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“Preludio alla Costituente” VIDEO #Presentazione

L’intervento di Gianfranco Pasquino

Nell’ambito di un’iniziativa editoriale e formativa dedicata alle scuole, la Fondazione Giuseppe Di Vittorio, la Fondazione Giacomo Matteotti, il Circolo Fratelli Rosselli di Roma con il Patrocinio dell’AICI (Associazione delle Istituzioni di cultura italiane), hanno presentato il volume, “Preludio alla Costituente”, cura e introduzione di Alberto Aghemo, Giuseppe Amari, Blando Palmieri, prefazione di Valdo Spini, Postfazione di Giuliano Amato. La presentazione si è svolta mercoledì 5 dicembre 2018 presso la Camera dei Deputati, Sala della Lupa. Sono intervenuti insieme ai curatori, Flavia Nardelli, Gianfranco Pasquino, Cesare Pinelli, Alessandro Roncaglia, Valdo Spini, Livia Turco, Lucio Villari.

PRELUDIO ALLA COSTITUENTE #Roma #5dicembre #Montecitorio

Camera dei deputati  – Sala della Lupa
(ingresso da Piazza Montecitorio)
mercoledì 5 dicembre ore 10

Presentazione del volume
PRELUDIO ALLA COSTITUENTE
cura e introduzione di
Alberto Aghemo, Giuseppe Amari, Blando Palmieri
Prefazione di Valdo Spini, Postfazione di Giuliano Amato
Castelvecchi Editore

insieme ai curatori intervengono
Flavia Nardelli
Gianfranco Pasquino
Cesare Pinelli
Alessandro Roncaglia
Valdo Spini
Livia Turco
Lucio Villari

 

 

LA RIVOLUZIONE DEL NOSTRO TEMPO Manifesto per un nuovo socialismo #23novembre #Bologna

Venerdì 23 novembre 2018 ore 17.30
Centro sociale e culturale Giorgio Costa
via Azzo Gardino 44 Bologna

Presentazione del libro di Paolo Ciofi
LA RIVOLUZIONE DEL NOSTRO TEMPO
Manifesto per un nuovo socialismo
(Editori Riuniti)

Ne discutono con l’autore
Cristina Quintavalla
Francesco Cerrato
Gianfranco Pasquino
Coordina
Sergio Caserta

Il problema non è salvare il capitalismo, ma ripensare il socialismo. Un’altra idea di società, di relazioni tra gli esseri umani e con la natura, per la quale vale la pena di lottare.

Il populismo è un modo per negare la democrazia

Palermo
L’INCONTRO IN OCCASIONE DEL FESTIVAL DELLE FILOSOFIE
Gianfranco Pasquino a Palermo:
“Il populismo è un modo per negare la democrazia”
di Antonino Cicero

Tra gli appuntamenti all’interno del Festival delle Filosofie, organizzato dall’associazione Lympha, presso l’Orto botanico di Palermo, l’incontro con un ospite d’eccezione, tra i più noti politologi italiani, Gianfranco Pasquino, che ha dialogato con i docenti universitari Aldo Schiavello (Università di Palermo) e Antonio La Spina (Luiss), moderati da Sorina Soare, ricercatrice fiorentina, su “filosofia, democrazia e politica” in una sala affollata e con una buona presenza di giovani.

Molte le domande dal pubblico su temi che affondano nell’attualità e nel vivere quotidiano, tra politica, sfida tecnologica e diritti sociali. L’occasione è stata la pubblicazione del recente libro di Pasquino dal titolo “Deficit democratici” per i tipi dell’Università Bocconi.

Parole chiave “democrazia” e sua “crisi” con una sfumatura di peso: crisi “della” o “nella” democrazia? Cambia molto in una società complessa, liquida, spesso fragile. “Oggi c’è una crisi nella democrazia – sottolinea – per via dei cattivi partiti, delle cattive istituzioni e dei cattivi cittadini”.

Partendo dai fondamentali, Pasquino ricorda che “se il popolo non ha potere non c’è democrazia: punto e basta”, tanto che parte di questo potere è espresso attraverso le leggi elettorali “che se sono pessime – aggiunge Pasquino – viene meno questo potere. E la legge Rosato è pessima”, così come “un “avvocato del popolo” non può stare al governo, ma deve stare all’opposizione”. Da qui al populismo tanto in voga oggi: “È un modo per negarla”.

Le democrazie reali, quelle realizzate, sono equilibri spesso precari perché basate su più elementi, tra pesi e contrappesi “che creano fastidi a coloro cui si rivolgono” sottolinea La Spina.

Eppure “l’85% degli scandinavi – ricorda Pasquino – apprezza la propria democrazia e ritiene funzioni bene. Lo stesso vale per inglesi, tedeschi e così via. Da noi – precisa – le percentuali sono state un po’ più o un po’ meno vicine al 50%, sebbene oggi circa il 60% risulti soddisfatto del governo”.

In altre classifiche l’Italia “sta in basso, ma nel complesso – precisa ancora Pasquino – non male. È una questione di insoddisfazione” che è altro e che ha bisogno di molti distinguo. “Quelli che ce l’hanno la democrazia – ricorda il politologo e accademico dei Lincei – dicono che è morta; gli altri, la metà nel mondo, combattono per averla e per avere il modello occidentale, dalla Cina all’Africa al Sud America”.

Fissare delle definizioni condivise non è semplice, tanto che spesso si scade nel pleonastico o nel ridondante (“lo è per un partito chiamarsi democratico” ricorda Schiavello), eppure soglie minime sono imprescindibili: dal diritto di voce a quello di voto e di partecipazione diretta e indiretta alle scelte generali. “Ma chi non riesce a mangiare difficilmente si occuperà della vita politica e sarà in balia, al momento del voto, dei soliti capibastone!” sbotta cordialmente uno spettatore di San Giuseppe Jato.

Per Pasquino è così “certo, perché chi è esposto agli imperativi esistenziali o scambia il voto o è in balia di volontà altrui. È a pensarci è pure un comportamento razionale; critico chi ne approfitta“. Ma “la democrazia – aggiunge – non si fonda solo su quelle persone”.

La costituzione, a doppia mandata, non manca dal dibattito: “Della nostra – dice Pasquino – se ne parla come della più bella del mondo: così un comico; ma io dico che non c’è nessun concorso di bellezza. Che semmai – aggiunge – la costituzione più bella è quella inglese. Che non è scritta”.

La democrazia, insomma, è in preda a crisi o a rivolgimenti? Nel mucchio, all’Orto botanico, si sono messi Orban, l’Europa, Riace, la disinformazione che manipola e che è tipica dei regimi totalitari e i fondamentalismi religiosi “che non riguardano solo arabi e musulmani: pensiamo – elenca Pasquino – agli evangelici americani o ai fondamentalismi cattolici o ebrei”.

Idee in tensione, insomma, che rafforzano i legami. Anche tra persone liberamente, “democraticamente in dibattito” si scherza. Come in una sala di un festival.

La democrazia in quanto aspirazione non è affatto in crisi” chiosa Pasquino.

Pubblicato il 14 ottobre 2018 ilSicilia.it

Tavola rotonda RAPPRESENTANZA È DEMOCRAZIA #Firenze #12ottobre #GenerazioniFest @generazionifest

FESTIVAL DELLE GENERAZIONI 2018
Un’edizione speciale, dedicata ai Grandi Temi dell’attualità

ore 9.30
Palazzo Vecchio, Salone dei Cinquecento
Firenze

Tavola rotonda
Rappresentanza è Democrazia

introduce
Ermenegildo Bonfanti

Nicola Antonetti
Stefano Bartolini
Valerio Onida
Gianfranco Pasquino
di Scienza Politica
Giulio Sapelli
Nadia Urbinati

coordina
Antonio Polito

riflessione sul tema
Annamaria Furlan

 

AUDIO Convegno “Rappresentanza, Competenza, Responsabilità” in memoria di Giovanni Sartori

24 maggio 2018
Biblioteca del Senato “Giovanni Spadolini”
Polo Bibliotecario Parlamentare
Sala degli Atti Parlamentari

Ferruccio De Bortoli, Domenico Fisichella, Gianfranco Pasquino, Stefano Passigli, Nadia Urbinati

L’evento è stato organizzato da Biblioteca del Senato della Repubblica “Giovanni Spadolini”.

Registrazione a cura di Radio Radicale
durata 2 ore

“Rappresentanza, Competenza, Responsabilità” in memoria di Giovanni Sartori

ASCOLTA
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Rappresentanza, competenza, responsabilità #BibliotecaSenato #24maggio Convegno In memoriam di #GiovanniSartori

24 maggio 2018 ore 15.30
Biblioteca del Senato “Giovanni Spadolini”
Polo Bibliotecario Parlamentare
Sala degli Atti Parlamentari

 

Rappresentanza, competenza, responsabilità
Convegno In memoriam di Giovanni Sartori

 

Interverranno
Ferruccio De Bortoli
Domenico Fisichella
Gianfranco Pasquino
Stefano Passigli
Nadia Urbinati

 

L’accesso alla sala – con abbigliamento consono e, per gli uomini, obbligo di giacca e cravatta – è consentito fino al raggiungimento della capienza massima
Si prega dare un vostro riscontro all’indirizzo indirizzo Bibleventi@senato.it