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Incontri con L’Autore #invito Minima Politica @UtetLibri #10ottobre #Orta #NO Ort’AUTORI

A cura del Comune di Orta San Giulio
sabato 10 ottobre 2020 ore 18
Sala rappresentanza Villa Bossi – Orta San Giulio

In tempi di politica minima occorre ripartire dalla basi per ricostruire una conoscenza minima della politica

Gianfranco Pasquino
MINIMA POLITICA
Sei lezioni di democrazia

Interviene Giovanni Cerutti

Ri-partiamo con la politica: La rappresentanza politica ieri, oggi, domani #5settembre #Imola #MinimaPolitica @UtetLibri

Incontro pubblico

Ri-partiamo con la politica:
La rappresentanza politica ieri, oggi, domani

Ezio Roi e Grazia Zanetti dialogano con il Prof. Pasquino

seguirà dibattito

In occasione della presentazione di Minima Politica Si lezioni di democrazia (UTET 2020)

5 settembre 2020
ore 21
Presso il Giardino Hotel Maglio
via Selice Provinciale 26/a
Imola (BO)
Per info cell. 3471133590

Parlamento e potere dei cittadini. I populisti tagliano i rappresentanti del popolo? #2settembre #Ravenna #Minimapolitica @UtetLibri

Alle ore 18
Giardino del Circolo Mameli
Via Ravegnana 110
Ravenna

Associazione Mazziniana
Comitato in Difesa della costituzione di Ravenna
Coordinamento per la Democrazia Costituzionale

 

Gianfranco Pasquino

Parlamento e potere dei cittadini
I populisti tagliano i rappresentanti del popolo?

Coordina
Fulvia Missiroli
(Vicepresidente AMI Sezione di Ravenna Sauro Camprini)

Partecipano
Sauro Mattarelli
(studioso ravennate)
Maria Paola Patuelli

Nell’occasione presentazione di
Minima Politica. Sei lezioni di democrazia (Utet 2020

INVITO Populismi & sovranismi. Fenomeni passeggeri o nuova frontiera della politica? #3luglio #Pesaro

Venerdì 3 luglio 2020 ore 18
Pesaro, Cortile Job - Centro per l'impiego
Via Luca della Robbia 4
Conduzione e proposte
APRITI PESARO
nuovi spazi alle idee,alle persone, alla politica

Gianfranco Pasquino

Populismi & Sovranismi
Fenomeni passeggeri o nuova frontiera della politica?

Ciclo di conferenze
Per un hashtag in più
Il declino dell’intelletto politico fra social compulsivi, balbuzie populista e protagonismo cronico

Minima politica: i meccanismi e le manipolazioni della politica @Rifestival_Bo

A partire da “Minima politica” (UTET, 2020), il Prof. Pasquino, intervistato da Michele Dinichilo, fornisce un’interessante chiave di lettura di alcuni aspetti fondamentali della politica contemporanea – come i meccanismi elettorali, la governabilità e la rappresentanza, il sovranismo, il ruolo delle istituzioni nella complessa architettura della democrazia – per poi rispondere ad alcune domande sull’attualità politica e sul futuro delle democrazie liberali.

RiFestival e Festival dell’antropologia sono ideati e organizzati da Un altro mondo è possibile APS, circolo Arci dal 2018, e sono promossi dall’associazione studentesca, riconosciuta dall’Università di Bologna, Rete degli Universitari.

INVITO Minima Politica. Sei lezioni di democrazia #12febbraio #Bologna @UtetLibri

Mercoledì 12 febbraio 2020 ore 18
La Feltrinelli Libreria
Piazza ravegnana - Bologna

Gianfranco Pasquino presenta Minima politica (Utet). Con il cuore e la testa ai Minima moralia di Theodor Adorno, Gianfranco Pasquino impartisce sei nitide lezioni sui nodi cruciali della politica contemporanea: i meccanismi elettorali, gli speculari spettri di governabilità e rappresentanza, il ruolo e i compiti delle istituzioni nella complessa architettura della democrazia.

Prescrizione? Le priorità degli elettori sono altre. I consigli di Pasquino al M5S #intervista @formichenews

Intervista raccolta da Simona Sotgiu

Secondo il professore emerito di Scienza Politica in libreria in questi giorni con “Minima politica – Sei lezioni di democrazia” (Utet), Conte riuscirà a mettere ordine nel caos prescrizione, “è la cosa che gli riesce meglio”. Il governo non rischia, ma “questa brutta storia ricorda a tutti quanto difficile è governare”

“Conte medierà con successo, è la cosa che gli riesce meglio”. Gianfranco Pasquino non ha dubbi, il presidente del Consiglio riuscirà a pacificare gli animi infuocati dentro la maggioranza (e non solo) sul tema della prescrizione. Secondo il professore emerito di Scienza Politica intervistato da Formiche.net “l’Avvocato dell’Italia” Conte sarà capace di spegnere l’incendio sulla riforma Bonafede di cui, nel merito, si sa poco, malgrado il dibattito vada avanti da settimane. Inoltre, spiega Pasquino, sarà pur vero che quello della giustizia è un tema caldo per i 5 Stelle, ma è altrettanto vero che “altre sono le priorità degli elettori, a cominciare dai posti di lavoro e dai salari”.

Professore, sulla prescrizione è davvero in gioco il governo?

No, non è in gioco il governo, ma, certo, questa brutta storia ricorda a tutti quanto difficile è governare, soprattutto per chi, Movimento 5 Stelle, da un lato, si mette sopra la destra e la sinistra e si attesta su una rigida posizione ideologica, e chi, Italia Viva, cerca di misurare la sua forza facendo ricatti. Non è nell’interesse di nessuno fare cadere il governo. Magari qualche retroscenista scriverà che blah blah blah.

Sembra che ci sia un’estremizzazione delle posizioni. A cosa è dovuta?

Non so se si tratta di estremizzazione, ma, certo, i Cinque Stelle vogliono fare vedere che tengono fede al loro programma contro i poteri forti: magistrati e avvocati, invece di dimostrare che hanno imparato a cambiare a fronte di obiezioni sensate. Dovrebbero insistere che la riforma già c’è proprio come l’hanno voluta e formulata loro. Che comunque in pratica non comincerà a dare effetti prima di un paio d’anni. Che la si potrà cambiare, anzi, migliorare, mentre si mette mano alla più importante riforma del codice penale, e così via.

C’è il rischio che l’attenzione si sposti dal merito della riforma – e delle sue eventuali modifiche – a dinamiche di consenso?

Sul “merito” della riforma non sappiamo abbastanza. Quanti processi finiscono davvero in prescrizione sul totale dei processi? Quali sono realmente le cause della troppo lunga durata dei processi? Quali procure sono più efficienti e quali meno? E perché? Quanto al consenso faccio molta fatica a credere che ci saranno elettori che voteranno i Cinque Stelle perché hanno tenuto duro sulla prescrizione e che molti elettori li lasceranno perché hanno accettato modifiche ragionevoli. Non sono affatto prescritte le condizioni di fondo che hanno fatto precipitare il consenso elettorale delle Cinque Stelle. D’altronde, non sarà la sua critica in nome di Beccaria e della (straordinaria?) civiltà giuridica italiana, sulla quale un supplemento di riflessione parrebbe molto gradito, che farà lievitare il consenso del partitino di Renzi. Altre sono le priorità degli elettori, a cominciare dai posti di lavoro e dai salari.

Crede che Conte riuscirà a mediare tra le forze in campo?

Conte medierà con successo, è la cosa che gli riesce meglio. Si direbbe persino che gli piace dimostrare e poi spiegare che è in grado di tenere in piedi il governo grazie alle sue conoscenze giuridiche e alle doti di mediazione che ha affinato, naturalmente, perseguendo gli interessi degli italiani e di questo straordinario Paese, ricchissimo di potenzialità, che si chiama Italia. L’Avvocato dell’Italia.

Quanto pesa sulla maggioranza la crisi che stanno attraversando i 5 Stelle? La riforma Bonafede è uno dei cavalli di battaglia dei 5 Stelle, cedere potrebbe avere un impatto sul corpo elettorale…

Il declino dei Cinque Stelle non dipende da presunti cavalli di battaglia. Dipende dall’avere dato troppo potere a un cavallino chiamato Di Maio e dal non avere cavalli di razza (come, ad esempio, furono Fanfani e Moro). Debbono risolvere molti problemi di tipo politico, certo, ma anche organizzativo. Ne parleranno agli Stati Generali di metà marzo. Farebbero meglio ad arrivarci preparati, magari avendo fatto qualche lettura e ascoltato (e recuperato) alcuni dissenzienti invece di espellerli. Più in generale dirò che di motivi di insoddisfazione ce ne sono e ne rimarranno tanti in grado di spingere gli elettori a votare per le liste del movimento, magari composte da persone connesse ai loro concittadini. Poi, in campagna elettorale potranno rivendicare alcune riforme, come il reddito di cittadinanza per chiedere il rinnovo di almeno una parte dell’ingente consenso ottenuto il 4 marzo 2018. Il futuro se lo possono ancora costruire.

Quanto hanno pesato i risultati dell’Emilia-Romagna sul dialogo interno alla maggioranza su temi caldi come quello della riforma della prescrizione?

L’elezione più importante del secolo, quella dell’Emilia-Romagna, non pesa sulle Cinque Stelle che, pure, hanno fatto errori, derivanti soprattutto dalle incertezze di Di Maio, ma anche dalle divisioni delle Cinque Stelle regionali. Pesa, invece, molto sulla sregolatezza di Salvini. Pesa anche, positivamente, sul PD che ha avuto una boccata di ossigeno. Quanto ossigeno non so. So che Bonaccini ha vinto le elezioni a Presidente, non la candidatura a segretario prossimo-venturo del PD. Another office another time.

Pubblicato il 5 febbraio 2020 su Formiche.net

 

INVITO Minima Politica Sei lezioni di democrazia #Brescia #3febbraio @UtetLibri

Lunedì 3 febbraio 2020 ore 18
Nuova Libreria Rinascita
Via della Posta, 7 – Brescia

In tempi di politica minima occorre ripartire dalle basi per ricostruire una conoscenza minima della politica

Presentazione del volume di
Gianfranco Pasquino

Minima Politica
Sei lezioni sulla democrazia
(UTET 2020)

Dialoga con l’Autore
Gianni Sciola

Linguaggio e politica, il dovere di reagire al populismo d’accatto #MinimaPolitica @UtetLibri @corrierefirenze

Oggi alle i8 alla Feltrinelli in via dei Cerretani a Firenze sarà presentato il libro di Gianfranco Pasquino «Minima Politica. Sei lezioni di democrazia» (Utet) con l’autore e il direttore del Corriere Fiorentino Paolo Ermini. Pubblichiamo un brano della presentazione. (…) Lewis Carroll, creatore di Alice e degli altri celebri personaggi del Paese delle meraviglie, e persino George Orwell con il suo 1984 sono stati fin troppo ottimisti. Entrambi hanno pensato e scritto che i manipolatori delle parole sarebbero stati i detentori del potere politico che, secondo Orwell, avrebbero imposto la neolingua. Invece, no, meglio: non solo. La neolingua e le fake news sembrano il prodotto del potere politico che ne approfitta, ma sono, forse ancora di più, la conseguenza di una ignoranza diffusa e persino compiaciuta che, qualche volta, non è neppure consapevole di sbagliare, di confondere, di manipolare. Quando, poi, l’ignoranza non riguarda soltanto gli uomini e le donne in politica, ma avvolge i comunicatori a tutti i livelli — carta stampata, radio e televisione, social network, docenti delle scuole di ogni ordine e grado —, la situazione diventa, probabilmente è già diventata, drammatica. Non potrà essere l’opinione pubblica a fare da baluardo contro l’onda altissima del fake in tutte le salse. Anzi, è ipotizzabile che l’opinione pubblica già quasi non esista più. Si è frammentata in una pluralità di modi, di sedi, di luoghi d’ascolto e di reazione. Molta parte di quell’opinione pubblica alle cui virtù in democrazia si affida l’assegnazione, la distribuzione, la valutazione e, infine, la circolazione del potere politico, sembra assistere attonita, ma spesse volte in modo fazioso, alle varietà di fenomeni fake, diventata incapace di reagire e di svolgere i propri compiti. Chi crede nella democrazia sa che è imperativo reagire alla tendenza confusionale, manipolatoria, populista d’accatto. Che è necessario impegnarsi, non soltanto nel proprio campo, per pulire il linguaggio, per fare uso corretto dei concetti, per comunicare insegnando e imparando, giorno dopo giorno. Con modi e stili certamente diversi è stata questa la lezione (naturalmente, tutt’altro che l’unica) che mi è stata trasmessa dai miei due maestri, Norberto Bobbio e Giovanni Sartori, i quali mi hanno insegnato come si deve fare analisi politica nella maniera più corretta possibile. Doverosamente riconoscente, ne ho scritto in una serie di articoli in cui ho approfondito la varietà dei temi da loro brillantemente studiati e che permangono di sicuro interesse e di grande rilevanza (Bobbio e Sartori. Capire e cambiare la politica, Egea-Bocconi, Milano 2019). Non avrei neppure bisogno di chiedermi/vi in maniera più o meno retorica quanto rimane degli scritti, delle analisi, dei contributi di Bobbio e di Sartori, se non fosse che la memoria degli italiani è molto corta e la loro cultura politica, mai molto elevata e sempre poco diffusa, ha subito una pericolosa regressione tuttora in corso. Cedo subito alla tentazione di aggiungere che, logicamente, il governo che abbiamo e, in fondo, anche quelli che abbiamo avuto nell’ultimo quarto di secolo sono al tempo stesso il prodotto della (in)cultura politica dominante, ma anche, a loro volta, responsabili della (in)cultura esistente. Non sarà certamente questo piccolo libro a capovolgere la tendenza. Tuttavia, mi corre l’obbligo civile e scientifico di provarci continuando a fare della scienza politica proprio attraverso la riflessione sui termini che sono usati, abusati, stiracchiati, sciupati e sui concetti che sono conosciuti poco e male (…).

Pubblicato il 29 gennaio 2020 sul Corriere Fiorentino

INVITO Minima Politica. Sei lezioni di democrazia #29gennaio #Firenze @UtetLibri

Mercoledì 29 gennaio ore 18
la Feltrinelli Librerie
via de'Cerretani, 40
Firenze

Paolo Ermini
Gianfranco Pasquino

presentano

MINIMA POLITICA
Sei lezioni di democrazia
UTET