tra gli altri, anche il professor Giovanni Tarli Barbieri. Nel video riportiamo i momenti salienti della serata in cui si sono affrontante le problematiche legate alla riforma costituzionale approvata dal governo Renzi (che verrà sottoposta a referendum), e della legge elettorale cosiddetta “Italicum”, che presenta numerosi motivi di perplessità.

INVITO La Costituzione in trenta lezioni #CircoloLettori #Torino sabato 5 marzo

Circolo dei lettori

sabato 5 marzo ore 18

presentazione del libro di Gianfranco Pasquino

La Costituzione in trenta lezioni (UTET 2015)

con l’autore interverrà Maurizio Molinari, direttore “La Stampa”

La “legge delle leggi”, oltre a racchiudere il passato di un Paese, ne progetta il futuro.Il politologo analizza in trenta fulminei saggi le idee che hanno dato vita alla Costituzione, influenzando, tra intuizioni, chiaroscuri interpretativi e promesse disattese, la storia dell’Italia contemporanea.

Invito 5 marzo

 

Presentazione The Oxford Handbook of Italian Politics 29 febbraio #JohnsHopkins #Bologna

Johns Hopkins
SCHOOL of ADVANCED
INTERNATIONAL STUDIES

Lunedì 29 febbraio 2016 alle ore 18,30

Presentazione del volume

The Oxford Handbook of Italian Politics

Edito da

Erik Jones

Gianfranco Pasquino

Interventi di 

Pier Ferdinando Casini e Debora Serracchiani

Modera Filippo Taddei

Intervento delle Istituzioni

Stefano Caliandro

In italiano con traduzione simultanea in inglese

The Oxford Handbook of Italian Politics è un’opera essenziale e prestigiosa. In cinquantaquattro veri e propri piccoli saggi, i più importanti studiosi italiani, fra i quali Giuliano Amato, Valerio Castronovo, Vera Zamagni, e specialisti stranieri analizzano tutti i più importanti aspetti istituzionali, politici, sociali e economici dell’Italia dal dopoguerra ad oggi. Lo Handbook è stato curato da Erik Jones e Gianfranco Pasquino, docenti della Johns Hopkins University SAIS Europe, e sarà distribuito in tutte le maggiori biblioteche ed Università mondiali. Nella realizzazione di questo importante progetto, SAIS Europe Bologna si è posta quale tramite tra la comunità di scienziati politici italiani e la sfera – più ampia e principalmente anglofona – degli studiosi del sistema politico italiano. Sono inoltre stati coinvolti nella preparazione di questo complesso e indispensabile volume istituzioni ed esponenti della società italiana, in particolare il Consiglio Provinciale di Bologna, in un esperimento che ha generato suggerimenti preziosi, sia per gli accademici sia per gli amministratori locali.

Italian politics

Una vicenda in cui hanno perso tutti

Sono in molti ad avere perso qualcosa in questa brutta vicenda di un disegno di legge di origine parlamentare sulle unioni civili che avrebbe portato l’Italia al livello al quale sono giunte da tempo la grande maggioranza delle nazioni europee. In primis, hanno perso tutti coloro che desideravano unioni fra persone dello stesso sesso che ottenessero quanto, in termini di eguaglianza e di dignità, hanno coloro che contraggono un matrimonio. Parecchio è stato ottenuto sul piano economico, che conta ed è importante. Molto meno su quello, altrettanto importante, del riconoscimento dei figli avuti dal partner prima che si stipulasse l’unione civile. Il resto, come forse troppo spesso avviene, è stato affidato alla magistratura, probabilmente anche alla Corte Costituzionale, che si troveranno obbligate, come hanno fatto alla grande sulla legge 40, fecondazione assistita, a supplire alle gravi carenze della politica (e, magari, venendo poi criticate per la loro indispensabile interferenza).

Hanno perso tutti coloro che credono che fare le leggi sia un compito che il Parlamento adempie attraverso un dibattito aperto e trasparente che serve a spiegare ai cittadini come e perché, con quali conseguenze, ad educarli alla complessità delle scelte e alla ragionevolezza delle decisioni. Questa volta, probabilmente, la società ne sapeva, sulla propria pelle, molto di più di quanto troppi parlamentari volessero intendere e capire. Hanno perso i senatori delle Cinque Stelle poiché il loro messaggio si è abbattuto sul muro di gomma dei renziani e non sono riusciti a diventare determinanti. Avevano probabilmente ragione, ma sono arrivati tardi e male, percepiti, non del tutto erroneamente, come strumentali, al momento delle decisioni cruciali. Non hanno davvero vinto i Democratici poiché in definitiva hanno dovuto ingoiare tutte le richieste del partito di Alfano e finiranno per trovarsi debitori anche dei voti che il giustamente spregiudicato Verdini farà valere pesantemente sul voto di fiducia. Si aprirà davvero la porta alla mutazione antropologica del Partito Democratico in Partito della Nazione?

Infine, ha perso una certa concezione del Parlamento e della sua funzione di legislazione. Il testo del disegno di legge prima firmataria la senatrice dem Cirinnà avrebbe dovuto, secondo l’art. 72 della Costituzione italiana, essere discusso e “approvato articolo per articolo”. E’ sfuggito all’operazione esageratamente truffaldina implicita nell’emendamento canguro, della cui legittimità bisognerà pur discutere, che mangia tutti gli altri. Però, è stato poi divorato dal maxiemendamento del governo il quale ha, addirittura, posto la fiducia su un atto che non è di governo, non attiene al programma, non riguarda obiettivi strategici. Un governo che ottiene quello che vuole, in questo caso, quello che ha voluto una delle componenti della coalizione, a spese del parlamento, piegandolo e in sostanza umiliandolo, intraprende una strada pessima che, forse, dovrebbe essere bloccata dai Presidenti delle Camere e, possibilmente, se vi sarà un debito ricorso, dalla Corte Costituzionale. Questo non è neppure il nuovo modo di governare. Purtroppo, è l’aggravamento del vecchio che da cattivo diventa pessimo.

Pubblicato AGL il 26 febbraio 2016

Cittadini senza scettro #Pistoia sabato 27 febbraio

Pistoia

Libreria La Feltrinelli, via Orafi – Pistoia

Incontro con Gianfranco Pasquino

per la presentazione del suo libro

CITTADINI SENZA SCETTRO Le riforme sbagliate

(Università Bocconi Editore)

Dialogano con l’autore Giovanni Tarli Barbieri e Cecilia Turco

In difesa delle idee

Corriere di Bologna

Qualche punto fermissimo. Non esiste nessun “caso Panebianco”. Esiste una università, una facoltà, una città che per vent’anni non hanno saputo elaborare nessuna strategia di contrasto ad organizzazioni, peraltro e notoriamente soltanto in parte, composte da studenti. Esiste anche un’ampia zona torbidamente grigia di “colleghi” che distinguono e sottilizzano, separano e comprendono, parzialmente giustificano (“sì, però”), che s’inventano il “disagio sociale”, che mettono sullo stesso piano la lezione, per quanto controversa possa essere (e Panebianco, lo affermo a suo merito, è controverso: dice e scrive, contro il mediocre senso comune, qualcosa d’importante che può sicuramente essere discusso) e le intimidazioni e le violenze che dovrebbero essere sempre bandite, non solo in università. Comunque, chi ricorre a intimidazioni e violenze dovrebbe sempre essere disposto a pagarne il prezzo. La legge può essere violata, ma, fintantoché esiste, implica che coloro che la violano accettino, anzi rivendichino, di essere puniti a norma di legge. E qualcuno ha il dovere di fare rispettare e applicare la legge.

Non raccontiamo(ci) che chi ha fatto irruzione nell’aula dove Panebianco insegnava voleva imporre un dibattito, era disposto a discutere di idee, di guerra e di pace. Tutt’al contrario. Sapendo poco di quegli argomenti (il professore che è in me non riesce a resistere a questa laica constatazione), i contestatori volevano impedire a Panebianco di insegnare. Tacciandolo di “guerrafondaio” volevano delegittimarlo a priori, e definitivamente. La solidarietà va espressa a Panebianco, non nonostante quello che dice, ma proprio per quello che dice e scrive affinché possa continuare a dirlo e a scriverlo. Al proposito, vale ancora e tuttora la posizione espressa da Voltaire (sì, un illuminista di circa tre secoli fa) che difendeva la libertà di parola di tutti coloro che non la pensavano come lui e che lui non la pensava come loro.

Sono sicuro che il mio allievo (sì, intendo rivendicare la mia qualifica di relatore della sua tesi di laurea) Angelo Panebianco non desidera affatto fare della contestazione nei suoi confronti un caso emblematico. Prima la smetteranno meglio sarà. Toccherà agli studenti dei suoi corsi decidere, di volta in volta, se come quanto interloquire con lui (e con le sue, che non sono soltanto “idee”, ma conoscenze): il modo corretto di agire e più produttivo. Sono l’Ateneo di Bologna, la Facoltà di Scienze Politiche, l’opinione pubblica, cittadina e non, che dovrebbero volerne fare un caso emblematico: l’emblema di come si sconfessano e si sconfiggono i violenti e di come si protegge e si esercita la libertà di insegnamento. Tutto il resto è insopportabile e pericolosa ipocrisia.

Pubblicato il 25 febbraio 2016

Il voto al governo Renzi è un 6- Promette molto, realizza poco

Il_GiornaleIntervista raccolta da Anna Maria Greco  per Il Giornale

ROMA. Professor Gianfranco Pasquino, che voto dà a Renzi?

Un 6 meno

All’orlo della sufficienza, motivazione politica?

L’allievo è volenteroso, si applica con impegno, corre molto con le parole ma le realizzazioni sono scarse. Promesse roboanti, fatti declinanti.

Di buono che ha fatto?

Poche cose, ma ci sono. Il Jobs Act dovrà comunque produrre qualche cambiamento positivo. La Buona scuola era necessaria, resta da vedere la sua applicazione da parte del ministero e dei presidi: quanti eserciteranno fino in fondo il loro potere.

Noto che non include Italicum e Senato.

Perché il mio giudizio è molto negativo. La legge elettorale è brutta, non rispetta la sentenza della Consulta e ha elementi di’incostituzionalità, come diceva Napolitano prima di diventare renziano. Quella del Senato è una trasformazione, non un’abolizione. Non è una Camera delle autonomie alla tedesca, né un Se nato francese più piccolo. In più, ha 5 senatori nominati dal Quirinale. La riforma è confusa, crea un sistema squilibrato e neppure chiarisce i compiti dei senatori.

Renzi lega il suo destino al referendum: mossa giusta?

No, così lo trasforma in un plebiscito su se stesso e usa in modo scorretto la Costituzione, che lo vuole promosso dai cittadini, non dal governo. Minacciare: se va male me ne vado serve a dire che lui interpreta il sentire del popolo.

Negli ultimi 2 anni in parlamento c’è stato un gran mercato, con continui passaggi da un partito all’altro.

L’Italia ha una lunga tradizione di trasformismo. Dal 2013 circa un terzo dei parlamentari ha cambiato casacca, credo 22 per il Pd di Renzi. Che attrae quasi automaticamente nuovi adepti, perché è grande, in grado di offrire risorse e poltrone, in più ha la prospettiva di vincere le elezioni.

Il premier ama governare con maggioranze variabili?

Una brutta storia che il trasformismo incoraggia. Se un governo ha una maggioranza dovrebbe reggersi su quella. Altrimenti, deve ricompensare di volta in volta i nuovi arrivati togliendo o mettendo qualcosa nelle leggi.

Il Rottamatore è rimasto fedele ai suoi primi slogan?

In parte sì, perché una certa classe politica Pd l’ha rottamata. Ma se Veltroni e D’Alema erano da rottamare, perché pescare vecchi nomi per ruoli che vorrebbero facce nuove? fl problema è che Renzi non ha una prospettiva complessiva di come rinnovare il Pd. Mi preoccupa sentire che la nuova classe dirigente nascerà dai comitati referendari. Così fa fuori la sinistra.

Il Pd perderebbe ancor più la connotazione di sinistra?

Per me, l’ha già persa.

Renzi punta al partito della Nazione?

L’idea è tremenda, lui di tanto in tanto la smentisce. Abbiamo già visto la De, che occupava solidamente il centro impedendo l’alternanza, ma per la democrazia ci vuole competitivita. Come segretario Pd ha concentrato nelle sue mani il potere, lo stesso ha fatto come premier. Ma almeno eviti di usarlo male, imponendo emendamenti canguro e voto di fiducia che limitano il dibattito parlamentare, come per le unioni civili. E su una materia non di governo, ma che investe il nostro modo di pensare.

Come finirà?

Sono politologo, non astrologo. Renzi ha capito che non deve consentire a M5S di gridare vittoria. Probabilmente toglierà la stepchild per far passare il resto.

E l’attacco all’Europa?

L’idea di riacquistare un ruolo sulla scena europea è buona, ma realizzata male. Lo scontro frontale non produce niente di positivo, anche Cameron ha ottenuto poco e ha più potere di Renzi. Quando si critica bisogna avere una soluzione e degli alleati. Lui non ha né l’uno né l’altro, chiede solo maggiore flessibilità, cosa non molto popolare a Bruxelles. Bene l’operazione di imporre la Mogherini per la politica estera Ue, ma perché poi non la sostiene?

Nello duello Renzi-Monti chi vince?

Nessuno ne esce vincitore, ma ha ragione Monti perché conosce meglio l’Europa e la sua burocrazia. È una visione da tecnocrate? Non so, forse va corretta, ma comunque va ascoltato.

Pubblicato il 23 febbraio 2016

25 febbraio #Costituzione30Lezioni #GiovedìCulturali #Alessandria

cultura e sviluppo

ore 19–22.30, con pausa buffet alle 20.30

In occasione della presentazione del libro

La Costituzione in trenta lezioni
UTET 2016
L’Associazione Cultura e Sviluppo invita alla conferenza dal titolo
La Costituzione e l’Italia civile: a che punto siamo?

Interverranno Gianfranco Pasquino e Bruno Manghi

L’Associazione Cultura e Sviluppo si trova ad Alessandria, nel quartiere Orti, di fronte al Politecnico, in piazza Fabrizio De André, 76 – già viale Michel, 2

La Costituzione in trenta lezioni (UTET 2015)

La Costituzione in trenta lezioni (UTET 2015)

Dizionario di Politica Bobbio Matteucci Pasquino – Nuova edizione aggiornata a breve nelle librerie

18 voci nuove:
ACCOUNTABILITY
ALTERNANZA
CAPITALE SOCIALE
scontro di CIVILTÀ
CITTADINANZA
COALIZIONI
COMPETIZIONE
CONSOCIATIVISMO
DEFICIT DEMOCRATICO
GOVERNANCE
GOVERNO DIVISO
NARRAZIONE
NEO-PATRIMONIALISMO
PATRIOTTISMO
POLARIZZAZIONE
elezioni PRIMARIE
TRANSIZIONE
TRASFORMISMO

«Il Dizionario di Politica è un’opera importante, unica nel suo genere, non soltanto in Italia, ma anche all’estero dove è stato apprezzato e tradotto. Rigoroso nelle definizioni, articolato e convincente nella trattazione dei termini politici, questo Dizionario, opportunamente rivisto e aggiornato, è uno strumento istruttivo, utile per gli studenti, per i docenti e sicuramente anche per tutti coloro che di politica vogliono saperne meglio e di più.» Giovanni Sartori

Norberto Bobbio
Nicola Matteucci
Gianfranco Pasquino

Dizionario di Politica
Nuova edizione aggiornata

UTET 2016

Copertina dizionario