Home » Posts tagged 'europa' (Pagina 7)

Tag Archives: europa

Quale Europa. Conoscere per decidere #15maggio #GreveinChianti #Firenze #Europa30Lezioni @UtetLibri

Riflessioni sull’Europa di ieri, oggi e domani

Quale Europa. Conoscere per decidere

ne parliamo con

Gianfranco Pasquino

 autore del volume

L’Europa in trenta lezioni

 

mercoledì 15 maggio 2019 ore 21
Greve in Chianti
Sala Casa del Popolo
via L. Cini, 5

L’Europa che c’è, l’Europa che vorremmo #14maggio #Vicenza #ElezioniEuropee2019

Conferenza organizzata da Anpi Vicenza, AVL Vicenza e Istrevi con il patrocinio del Comune di Vicenza

Palazzo Cordellina
Contrà Riale 12
martedì 14 maggio 2019
ore 17.30

Gianfranco Pasquino

L’Europa che c’è, l’Europa che vorremmo

Campagna elettorale permanente o inesistente?

Ripetendo ossessivamente, come fanno troppi giornalisti e commentatori, che Salvini più di Di Maio sono in campagna elettorale permanente, che cosa abbiamo svelato e/o imparato?: che la campagna elettorale permanente ha poco non ha quasi niente a che vedere con le prossime importanti votazioni per eleggere il Parlamento europeo. Quante e quali informazioni utili per la loro scelta europea otterranno gli elettori italiani da come sarà risolto il caso Siri, sottosegretario leghista indagato per corruzione? Che cosa di rilevante per l’Unione Europea dice loro la fotografia di Salvini che parla dal balcone del comune di Forlì dal quale si affacciava Benito Mussolini? Specularmente, che cosa penseranno i governanti degli Stati-membri dell’UE, nessuno dei quali cambierà di qui ad ottobre, poiché non ci saranno altre elezioni nazionali dopo quelle recenti in Spagna, della posizione dell’Italia rispetto all’UE? Sono certamente interessati a conoscere quanto potere ha il Presidente del Consiglio Conte, da qualcuno accusato di essere un burattino nelle mani di Salvini e Di Maio. Infatti, burattino o no, Conte dovrà decidere, salvo imprevisti non del tutto improbabili (autodimissioni di Siri), dimostrando le sue preferenze e reali capacità, non di avvocato del popolo, ma di capo di un governo di coalizione. Avere un capo di governo credibile nell’UE sarebbe una buona notizia per gli italiani che, dalla campagna elettorale permanente, non hanno finora avuto elementi utili per eleggere con un utilissimo voto gli europarlamentari italiani. Da Giorgia Meloni viene la richiesta di un voto per andare “in Europa per cambiare tutto”. Lo slogan, che proposta programmatica non è, del PD di Zingaretti pone l’accento sul lavoro affidando a più rappresentanti del PD nel Parlamento europeo il problema di come affrontare e risolvere il problema del lavoro in Italia. Candidato capolista in quattro circoscrizioni su cinque, Berlusconi si presenta come colui che darà vita a una coalizione contro le sinistre, i verdi, i liberali e che comprenderà Popolari, Conservatori e, grande novità, i non meglio definiti sovranisti “illuminati”. Non sarà, però, facilissimo convincere l’ungherese Orbán ad abbandonare la sua autodefinizione di democratico illiberale e “illuminare” il sovranista Salvini affinché, poi, torni nel suo alveo naturale italiano: il centro-destra. Tra chi vuole “più Europa” (la lista di Emma Bonino), chi ne vuole meno a casa propria (i sovranisti delle varie sfumature), chi (Calenda) sostiene di “essere [già] europeo”, ma vuole uno Stato nazionale forte, e chi vuole cambiarla tutta l’Europa (Fratelli d’Italia) senza dirci come, è difficile che l’elettorato italiano sia in grado di scegliere a ragion veduta chi rappresenterà meglio le sue preferenze, anche ideali, e i suoi legittimi interessi in sede europea. Fin d’ora è possibile dire che la campagna elettorale permanente combattuta fra Cinque Stelle e Lega su tematiche italiane, comunque vada a finire, non rafforzerà le posizioni italiane a Bruxelles.

Pubblicato AGL il 8 maggio 2019

INVITO L’Europa che vorremmo #7maggio #Mira #Venezia

Evento organizzato da ANPI Venezia – Comitato Provinciale

UN’EUROPA PER IL LAVORO, I DIRITTI, LA DEMOCRAZIA, LA SOLIDARIETÀ E LA PACE

Partecipano:

Gianfranco Pollio Salimbeni
Comitato Esecutivo Federazione Internazionale delle Resistenze

Christian Ferrari
Segretario generale CGIL Veneto

Gianfranco Pasquino
Professore emerito di Scienza politica

Modera
Diego Collovini
Presidente comitato provinciale ANPI Venezia

7 maggio ore 17:30
Villa dei Leoni
Riviera S. Trentin, 5
Mira Venezia

Governo e opposizioni: non solo blah blah blah

Spudoratamente, i giallo-verdi comunicano un po’ di tutto: il fatto (poco, ma reale); il non fatto (molto, rinviato al futuro) ; il malfatto (variabile). Si scambiano colpi, ma vanno avanti. Se le opposizioni dicono che sono divisi su tutto, sbagliano. Se dicono che il governo è bloccato, sbagliano. Le accuse generali non fanno breccia nel sistema comunicativo. Le opposizioni debbono battere con precisione su punti specifici e offrire proposte alternative credibili. Nel blah blah blah, Salvini e Di Maio, nell’ordine, hanno già vinto.

 

Il valore della Resistenza ma l’Italia è (ancora) un’altra #Liberazione #25aprile #Resistenza

Anche quest’anno le celebrazioni del 25 aprile, data ufficiale della liberazione del paese dal nazifascismo, sono state precedute da un’intensa attività di rievocazione, analisi, discussione storica e politica del significato di quell’avvenimento. Oramai quasi più nessuno, tranne uno sparuto declinante gruppo di uomini politici, che si giustificano con improbabili impegni alternativi di lavoro, cerca di sfruttare opportunisticamente il giorno della celebrazione per raggiungere quei pochi elettori rimasti a detestare la Resistenza. Nelle scuole il 25 aprile ha trovato una solida collocazione fra gli insegnamenti. Si parte dalla descrizione della natura del regime fascista, poi ne sono discusse le sue leggi, a cominciare dalle leggi razziali contro gli ebrei, infine, a conclusione, è stata criticata la stipulazione di un’alleanza con due regimi totalitari che portò a una devastante entrata in guerra per perseguire obiettivi da grande potenza (non suffragata da effettive risorse e capacità militari). È stata anche studiata e valutata l’attività dell’opposizione con scritti e atti, anche esemplari, al regime da parte di molti cittadini, ma pur certamente una minoranza, sempre seguita dalla repressione e, infine, sfociata nella Resistenza armata. Le reti televisive hanno spesso trasmesso film di vario genere dedicati anche alla rappresentazione della vita quotidiana nei regimi autoritari –alcuni veri capolavori cinematografici, come Una giornata particolare, Il pianista, Adieu les enfants, Schindler’s list, talvolta seguiti da pacati dibattiti fra storici, sociologi e uomini e donne politiche. Tranne poche sguaiate eccezioni, peraltro rappresentative di alcuni settori dell’opinione pubblica, tutti i partecipanti si sono dimostrati in grado di riflettere, anche autocriticamente, sul passato del loro paese, senza manipolazioni e senza esaltazioni. In quasi tutte le scuole, gli studenti hanno avuto modo di leggere documenti esemplari come le pregevoli raccolte di Lettere di condannati a morte della Resistenza italiana e Lettere di condannati a morte della Resistenza europea. Grazie ai loro insegnanti preparati e consapevoli dell’importanza delle imminenti elezioni europee, gli studenti e anche molti dei loro genitori hanno potuto cogliere l’importante nesso fra le Resistenze nazionali e il tentativo-progetto di costruzione di un’Europa unita capace di fare svanire i nazionalismi e di dare sostanza a più di settant’anni di pace e di prosperità nel continente. Le connessioni fra la Resistenza e la Costituzione sono state esplorate in maniera approfondita sottolineando che i Costituenti desiderarono scrivere un documento giuridico-politico in grado, da un lato, di prevenire qualsiasi ritorno del fascismo, dall’altro, indicare le strade proteggendo e promuovendo i diritti e i doveri dei cittadini che vogliono vivere in una Repubblica democratica e migliorare la qualità della politica e della vita. No, no, il paese descritto non è (ancora) l’Italia.

Pubblicato AGL il 25 aprile 2019

Sinistre erranti

Dal fascicolo n. 146 di Formiche, aprile 2019, pp. 62-63

 

Le sinistre in Europa godono di ottima salute. Sono numerose, anche all’interno di ciascun paese. Sono, come vuole una distorta concezione del mercato politico-elettorale, sempre in competizione fra loro. Offrono un ampio ventaglio di alternative ai loro elettori immusoniti e intristiti i quali di tanto in tanto scendono in piazza al fatidico grido di “unità unità”. Non per acquisita saggezza, ma per mancanza di materia prima (idee e cultura politica) hanno smesso di combattere esiziali battaglie ideologiche. Sono una debolezza tranquilla. Preferiscono il terreno del posizionamento, della personalizzazione, delle narrazioni contrastanti. Purtroppo, non ci sono più i bambini di Andersen capaci di esclamare ad alta voce: “la regina (sinistra) è nuda” -e, come aggiungo abitualmente, “pure brutta e miope”).

Ci sono soltanto due partiti di sinistra in tutta l’Europa (se i Brexiters si risentono peggio per loro) che superano la soglia del 30 per cento di voti, il Partito Laburista di Jeremy Corbyn (40%) e il Partito Socialista Portoghese (32 per cento). Persino i leggendari socialdemocratici scandinavi si sono oramai stabilizzati da qualche tempo intorno al 25 per cento che, talvolta, consente loro di andare al governo. Per tutti coloro che hanno, giustamente, guardato alla socialdemocrazia tedesca, grande è la tristezza. Anche se è in un governo che è difficile definire “Grande” Coalizione, la SPD al livello più basso di sempre del suo consenso elettorale è davvero il partner minore, junior. Tutto questo dopo che, come scrisse memorabilmente Ralf Dahrendorf, se non tutto il XX secolo è stato “socialdemocratico”, quantomeno per più di cinquant’anni i socialdemocratici furono influentissimi. Non solo hanno guidato molti governi anche per lunghi periodi, ma le loro idee e le loro pratiche riformiste incisero profondamente nel tessuto sociale, economico e persino culturale di tutta l’Europa occidentale –tranne l’Italia poiché il PCI mai ebbe “cedimenti” socialdemocratici e il PSI mai ebbe abbastanza consenso elettorale, ma idee sì, con la CGIL che nulla cercò di apprendere dai potenti sindacati socialdemocratici.

La politica continua ad avere bisogno di organizzazione, di presenza sul territorio, di attività costanti e insistenti, ma gli attivisti delle e nelle sinistre sembrano scomparsi quasi dappertutto, dirò “persino in Andalusia”, la culla del socialismo spagnolo. Sono, poi, effettivamente svaniti anche i dirigenti delle sinistre –sono costretto a usare il plurale, ma, attenzione, non è vero che le sinistre europee siano plurali/stiche. Sono semplicemente disaggregate, particolaristiche, conflittuali. Nessuna narrazione, neanche le più retoriche, come quella di Walter Veltroni, può sostituire una organizzazione –nel caso del neonato Partito Democratico di organizzazione ne era rimasta poca tranne quella di alcune fazioni. Però, se narrazione ha da essere, allora sono indispensabili due elementi: narratori credibili che conoscano la storia e rivitalizzino la memoria del loro partito, riuscendo a proiettarlo in un futuro difficile da immaginare, e un iniziale tessuto connettivo fatto di principi e convinzioni, di priorità e programmazioni, di analisi e proposte non occasionali, ma collegate a un passato di realizzazioni concrete.

Per una molteplicità di buone ragioni la sinistra europea dovrebbe ricordarsi che si era proposta di perseguire non solo interessi di parte, ma di tutta la nazione, e che, senza contraddizioni, si era regolarmente definita internazionalista, oggi europeista. Parlare di diseguaglianze in modo credibile e denunciarle è essenziale purché se ne spieghino le origini e se indichino i rimedi. Pensare di potere ricostruire una sinistra plurale/ista e accogliente per gli elettori come sommatoria dei diseguali non sembra la strada migliore. Poiché all’orizzonte non si vede una cultura politica che metta al centro di una società giusta la dignità e il riconoscimento del valore delle persone, è ora di elaborarla.

Cittadini d’Europa. Un nuovo patriottismo costituzionale per la “casa comune”? #Firenze #5marzo

Testimonianze e Europe Direct organizzano il Convegno 
Cittadini d’Europa
Un nuovo patriottismo costituzionale per la “casa comune”?
Intervengono
Massimo d’Antoni
Leila El Houssi
Giorgio Valentino Federici
Samia Kouider
Gianfranco Pasquino
Severino Saccardi
Introduce e coordina Piero Meucci
martedì 5 marzo alle ore 16,30
Le Murate. Progetti Arte Contemporanea
piazza delle Murate, Firenze

L’Europa. Un’utopia in costruzione #Rovigo #1marzo

Venerdì 1 marzo 2019 ore 18
Palazzo Roncale – Sala degli Arazzi Piazza Vittorio Emanuele II, 29  Rovigo

Gianfranco Pasquino

presenta l’opera in tre volumi

L’Europa. Un’utopia in costruzione

curata da Giuliano Amato, Enzo Moavero Milanesi, Gianfranco Pasquino e Lucrezia Reichlin

Istituto dell’ Enciclopedia Italiana/2018

 

Verso quale Europa? Incontro pubblico in vista delle elezioni europee #Bologna #23febbraio

Incontro con Gianfranco Pasquino

23 febbraio ore 16.30
Cinema Perla
via San Donato, 38 Bologna