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A partire da “MINIMA POLITICA Sei lezioni di democrazia” parliamo della prossima #LeggeElettorale con @SalvaLElefante @UtetLibri

Siamo un’associazione di promozione sociale composta da ragazzi che vogliono scommettere sul riscatto della nostra generazione. Vogliamo essere una comunità; vogliamo unire le migliori menti ed energie per realizzare proposte sia rivoluzionarie che concrete in grado di ribaltare la situazione attuale, aumentando l’occupazione giovanile. Creare una realtà associativa, dove i giovani, ma non solo, possano trovare un supporto nei problemi legati al mondo del lavoro.
Ospite speciale dell’Associazione Salviamo l’Elefante il Prof. GIANFRANCO PASQUINO, politologo e accademico italiano, allievo di Norberto Bobbio e Giovanni Sartori, è professore emerito di Scienza politica all’Università di Bologna, nonché membro del gruppo di studio e di ricerca “Giustizia penale italiana, europea e internazionale” dell’Iberojur. Dal luglio 2005 è socio dell’Accademia dei Lincei. Ci parlerà del suo libro “MINIMA POLITICA Sei lezioni di democrazia” ed affronteremo con lui il dibattito riguardante la prossima legge elettorale.

Ri-partiamo con la politica: La rappresentanza politica ieri, oggi, domani #5settembre #Imola #MinimaPolitica @UtetLibri
Incontro pubblico
Ri-partiamo con la politica:
La rappresentanza politica ieri, oggi, domaniEzio Roi e Grazia Zanetti dialogano con il Prof. Pasquino
seguirà dibattito
In occasione della presentazione di Minima Politica Si lezioni di democrazia (UTET 2020)
5 settembre 2020 ore 21 Presso il Giardino Hotel Maglio via Selice Provinciale 26/a Imola (BO) Per info cell. 3471133590
Parlamento e potere dei cittadini. I populisti tagliano i rappresentanti del popolo? #2settembre #Ravenna #Minimapolitica @UtetLibri
Alle ore 18 Giardino del Circolo Mameli Via Ravegnana 110 Ravenna
Associazione Mazziniana
Comitato in Difesa della costituzione di Ravenna
Coordinamento per la Democrazia Costituzionale
Gianfranco Pasquino
Parlamento e potere dei cittadini
I populisti tagliano i rappresentanti del popolo?
Coordina
Fulvia Missiroli
(Vicepresidente AMI Sezione di Ravenna Sauro Camprini)
Partecipano
Sauro Mattarelli
(studioso ravennate)
Maria Paola Patuelli
Nell’occasione presentazione di
Minima Politica. Sei lezioni di democrazia (Utet 2020
Minima politica: i meccanismi e le manipolazioni della politica @Rifestival_Bo
A partire da “Minima politica” (UTET, 2020), il Prof. Pasquino, intervistato da Michele Dinichilo, fornisce un’interessante chiave di lettura di alcuni aspetti fondamentali della politica contemporanea – come i meccanismi elettorali, la governabilità e la rappresentanza, il sovranismo, il ruolo delle istituzioni nella complessa architettura della democrazia – per poi rispondere ad alcune domande sull’attualità politica e sul futuro delle democrazie liberali.
VIDEO Perché è importante la Costituzione italiana? #2giugno #CostituzioneTrentaLezioni @UtetLibri
La Costituzione: un documento meraviglioso intriso della lungimiranza e della saggezza dei nostri Padri Costituenti. Un documento che non può non essere conosciuto da ogni Cittadino, perché fondamento dello Stato e della società in cui viviamo.
Perché è importante la Costituzione italiana? #2giugno #diretta #ilmaggiodeilibri #CostituzioneTrentaLezioni @UtetLibri
La Costituzione: un documento meraviglioso intriso della lungimiranza e della saggezza dei nostri Padri Costituenti. Un documento che non può non essere conosciuto da ogni Cittadino, perché fondamento dello Stato e della società in cui viviamo.
In diretta il 2 giugno sulla pagina facebook del Centro culturale Liberi
La democrazia imperfetta #Recensione Minima Politica @UtetLibri su @lasiciliait
Il libro. ”Minima politica” di Gianfranco Pasquino analizza conoscenze politiche che dovrebbero avere tutti i cittadini. La recensione di Paolo fai
«Laddove le persone hanno poco potere sulla politica e lo esercitano limitatamente, si riscontra l’effettiva esistenza di un deficit democratico»
Gianfranco Pasquino, allievo di Norberto Bobbio e Giovanni Sartori, professore emerito di Scienza politica nell’Università di Bologna, ha da poco licenziato alle stampe un libro «Minima politica – Sei lezioni di democrazia», Utet 2019, pp. 175, euro 14,00, il cui titolo – spiega Pasquino – «intende essere il mio modesto omaggio a Theodor Adorno, “Minima moralia” (1951) […], nel convincimento che per arrivare a grandi cose bisogna cominciare dalle piccole cose, impararle e farle il meglio possibile. “Minima politica” contiene, analizza e, spero, illumina il minimo di conoscenze politiche che i cittadini dovrebbero acquisire se desiderano adempiere efficacemente ai loro doveri civili e democratici».
Innervato di rigore scientifico e insieme meritoriamente divulgativo, il libro attraverso sei sezioni (Leggi elettorali, Rappresentanza politica, Presidenti della Repubblica, Deficit democratico, Governabilità, Non liberali, non democrazie) offre al lettore un’analisi, chiara e puntuale, delle problematiche attinenti al funzionamento della forma di governo, la democrazia, in cui, quanto meno per forza di etimologia, il popolo, ovvero la comunità degli individui-cittadini, è il detentore del potere politico.
Intanto, Pasquino non è tra i politologi che cantano la messa funebre alla democrazia. Né è pessimista sul futuro della democrazia. Perché, alle lamentazioni degli apocalittici, per i quali «alle democrazie manca sempre qualcosa», egli ribatte che «le democrazie sono imperfette ed è giusto così. Forse è persino meglio così perché nelle democrazie è possibile continuare a cercare quello che manca, spesso trovandolo».
Allora, dovendo scegliere fior da fiore, troveremo che a Pasquino «pare che, in maniera più appropriata, il deficit democratico meriti di essere riferito al potere dei cittadini, etimologicamente: deficit di potere del popolo. Laddove i cittadini hanno poco potere sulla politica e sui politici e lo esercitano limitatamente, si riscontra l’effettiva esistenza di un deficit democratico». Spesso, tale deficit si avverte quando vanno al potere governi neoconservatori (Tatcher, Reagan, ma anche Trump, che per Pasquino non ha «la benché minima infarinatura di liberalismo»), il cui obiettivo è «comprimere la partecipazione politica, scoraggiare i movimenti collettivi, disincentivare la mobilitazione sociale e reprimerla», al fine di ridurre il “sovraccarico” ovvero «l’accumularsi di un numero eccessivo di domande» da parte dei cittadini, che, secondo Richard Rose, sarebbe la causa della crisi di governabilità.
Il libro si apre e si chiude, ad anello, con due capitoli che si illuminano l’un l’altro: “Leggi elettorali” e “Non liberali, non democrazie”. Le democrazie si fondano sul voto dei cittadini. Ne consegue che «il rapporto tra elettori, da un lato, e rappresentanti e governanti, dall’altro, è accertatamente influenzato dalla legge elettorale che viene utilizzata». Pasquino classifica le riforme elettorali in “partigiane” e “sistemiche”. Fu sistemica quella elaborata nel 1946 dalla Costituente, che riguardava il funzionamento del sistema politico. Tutte quelle venute dopo sono state partigiane, compresa la cosiddetta “schiforma” Renzi-Boschi, su cui Pasquino, caustico, osserva: «Che la stabilità del governo […] dovesse essere affidata al premio di maggioranza ricorda la legge truffa [del 1953], la riabilita e la redime».
Se vengono meno, sostiene con forza Pasquino, i capisaldi delle democrazie liberali moderne, cioè, «da un lato, il riconoscimento, la protezione, la promozione dei diritti dei cittadini, delle persone, e, dall’altro, la separazione delle istituzioni e dei poteri», avremo solo «sistemi politici in cui si tengono elezioni intrinsecamente poco libere», quindi non liberali, non democrazie. Tra i fini di quelle pseudo-democrazie (la Turchia di Erdoğan e l’Ungheria di Orbán, ma anche la Russia di Putin), che Pasquino definisce “democrazie elettorali”, «non si trova praticamente mai quello di dar vita e senso alla “rule of law” (“governo della legge”), o (“stato di diritto), o “nomocrazia”), di tenere separate le istituzioni, di approntare freni e contrappesi, di creare canali e strutture di responsabilizzazione (“accountability”) dei governanti e dei rappresentanti. Questo è il catalogo al quale debbono attingere coloro che vogliono costruire uno stato, una democrazia compiutamente liberale». Da solo, però, il “governo della legge” non basta. Occorre anche una libera stampa e, principalmente, una forte consapevolezza politica nei cittadini. «Le (non) democrazie illiberali –conclude Pasquino – si fondano su cittadini, più o meno consapevolmente, illiberali». E sul silenzio imposto agli oppositori e ai giornalisti. Come nel «caso, esemplarmente tragico, della giornalista Anna Politkovskaja».
Pubblicato il 25 Marzo 2020 sul quotidiano La Sicilia
Minima Politica @UtetLibri
È possibile avere buona rappresentanza politica con una pessima legge elettorale? Chi può credere che meno rappresentanza porti a più governabilità? Che non sia, piuttosto, un passo verso una democrazia illiberale? Fra i freni e i contrappesi che producono equilibri liberal-democratici in Italia svolge un ruolo importante il Presidente della Repubblica? Le risposte esaurienti a questi legittimi interrogativi costituiscono cognizioni minime indispensabili per capire la politica e agire di conseguenza.
La Repubblica italiana, sorta dalle macerie della guerra e inserita da subito nel tessuto politico della tradizione democratica europea, vive momenti di grande confusione. Guerre di visualizzazioni e like su Facebook, baruffe senza costrutto nei talk show, scenette tragicomiche nelle austere aule di Senato e Camera. A questo ircocervo tra reality show e vaudeville siamo talmente assuefatti che ci sembra l’unico orizzonte possibile.
La ragione sta nell’ignoranza diffusa e persino compiaciuta che pare essersi impossessata del discorso corrente. Tra l’ansia da sondaggio e il termometro ossessivo dei social network, viviamo un assetto da campagna elettorale permanente dove i politici possono dire tutto e il contrario di tutto, fiduciosi nella labile memoria storica del loro elettorato e nell’inerzia intellettuale dell’opinione pubblica che dovrebbe sorvegliare e in caso criticare.
Però, chi ancora crede nella democrazia sa che è imperativo reagire all’attuale temperie di approssimazione, fumisteria e populismo. Che è necessario impegnarsi per pulire il linguaggio, per fare uso corretto dei concetti fondamentali, per comunicare insegnando e imparando, giorno dopo giorno.
Con il cuore e la testa ai Minima moralia di Theodor Adorno, Gianfranco Pasquino impartisce sei nitide, ironiche, affilate lezioni sui nodi cruciali della politica contemporanea: i meccanismi elettorali, gli speculari spettri di governabilità e rappresentanza, il ruolo e i compiti delle istituzioni nella complessa architettura della democrazia, lo spauracchio degli eurocrati e il mito del sovranismo.
Ripercorrendo la nostra complicata storia nazionale, ma attingendo dove serve anche agli esempi europei e internazionali, Minima politica racchiude e sprigiona il minimo di conoscenze che i cittadini devono acquisire per capire gli accadimenti politici e partecipare ogni giorno alla vita di questo confuso e malgovernato Paese.
INVITO Minima Politica. Sei lezioni di democrazia #12febbraio #Bologna @UtetLibri
Mercoledì 12 febbraio 2020 ore 18 La Feltrinelli Libreria Piazza ravegnana - Bologna
Gianfranco Pasquino presenta Minima politica (Utet). Con il cuore e la testa ai Minima moralia di Theodor Adorno, Gianfranco Pasquino impartisce sei nitide lezioni sui nodi cruciali della politica contemporanea: i meccanismi elettorali, gli speculari spettri di governabilità e rappresentanza, il ruolo e i compiti delle istituzioni nella complessa architettura della democrazia.
INVITO Minima Politica Sei lezioni di democrazia #Brescia #3febbraio @UtetLibri
Lunedì 3 febbraio 2020 ore 18 Nuova Libreria Rinascita Via della Posta, 7 – Brescia
In tempi di politica minima occorre ripartire dalle basi per ricostruire una conoscenza minima della politica
Presentazione del volume di
Gianfranco PasquinoMinima Politica
Sei lezioni sulla democrazia
(UTET 2020)Dialoga con l’Autore
Gianni Sciola









