

Intervista raccolta da Marianna Rizzini
Confondere Hamas e Palestina, e antisionismo e antisemitismo. Il professore emerito di Scienza Politica invita la sinistra, a “riflettere sulla necessità di ribadire il diritto di Israele a esistere. Solo dopo ci si può permettere di criticarne il governo”. La confusione degli studenti e la manipolazione della realtà.
Le immagini e le parole che arrivano dal teatro mediorientale ci interrogano profondamente. In particolare, interrogano profondamente chi, a sinistra, fino a oggi pensava di avere chiare nella mente le categorie di guerra, pace, oppressi e oppressori. Il fondamentalismo islamista che sparge terrore, l’ospedale di Gaza colpito tra opposte accuse, le manifestazioni e le trasmissioni in cui si fa confusione tra Hamas e popolo palestinese, l’attentatore di Bruxelles che, si scopre, era passato per Lampedusa: le circostanze chiamano oggi a un ragionamento più articolato del tifo politico. E le frasi di ieri (da “due popoli, due stati” a “Palestina libera”) non bastano più a contenere la complessità del presente, sia sul fronte del contenimento del conflitto sia sulla gestione dei flussi migratori.