La piazza di Salvini e Meloni non aiuta la destra. Pasquino spiega perché @formichenews
Dalle piazze di Roma (no, di Pappalardo non voglio neppure discutere, farei un torto persino a Salvini e Meloni) è venuto un rumoroso messaggio che non è sufficiente per coprire e nascondere un grande vuoto culturale. Alla destra italiana il compito di elaborazione politica, di aggiornamento, di proposta. Il commento di Gianfranco Pasquino
Le piazze del 2 giugno hanno messo in mostra il vero volto della destra italiana. Nel giorno della Festa della Repubblica, ammirevolmente “interpretata” dal Presidente Mattarella, i sovranisti, che pure questa Repubblica dovrebbero esaltare, hanno fatto i loro piccoli e meno piccoli sfregi. Peccato che Tajani (Forza Italia) non si sia sentito imbarazzato e non abbia preso le distanze. La libertà di manifestare non è minimamente in discussione. Dopodiché, se gli assembramenti sono vietati, una destra “legge e ordine” non si accalca. Mantiene le distanze. Non si sbraccia e abbraccia. Si mette e conserva le mascherine. Se la destra vuole criticare il governo Conte, lo può fare. Non è un “diritto”, ma una facoltà da esercitare dove e quando vuole, magari in Parlamento (che, lo voglio ricordare solennemente, può essere autoconvocato da un terzo dei parlamentari, art. 62), meglio se non in una ricorrenza nazionale. Almeno la Repubblica dovrebbe essere patrimonio di tutti gli italiani (o quasi), anche di quelli che un tempo non molto lontano facevano un uso improprio (che classe!) del tricolore.
Non ho nessun dubbio che anche il Presidente della Repubblica può, in una democrazia, essere criticato, che non è la stessa cosa del diventare oggetto di insulti e di offese. No, non hanno dato un bello spettacolo la destra e i suoi sostenitori piazzaioli. Con tutta probabilità, non poteva essere diversamente. In quanto predicatore di “buona Politica”, sono costretto a ricordare a chi esibisce il rosario le parole della Bibbia (che stanno sicuramente scritte anche nella Bibbia sventolata dal convertito Trump): “Chi semina vento raccoglie tempesta”. E, aggiungo, perde credibilità.
La destra italiana ha mostrato le sue grandi difficoltà di elaborazione politica, di aggiornamento, di proposta. Si può chiedere di più all’Unione europea, meglio se, per essere appunto credibili, si riconosce quello che ha già fatto, comunque promesso. Naturalmente, “chiedere” all’Unione europea significa prendere atto che l’Italia non ha né perso né ceduto la sua sovranità, ma la condivide con altri Stati, la maggioranza dei quali intende cooperare, coordinare i suoi sforzi per alleviare l’impatto della pandemia e attutirne le conseguenze. Riconoscere questo “stato dell’arte” implica fare esplodere la dottrina (sic) del sovranismo, curiosamente intrattenuta anche da frange di sinistra: i sovranisti convergenti.
No, l’Italia non starebbe meglio se, lo scrivo con un verbo vago, si allontanasse dall’Europa e si ponesse in una condizione di lockdown politico. Privata della carta del sovranismo, che cosa è la destra italiana, più precisamente, che cosa sono la Lega per Salvini premier e Fratelli d’Italia? Personalmente, sono molto “antico” e quindi chiedo: quale cultura politica (non solo rivendicazioni) nutre e sostiene la destra italiana? Dalle piazze di Roma (no, di Pappalardo non voglio neppure discutere, farei un torto persino a Salvini e Meloni) è venuto un rumoroso messaggio che non è sufficiente per coprire e nascondere un grande vuoto culturale. Play it again, Sal.
Pubblicato il 3 giugno su formiche.net
Minima politica: i meccanismi e le manipolazioni della politica @Rifestival_Bo
A partire da “Minima politica” (UTET, 2020), il Prof. Pasquino, intervistato da Michele Dinichilo, fornisce un’interessante chiave di lettura di alcuni aspetti fondamentali della politica contemporanea – come i meccanismi elettorali, la governabilità e la rappresentanza, il sovranismo, il ruolo delle istituzioni nella complessa architettura della democrazia – per poi rispondere ad alcune domande sull’attualità politica e sul futuro delle democrazie liberali.
La Repubblica siamo sempre tutti noi. Quindi tanti auguri #2giugno #FestaDellaRepubblica @fattoquotidiano #2giugno2020
L’autore sa di avere una concezione della Repubblica molto diversa da quella di Giorgia Meloni e di Matteo Salvini.
Non è preoccupato dalle loro manifestazioni. In questa Repubblica le possono fare. In altre, quelle “sovraniste”, probabilmente, no.
La Repubblica, quella che, secondo l’art 3 della Costituzione italiana riconosce a tutti i cittadini “pari dignità sociale” e eguaglianza “davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”, siamo noi (i nostri rappresentanti e i nostri governanti). La Repubblica, che ha il compito di “rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica e sociale del Paese”, siamo ancora noi, tutti noi senza eccezione alcuna. Siamo quei (buoni ) cittadini che accettano limitazioni alle loro libertà personali ogniqualvolta sia necessario per reciprocamente non limitare la libertà degli altri, non incidere sulla loro salute e sulle loro opportunità. Siamo coloro che, volontariamente, per un periodo di tempo limitato, per occasioni circoscritte, accettano, a determinate e trasparenti condizioni, di essere (rin)tracciati.
Da più di 70 anni la Costituzione repubblicana ricorda agli italiani, anche a coloro che non l’hanno mai, colpevolmente, letta, che il suo testo contiene regole, procedure e istituzioni scritte per instaurare e garantire la convivenza pacifica di persone molto differenti che, però, hanno (dovrebbero avere) imparato che quelle regole, procedure, istituzioni sono imparziali. Non fanno favori, non danno privilegi a nessuno, anche se molti di noi cittadini desidereremmo un trattamento migliore per chi è più svantaggiato. Infatti, la Costituzione evidenzia che dobbiamo impegnarci proprio in questa direzione essenziale per chi desidera una società giusta, anche per coloro che vengono da fuori, per gli stranieri (art. 10).
Quando valutiamo quello che è stato fatto, non fatto, fatto male in più di settantanni, è essenziale tanto individuare i responsabili della non attuazione e delle eventuali violazioni della Costituzione repubblicana quanto, anche, chiederci se ciascuno di noi ne ha rispettato e applicato le regole. Non so, anzi sono alquanto pessimista, se “andrà tutto bene”. So che non è andato tutto bene e che non dovremo tornare come prima. La prossima “normalità” dovrà essere molto diversa da quella passata, comunque irrecuperabile. So anche che scrivendo quell’articolo 3 e tutti gli articoli sui diritti, i Costituenti intendevano indicare la strada dei cambiamenti possibili e auspicabili. Come disse memorabilmente il grande giurista eletto dal Partito d’Azione Piero Calamandrei, “la Costituzione è presbite”, guarda lontano. Senza tentare di costruire impossibili memorie condivise, arriveremo lontano seguendo la strada che la Costituzione traccia per una Repubblica migliore grazie ai cittadini che hanno saputo migliorarsi partecipando in maniera consapevole e costante. Così esercitando effettivamente la loro sovranità. Buon compleanno, auguri, Repubblica.
Pubblicato il 2 giugno 2020
VIDEO Perché è importante la Costituzione italiana? #2giugno #CostituzioneTrentaLezioni @UtetLibri
La Costituzione: un documento meraviglioso intriso della lungimiranza e della saggezza dei nostri Padri Costituenti. Un documento che non può non essere conosciuto da ogni Cittadino, perché fondamento dello Stato e della società in cui viviamo.
¿Se va poder recrear el mundo de antes, a pesar de las restricciones sanitarias? ¿La economía va a ponerse en marcha bajo estas duras condiciones? #entrevista #PostPandemia #Mundo
Corresponsales en Línea
La Once Diez
May 31, 2020 10:28 Created by Juan Martín Leonetti
La post pandemia comenzó lentamente en Francia, Italia y Gran Bretaña. Una cuidada apertura para salvar su economía, su hotelería y no producir mayores daños psíquicos a su población. Lo que han podido, frente el coronavirus, es controlar la velocidad de su propagación. Pero el virus está. Hay que aprender a convivir y trabajar con él. Un nuevo mundo ,donde las costumbres del viejo mundo van a pasar al olvido. Serán una gran nostalgia.
¿Se va poder recrear el mundo de antes, a pesar de las restricciones sanitarias? ¿La economía va a ponerse en marcha bajo estas duras condiciones?
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Perché è importante la Costituzione italiana? #2giugno #diretta #ilmaggiodeilibri #CostituzioneTrentaLezioni @UtetLibri
La Costituzione: un documento meraviglioso intriso della lungimiranza e della saggezza dei nostri Padri Costituenti. Un documento che non può non essere conosciuto da ogni Cittadino, perché fondamento dello Stato e della società in cui viviamo.
In diretta il 2 giugno sulla pagina facebook del Centro culturale Liberi
Garantismo à la carte. Si salvi chi può
I numeri dicono che la non partecipazione al voto dei tre senatori di Italia Viva nella Giunta per le Autorizzazione a procedere non è stata decisiva per respingere la richiesta di processo per Matteo Salvini. Il centro-destra compatto avrebbe comunque avuto successo. La parola decisiva spetterà all’Aula del Senato. Tuttavia, il messaggio lanciato da Matteo Renzi ha molte implicazioni destinate a durare per tutta la legislatura e, comunque, per tutto il tempo in cui esisterà il governo Conte.
A Renzi del destino giudiziario, oltre che politico, di Salvini interessa abbastanza poco, quasi niente. “Giustizialista”, votò contro Salvini nel molto simile caso Gregoretti, o garantista à la carte, può farsi forte delle imbarazzanti e molto deplorevoli dichiarazioni di alcuni magistrati pregiudizialmente ostili al leader della Lega. Inoltre, Renzi sostiene, non senza ragione, che nel caso del (presunto) “sequestro di persone” a bordo dell’Open Arms c’è anche una responsabilità del capo del governo di allora, Giuseppe Conte, che non si oppose alle azioni del suo ministro. Il messaggio limpido mandato a Conte é: “attenzione, ho (io, Renzi) contribuito in maniera fondamentale alla formazione del tuo (di Conte) secondo governo e vorrei ricordarti che continuo ad avere i numeri parlamentari (lo si è già visto in Senato) per farti traballare, barcollare, ma, al momento, non intendo farti crollare”.
Produrre la caduta di questo governo sarebbe un suicidio politico per Renzi. Infatti, testardamente, i sondaggi persistono nell’indicare che Italia Viva non riesce in nessun modo a crescere nelle preferenze di voto, inchiodata intorno al 2 per cento, che non consentirebbe a nessuno dei suoi parlamentari, neppure a Renzi, di ritornare né alla Camera né al Senato. Renzi sa che può spingere sé stesso, i suoi, il governo Conte, la legislatura fino all’orlo del burrone. Quasi sicuramente lo farà tutte le volte che gli si offrirà anche la minima occasione. Poi, guarderà quanto è profondo il burrone e muoverà qualche passo di lato, forse persino indietro, magari strattonato tirato dai suoi fedeli parlamentari che non hanno alternative.
Dal canto suo, Conte, i pentastellati e i Democratici sanno di dovere stare, seppure impazienti e irritati, al gioco del fiorentino. Non debbono cercare di andare a vedere il bluff, operazione che sarebbe pericolosissima e, al momento, non necessaria. Fra l’altro, Conte continua a governare con un sostegno popolare piuttosto elevato. Continua anche a fare errori, finora sostanzialmente non gravi, che non intaccano la sua popolarità e neppure la sua capacità di negoziare con l’Unione Europea e gli Stati-membri. Sarebbe sbagliato concluderne che tutto va bene, ma è altrettanto sbagliato interrompere il percorso senza che sia maturata e disponibile un’alternativa migliore. Dunque, Renzi continuerà a punzecchiare Conte, i pentastellati, il Partito Democratico e Zingaretti in attesa di qualcosa che, probabilmente, non arriverà.
Pubblicato AGL il 27 maggio 2020
Un Matteo tira l’altro. Perché Renzi ha salvato Salvini da @formichenews
La Giunta per le Immunità al Senato vota contro il rinvio a giudizio di Matteo Salvini per il processo sulla vicenda Open Arms. Decisiva la mossa di Italia Viva, che ha scelto di non partecipare al voto. Pasquino: il mordi e fuggi di Renzi continuerà…
Dall’intervista di Franco Bechis
Matteo salva Matteo. Colpo di scena al Senato: Italia Viva non ha partecipato al voto della Giunta per le Immunità su Matteo Salvini. Il leader della Lega dunque non sarà rinviato a giudizio come richiesto dai magistrati siciliani che indagano sul caso Open Arms. Tredici i voti contrari, solo 7 a favore.
I tre senatori di Iv, il vicepresidente Giuseppe Cucca, Nadia Ginetti e Francesco Bonifazi, non hanno preso parte al voto, volgendo i numeri a favore dell’ex ministro dell’Interno, che ha potuto così contare su tredici voti (4 di Fi, 1 di Fdi, 5 della Lega, 1 delle Autonomie), più quello della senatrice M5S dissidente Alessandra Riccardi e di Mario Giarrusso, l’ex grillino che doveva avere l’ultima parola sul voto ma, grazie alla mossa di Iv, non si è rivelato determinante.
Solo sette sono stati i voti contrari. Quattro senatori del M5S, e insieme a loro Pietro Grasso (Leu), Gregorio de Falco (Misto) e Anna Rossomando (Pd).
Nel comunicato di Bonifazi le ragioni dello smarcamento dei renziani last minute. “Italia Viva ha deciso di non partecipare al voto sulla vicenda Open Arms: ci rimettiamo dunque all’aula” ha annunciato l’ex tesoriere del Nazareno. “Non c’è stata a nostro parere un’istruttoria seria, così come avevamo richiesto sia in questo caso che nella precedente vicenda Gregoretti: era necessario ricevere indicazioni sui rischi reali di terrorismo e sullo stato di salute riguardo alle imbarcazioni bloccate in mare dall’ex ministro dell’Interno, che non sono arrivate. Dal complesso della documentazione prodotta, non sembrerebbe emergere l’esclusiva riferibilità all’ex Ministro dell’Interno dei fatti contestati”.
Ma il vero affondo politico è contenuto in una frase: quella in cui il gruppo di Iv sostiene che all’epoca il ministro dell’Interno abbia avuto “l’avallo del governo”. Ovvero il via libera, e la compartecipazione, del premier Giuseppe Conte. Tira un sospiro di sollievo Salvini in diretta su Facebook. “Una buona notizia in periodi di attacchi, la buona notizia è che la Giunta del Senato ha appena detto no all’ennesimo processo a mio carico”.
“Matteo Renzi ha dimostrato ancora una volta non solo che esiste, ma che ha un potere significativo sul funzionamento della coalizione di governo, la cui esistenza attribuisce alla sua giravolta di agosto. È solo un episodio, ce ne saranno altri”, commenta con Formiche.net Gianfranco Pasquino, professore emerito di Scienza politica dell’Università di Bologna. “Il comunicato renziano è un messaggio chiaro che Conte deve recepire – continua. Quello di Renzi, dice Pasquino, è “un mordi e fuggi”, e continuerà a lungo: “Non si capisce perché non debba approfittare di una carta importante fra le mani. Fa bene a giocarsela, funziona così per i piccoli partiti dei governi di coalizione”.
Funzionava così anche un tempo: “Lo facevano anche con la Dc, che però, una volta tornati alle urne, rivinceva e poteva regolarsi di conseguenza nella formazione del nuovo governo. Il governo Conte questo giochetto non può permetterselo”. Quanto al processo per Open Arms, Pasquino ha più di un dubbio: “I tre senatori di Iv hanno fatto bene ad essere garantisti. Il giudizio era piegato contro Salvini e poco sulle carte e gli atti, era inquinato fin dall’inizio”.
Pubblicato il 26 maggio 2020. L’intervista integrale su formiche.net






