Home » Posts tagged 'asilo politico'

Tag Archives: asilo politico

I FIGLI DI ARES Guerra infinita e terrorismo #Firenze 25 gennaio 2017

LEGGERE PER NON DIMENTICARE

ciclo d’incontri a cura di Anna Benedetti

Biblioteca delle Oblate – Via dell’ Oriuolo 24 – Firenze

Mercoledì 25 gennaio 2017 – ore 17.30

 

UMBERTO CURI

 I FIGLI DI ARES

Guerra infinita e terrorismo (Castelvecchi, 2016)

Introduce:

Gianfranco Pasquino professore Emerito di Scienza politica

 

 

Non può essere pacifico un mondo in cui la maggior parte delle risorse economiche, monetarie, energetiche e alimentari sono riservate a una minoranza della popolazione. Parte da qui la riflessione sulla guerra e il terrorismo dello storico della filosofia Umberto Curi. L’asimmetria della nuova guerra congiunta all’asimmetrica distribuzione delle risorse a livello planetario, dovrebbe essere sufficiente “a far intravedere quale sia il grembo che alimenta la perpetuazione e il rafforzamento del terrorismo”. La crescita simbiotica del divario tra l’opulenza dei pochi e la miseria dei tanti e la proliferazione del terrorismo internazionale, testimonia concretamente l’inseparabilità concettuale e materiale dei due fenomeni. Come pure l’attuale distinzione tra “migranti economici” e “richiedenti asilo politico” non solo è scientificamente infondata, in quanto entrambi figli del sottosviluppo e della povertà imposta, ma va semmai interpretata come l’esito ineluttabile delle logiche predatorie dell’Occidente. Se si vuole un mondo più sicuro, conclude Curi, “è indispensabile adoperarsi affinché esso sia pure più giusto” e se si vuole la pace “ben più incisiva rispetto allo strumento della guerra preventiva è la rimozione delle catene della miseria in cui versano centinaia di milioni di esseri umani”.

Umberto Curi Professore emerito di Storia della filosofia nell’Università di Padova. Fra i suoi testi più recenti, ricordiamo: Straniero (2010), Via di qua. Imparare a morire (2011), L’apparire del belloNascita di un’idea (2013), La porta stretta. Come diventare maggiorenni (2015), Endiadi. Figure della duplicità (2015). Sui temi affrontati in questo libro, ha pubblicato fra l’altro Pensare la guerra. L’Europa e il destino della politica (1999).

Gianfranco Pasquino nato a Torino, si é laureato in Scienza politica con Norberto Bobbio e specializzato in Politica Comparata con Giovanni Sartori. Professore di Scienza politica nell’Università di Bologna dal 1969 al 2012, è stato nominato Emerito nel 2014. Fra i fondatori della “Rivista Italiana di Scienza Politica”, ne è stato Redattore Capo per sette lunghi anni (1971-1977) e condirettore dal 2000 al 2003. E’ anche stato Direttore della rivista “il Mulino” dal 1980 al 1984.  Ha ottenuto tre lauree onorarie: dalle Università di Buenos Aires e di La Plata e dall’Università Cattolica di Cordoba. Dal luglio 2005 é socio dell’Accademia dei Lincei. E’ autore di numerosi volumi i più recenti sono La Costituzione in trenta lezioni (UTET 2015); Cittadini senza scettro. Le riforme sbagliate (Egea-UniBocconi 2015) e L’Europa in trenta lezioni (UTET 2017).

www.leggerepernondimenticare.it

Le visioni aperte necessarie

Corriere di Bologna

Nella commemorazione di Dossetti, il Presidente Mattarella avrebbe potuto ricordare che neanche il consigliere comunale Giuseppe Dossetti fu soddisfatto dalla sua esperienza a Palazzo d’Accursio dove, pure, era il capo di un’opposizione “anti-sistema” al governo del PCI. Nella campagna elettorale e nelle proposte programmatiche, Dossetti e la sua squadra lasciarono un segno profondo in parte attuato dall’intelligenza politica del sindaco Dozza e da quello che, allora, era un vero partito politico. Certo, Dossetti merita di essere ricordato soprattutto per il suo percorso vita complessivo, per la sua testimonianza religiosa e per la sua visione ecumenica. Il Dossetti costituente, rallegratosi dal sonoro NO nel referendum di dicembre, che ha evitato modifiche peggiorative alla Costituzione, alla cui scrittura lui aveva contribuito, era un giurista di grandi qualità. Avrebbe apprezzato il richiamo elogiativo che Mattarella ha fatto di Irnerio e della sua importante scuola. L’ascesi dossettiana non impedì mai al monaco Dossetti di seguire in maniera vigilante, come la sentinella biblica da lui spesso richiamata, gli avvenimenti politici, non giorno dopo giorno, ma nella loro trama profonda. A Dossetti sarebbe specialmente piaciuto interloquire con Mattarella su due aspetti molto inquietanti della politica contemporanea.

Il Presidente ha opportunamente sottolineato, con chiaro riferimento a Dossetti, che le esperienze passate arricchiscono la storia presente e futura quando sono state lungimiranti, quando hanno avuto visione, quando hanno guardato, non il contingente, ma le prospettive della comunità di vita. Oggi, la comunità di vita riguarda, da un lato, l’accoglimento dei migranti, dall’altro, le modalità con le quali gli italiani sentano di rapportarsi all’Europa. L’art. 11 della Costituzione italiana è limpidissimo nel garantire asilo politico a tutti coloro costretti a lasciare paesi schiacciati da autoritarismi e guerre civili, ma come non interpretarlo estensivamente anche a favore di coloro che non hanno più possibilità di garantire una vita decente alle loro famiglie? Quanto ai risorgenti, in verità, mai scomparsi nazionalismi, il problema non consiste nel superarli, meno che mai cancellarli. Consiste nel combinare insieme la cittadinanza, le identità, i valori nazionali, degni di essere preservati, con la cittadinanza europea e i valori del progetto di unità politica che ha garantito decenni di pace e di prosperità. Tutto questo stava nel pensiero lungimirante di Dossetti e accompagna la visione che Mattarella espone con coerenza e affida fiducioso ai giovani che, nelle loro scelte di stare o di emigrare, meritano rispetto e sostegno. Parole di Presidente.

Pubblicato il 13 gennaio 2017