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Dalla parte di Nancy Pelosi @SpeakerPelosi #USA2020
Sto dalla parte di Nancy Pelosi, e così spero anche voi. La speaker della Camera ha stracciato la copia cartacea del discorso del Presidente USA perché, nelle sue parole, Trump aveva stracciato la verità. Ben detto ben fatto. Il resto dovranno farlo le primarie dei Democratici scegliendo un candidato/a, ahiloro, in grado di rappresentare, oltre l’ampio arco delle minoranze di tutti i colori, anche una parte di quegli uomini bianchi, senza istruzione universitaria, che si sentono culturalmente minacciati. Non facile.
Prescrizione? Le priorità degli elettori sono altre. I consigli di Pasquino al M5S #intervista @formichenews
Intervista raccolta da Simona Sotgiu
Secondo il professore emerito di Scienza Politica in libreria in questi giorni con “Minima politica – Sei lezioni di democrazia” (Utet), Conte riuscirà a mettere ordine nel caos prescrizione, “è la cosa che gli riesce meglio”. Il governo non rischia, ma “questa brutta storia ricorda a tutti quanto difficile è governare”
“Conte medierà con successo, è la cosa che gli riesce meglio”. Gianfranco Pasquino non ha dubbi, il presidente del Consiglio riuscirà a pacificare gli animi infuocati dentro la maggioranza (e non solo) sul tema della prescrizione. Secondo il professore emerito di Scienza Politica intervistato da Formiche.net “l’Avvocato dell’Italia” Conte sarà capace di spegnere l’incendio sulla riforma Bonafede di cui, nel merito, si sa poco, malgrado il dibattito vada avanti da settimane. Inoltre, spiega Pasquino, sarà pur vero che quello della giustizia è un tema caldo per i 5 Stelle, ma è altrettanto vero che “altre sono le priorità degli elettori, a cominciare dai posti di lavoro e dai salari”.
Professore, sulla prescrizione è davvero in gioco il governo?
No, non è in gioco il governo, ma, certo, questa brutta storia ricorda a tutti quanto difficile è governare, soprattutto per chi, Movimento 5 Stelle, da un lato, si mette sopra la destra e la sinistra e si attesta su una rigida posizione ideologica, e chi, Italia Viva, cerca di misurare la sua forza facendo ricatti. Non è nell’interesse di nessuno fare cadere il governo. Magari qualche retroscenista scriverà che blah blah blah.
Sembra che ci sia un’estremizzazione delle posizioni. A cosa è dovuta?
Non so se si tratta di estremizzazione, ma, certo, i Cinque Stelle vogliono fare vedere che tengono fede al loro programma contro i poteri forti: magistrati e avvocati, invece di dimostrare che hanno imparato a cambiare a fronte di obiezioni sensate. Dovrebbero insistere che la riforma già c’è proprio come l’hanno voluta e formulata loro. Che comunque in pratica non comincerà a dare effetti prima di un paio d’anni. Che la si potrà cambiare, anzi, migliorare, mentre si mette mano alla più importante riforma del codice penale, e così via.
C’è il rischio che l’attenzione si sposti dal merito della riforma – e delle sue eventuali modifiche – a dinamiche di consenso?
Sul “merito” della riforma non sappiamo abbastanza. Quanti processi finiscono davvero in prescrizione sul totale dei processi? Quali sono realmente le cause della troppo lunga durata dei processi? Quali procure sono più efficienti e quali meno? E perché? Quanto al consenso faccio molta fatica a credere che ci saranno elettori che voteranno i Cinque Stelle perché hanno tenuto duro sulla prescrizione e che molti elettori li lasceranno perché hanno accettato modifiche ragionevoli. Non sono affatto prescritte le condizioni di fondo che hanno fatto precipitare il consenso elettorale delle Cinque Stelle. D’altronde, non sarà la sua critica in nome di Beccaria e della (straordinaria?) civiltà giuridica italiana, sulla quale un supplemento di riflessione parrebbe molto gradito, che farà lievitare il consenso del partitino di Renzi. Altre sono le priorità degli elettori, a cominciare dai posti di lavoro e dai salari.
Crede che Conte riuscirà a mediare tra le forze in campo?
Conte medierà con successo, è la cosa che gli riesce meglio. Si direbbe persino che gli piace dimostrare e poi spiegare che è in grado di tenere in piedi il governo grazie alle sue conoscenze giuridiche e alle doti di mediazione che ha affinato, naturalmente, perseguendo gli interessi degli italiani e di questo straordinario Paese, ricchissimo di potenzialità, che si chiama Italia. L’Avvocato dell’Italia.
Quanto pesa sulla maggioranza la crisi che stanno attraversando i 5 Stelle? La riforma Bonafede è uno dei cavalli di battaglia dei 5 Stelle, cedere potrebbe avere un impatto sul corpo elettorale…
Il declino dei Cinque Stelle non dipende da presunti cavalli di battaglia. Dipende dall’avere dato troppo potere a un cavallino chiamato Di Maio e dal non avere cavalli di razza (come, ad esempio, furono Fanfani e Moro). Debbono risolvere molti problemi di tipo politico, certo, ma anche organizzativo. Ne parleranno agli Stati Generali di metà marzo. Farebbero meglio ad arrivarci preparati, magari avendo fatto qualche lettura e ascoltato (e recuperato) alcuni dissenzienti invece di espellerli. Più in generale dirò che di motivi di insoddisfazione ce ne sono e ne rimarranno tanti in grado di spingere gli elettori a votare per le liste del movimento, magari composte da persone connesse ai loro concittadini. Poi, in campagna elettorale potranno rivendicare alcune riforme, come il reddito di cittadinanza per chiedere il rinnovo di almeno una parte dell’ingente consenso ottenuto il 4 marzo 2018. Il futuro se lo possono ancora costruire.
Quanto hanno pesato i risultati dell’Emilia-Romagna sul dialogo interno alla maggioranza su temi caldi come quello della riforma della prescrizione?
L’elezione più importante del secolo, quella dell’Emilia-Romagna, non pesa sulle Cinque Stelle che, pure, hanno fatto errori, derivanti soprattutto dalle incertezze di Di Maio, ma anche dalle divisioni delle Cinque Stelle regionali. Pesa, invece, molto sulla sregolatezza di Salvini. Pesa anche, positivamente, sul PD che ha avuto una boccata di ossigeno. Quanto ossigeno non so. So che Bonaccini ha vinto le elezioni a Presidente, non la candidatura a segretario prossimo-venturo del PD. Another office another time.
Pubblicato il 5 febbraio 2020 su Formiche.net
INVITO Minima Politica Sei lezioni di democrazia #Brescia #3febbraio @UtetLibri
Lunedì 3 febbraio 2020 ore 18 Nuova Libreria Rinascita Via della Posta, 7 – Brescia
In tempi di politica minima occorre ripartire dalle basi per ricostruire una conoscenza minima della politica
Presentazione del volume di
Gianfranco PasquinoMinima Politica
Sei lezioni sulla democrazia
(UTET 2020)Dialoga con l’Autore
Gianni Sciola
VIDEO Emilia-Romagna: a Setback for Salvini or a Comeback for the Left? Johns Hopkins University SAIS Europe
EMILIA-ROMAGNA:
A SETBACK FOR SALVINI OR A COMEBACK FOR THE LEFT?
SAIS Europe Faculty Members Discuss the Consequences
of the Regional Elections in Emilia-Romagna
Justin O. Frosini, Adjunct Professor of Constitutional Law
Erik Jones, Professor of European Studies and International Political Economy
Gianfranco Pasquino, Senior Adjunct Professor of European and Eurasian Studies
THURSDAY, 30 JANUARY 2020 – H. 18:30
Johns Hopkins University SAIS Europe – via B. Andreatta 3, Bologna
VIDEO Liliana Segre al Parlamento Europeo, discorso di apertura della commemorazione #GiornatadellaMemoria @Europarl_IT
L’omaggio del Parlamento europeo alle vittime dell’Olocausto
I deputati hanno tenuto una cerimonia per commemorare il 75esimo anniversario dalla liberazione del campo di concentramento nazista di Auschwitz
Il Parlamento europeo ha aperto la sessione plenaria di mercoledì 29 gennaio con una cerimonia solenne in memoria delle vittime dell’Olocausto.
All’apertura della cerimonia il Presidente del Parlamento David Sassoli ha detto:
“Oggi ci inchiniamo davanti a tutte le vittime della Shoah e vogliamo assumerci il nostro dovere di ricordare”Sassoli ha poi dichiarato “il nazismo e il razzismo non sono opinioni, ma sono crimini, e ogni volta che leggiamo sul giornale notizie di violenze e insulti, noi dobbiamo considerarli rivolti a ciascuno di noi. Sono attacchi all’Europa e ai valori che essa rappresenta”.Nel suo discorso, Liliana Segre – senatrice a vita italiana sopravvissuta ad Auschwitz – ha dichiarato “Vorrei non nascondere l’emozione profonda – di entrare in questo Parlamento europeo dopo aver visto all’ingresso le bandiere, le bandiere colorate di tanti stati affratellati nel Parlamento europeo, dove si parla, si discute, ci si guarda negli occhi. Non è stato sempre così.”
Segre ha riflettuto sul ritorno del razzismo e dell’antisemitismo: “La gente mi chiede, ma come mai ancora si parla di antisemitismo? Ma perché c’è sempre stato: l’antisemitismo e il razzismo sono insiti nell’animo dei poveri di spirito. E poi arrivano i momenti, i corsi e ricorsi storici. Tutti quelli che approfittano di questa situazione trovano il terreno adatto per farsi avanti”
Ha anche ricordato il difficile viaggio di ritorno dopo la liberazione: “La forza della vita è straordinaria, è questa che bisogna trasmettere ai giovani di oggi che sono mortificati dalla mancanza di lavoro”.
A chiudere le parole di Ursula von der Leyen, Presidente della Commissione europea: “L’Europa non rimarrà in silenzio. Combatteremo l’antisemitismo su tutti i fronti. Non permetteremo mai che l’Olocausto venga negato. Lotteremo con tutte le nostre forze contro la discriminazione, il razzismo e l’esclusione”.
In seguito ai discorsi, i deputati hanno osservato un minuto di silenzio. Era presente anche Anita Lasker-Wallfisch, membro sopravvissuto dell’orchestra delle donne ad Auschwitz.
La Giornata internazionale della memoria per le vittime dell’Olocausto si celebra il 27 gennaio per ricordare l’anniversario della liberazione del campo di concentramento di Auschwitz nel 1945. Il termine Olocausto si riferisce allo sterminio di 6 milioni di ebrei, rom e altri gruppi perseguitati dai regimi nazisti e fascisti.
Dal sito del Parlamento Europeo
Emilia-Romagna: a Setback for Salvini or a Comeback for the Left? #30january #Bologna Johns Hopkins University SAIS Europe
THURSDAY, 30 JANUARY 2020 – H. 18:30
Johns Hopkins University SAIS Europe – via B. Andreatta 3, Bologna
EMILIA-ROMAGNA:
A SETBACK FOR SALVINI OR A COMEBACK FOR THE LEFT?
SAIS Europe Faculty Members Discuss the Consequences
of the Regional Elections in Emilia-Romagna
Justin O. Frosini, Adjunct Professor of Constitutional Law
Erik Jones, Professor of European Studies and International Political Economy
Gianfranco Pasquino, Senior Adjunct Professor of European and Eurasian Studies
Fico o Di Maio, chi comanda davvero? #intervista @CittadiSalerno
Intervista raccolta da Gaetano de Stefano
l politologo Pasquino: in Campania accordo trasparente con i Cinque Stelle, a livello nazionale il vero sconfitto è Salvini
NAPOLI – «Vincenzo De Luca dovrebbe essere ricandidato, in quanto sono dell’idea che tutti i governatori uscenti debbano richiedere la fiducia agli elettori. Ho l’impressione, peraltro, che De Luca sia anche un buon governante, magari qualche volta un po’ troppo scostante, soprattutto nel suo lessico». Il politologo e accademico Gianfranco Pasquino commenta il risultato elettorale dopo il voto in Emilia Romagna e Calabria. E dà il via libera alla ricandidatura del presidente della Regione Campania, magari anche attraverso un’alleanza del Partito democratico con il Movimento 5 Stelle.
Ritiene possibile in Campania un’asse Pd-5 Stelle?
Dipende da De Luca , se sarà lui il candidato, e dal Movimento 5 Stelle. Mi chiedo, però, chi sia il capo dei 5 Stelle in Campania: Di Maio o Fico? Ritengo che per trovare un accordo debbano innanzitutto trovarsi, discutere. Io preferirei che lo facessero in maniera trasparente, dicendo quali sono i vantaggi per gli uni e per gli altri. E, soprattutto, quali sono i vantaggi per gli elettori, cosa promettono di buono.
Che lettura si può dare del voto in Emilia Romagna e in Calabria?
In Calabria il centrodestra ha vinto in maniera abbastanza significativa, il Pd ha dimostrato di sapersi riprendere un po’, ma non basta e deve trovare degli altri alleati. Mentre il Movimento 5 Stelle è oramai in disfacimento. Prima se ne rendono conto meglio sarà per loro.
E in Emilia Romagna? Un dato è sicuro, perché sento che adesso tutti s’attorcigliano: Salvini ha perso. Ha perso lui, perché si era messo in gioco in prima persona, ha perso la Lega, che ha avuto 2 punti e mezzo in meno rispetto alle ultime elezioni europee, ha perso la candidata imposta da Salvini, che era comunque inadeguata. Il leader della Lega, dunque, ha perso almeno 3 volte. E di questo bisogna tenerne conto, perché è la prima vera sconfitta elettorale di Salvini. Il Pd ha tenuto molto bene rispetto alle aspettative che Zingaretti aveva cercato di tenere molto basse. Invece ha vinto molto bene Bonaccini, utilizzando quello che doveva fare, cioè il fatto che fosse presidente della Regione uscente e che avesse governato bene.
Come spiega la debacle dei 5 Stelle?
Il M5S ha avuto una difficilissima transizione da movimento d’opposizione, che poteva permettersi di dire ciò che voleva, a movimento di governo, che deve tenere conto delle compatibilità che sono sociali, ambientali e anche europee. Semplicemente non sapeva governare, non ha una classe dirigente. Il suo capo politico era inadeguato, Luigi Di Maio era un problema. Hanno rimandato troppo a lungo la decisione di sostituirlo o, comunque, di trovare un’altra modalità di leadership. In più in Emilia Romagna i 5 Stelle hanno a lungo discusso se presentarsi o meno. E hanno scelto un candidato presidente non particolarmente noto o attraente. C’è una parte di struttura, che è quella che riguarda l’inadeguatezza del movimento a governare, e una parte di congiuntura, che fa riferimento alle scelte effettuate all’ultimo momento abbastanza malamente.
Anche Forza Italia non ha raccolto molti consensi…
Forza Italia paga lo scotto di avere un leader vecchio, un uomo stanco e ripetitivo, che non è più in grado di fare le campagne elettorali tambureggianti che faceva in passato. Forza Italia è stata largamente divorata da Salvini e a questo punto ha un problema di sopravvivenza.
I dati elettorali di Emilia Romagna e Calabria possono essere trasposti a livello nazionale?
Suggerisco di non trasporre nulla, perché gli elettori italiani sanno bene cosa votano. In questa tornata elettorale hanno votato per la presidenza della regione. Dopodiché se si fa un’offerta nazionale e si spiega che tipo di governo, che tipo di priorità, che tipo di persone, probabilmente si orientano a secondo del tipo di offerta che viene loro fatta. Trarre insegnamenti nazionali da 2 regioni peraltro così distanti tra di loro mi pare un’operazione azzardata.
Pubblicato il 28 gennaio 2020 su la Città di Salerno
Linguaggio e politica, il dovere di reagire al populismo d’accatto #MinimaPolitica @UtetLibri @corrierefirenze
Oggi alle i8 alla Feltrinelli in via dei Cerretani a Firenze sarà presentato il libro di Gianfranco Pasquino «Minima Politica. Sei lezioni di democrazia» (Utet) con l’autore e il direttore del Corriere Fiorentino Paolo Ermini. Pubblichiamo un brano della presentazione. (…) Lewis Carroll, creatore di Alice e degli altri celebri personaggi del Paese delle meraviglie, e persino George Orwell con il suo 1984 sono stati fin troppo ottimisti. Entrambi hanno pensato e scritto che i manipolatori delle parole sarebbero stati i detentori del potere politico che, secondo Orwell, avrebbero imposto la neolingua. Invece, no, meglio: non solo. La neolingua e le fake news sembrano il prodotto del potere politico che ne approfitta, ma sono, forse ancora di più, la conseguenza di una ignoranza diffusa e persino compiaciuta che, qualche volta, non è neppure consapevole di sbagliare, di confondere, di manipolare. Quando, poi, l’ignoranza non riguarda soltanto gli uomini e le donne in politica, ma avvolge i comunicatori a tutti i livelli — carta stampata, radio e televisione, social network, docenti delle scuole di ogni ordine e grado —, la situazione diventa, probabilmente è già diventata, drammatica. Non potrà essere l’opinione pubblica a fare da baluardo contro l’onda altissima del fake in tutte le salse. Anzi, è ipotizzabile che l’opinione pubblica già quasi non esista più. Si è frammentata in una pluralità di modi, di sedi, di luoghi d’ascolto e di reazione. Molta parte di quell’opinione pubblica alle cui virtù in democrazia si affida l’assegnazione, la distribuzione, la valutazione e, infine, la circolazione del potere politico, sembra assistere attonita, ma spesse volte in modo fazioso, alle varietà di fenomeni fake, diventata incapace di reagire e di svolgere i propri compiti. Chi crede nella democrazia sa che è imperativo reagire alla tendenza confusionale, manipolatoria, populista d’accatto. Che è necessario impegnarsi, non soltanto nel proprio campo, per pulire il linguaggio, per fare uso corretto dei concetti, per comunicare insegnando e imparando, giorno dopo giorno. Con modi e stili certamente diversi è stata questa la lezione (naturalmente, tutt’altro che l’unica) che mi è stata trasmessa dai miei due maestri, Norberto Bobbio e Giovanni Sartori, i quali mi hanno insegnato come si deve fare analisi politica nella maniera più corretta possibile. Doverosamente riconoscente, ne ho scritto in una serie di articoli in cui ho approfondito la varietà dei temi da loro brillantemente studiati e che permangono di sicuro interesse e di grande rilevanza (Bobbio e Sartori. Capire e cambiare la politica, Egea-Bocconi, Milano 2019). Non avrei neppure bisogno di chiedermi/vi in maniera più o meno retorica quanto rimane degli scritti, delle analisi, dei contributi di Bobbio e di Sartori, se non fosse che la memoria degli italiani è molto corta e la loro cultura politica, mai molto elevata e sempre poco diffusa, ha subito una pericolosa regressione tuttora in corso. Cedo subito alla tentazione di aggiungere che, logicamente, il governo che abbiamo e, in fondo, anche quelli che abbiamo avuto nell’ultimo quarto di secolo sono al tempo stesso il prodotto della (in)cultura politica dominante, ma anche, a loro volta, responsabili della (in)cultura esistente. Non sarà certamente questo piccolo libro a capovolgere la tendenza. Tuttavia, mi corre l’obbligo civile e scientifico di provarci continuando a fare della scienza politica proprio attraverso la riflessione sui termini che sono usati, abusati, stiracchiati, sciupati e sui concetti che sono conosciuti poco e male (…).
Pubblicato il 29 gennaio 2020 sul Corriere Fiorentino











