Home » Uncategorized » Sistema delle spoglie: chi vince si sceglie i collaboratori di vertice

Sistema delle spoglie: chi vince si sceglie i collaboratori di vertice

Spoils system è la modalità, sicuramente democratica, quindi non, come scritto da chi non ne sa nulla, a cominciare dalla storia, un saccheggio, per attribuire a chi ha vinto le elezioni e dato vita a un governo la facoltà di nominare un certo numero di persone ai vertici e non solo della burocrazia locale, nazionale, federale. Le esigenze da soddisfare con le “spoglie”, vale a dire, posti/cariche sono principalmente due: prima, la selezione di collaboratori affidabili, ovviamente preferibili a coloro che hanno prestato la loro opera al servizio di precedenti governi, magari anche molto differenti per estrazione e provenienza; seconda, la quasi certezza che il rapporto fra i governanti e i burocrati potrà essere più facilmente e meglio valutato dagli elettori. Infatti, se le politiche dei governi falliscono, la responsabilità non sarà confusamente palleggiata fra i politici e i burocrati. I governanti che hanno nominato burocrati incapaci e/o formulato politiche sbagliate, saranno da considerarsi pienamente responsabili dei fallimenti. Ne consegue che non soltanto non sarà sufficiente rimuovere i burocrati sui quali i politici tenteranno di scaricare le colpe, ma dovranno andarsene anche i governanti.

   Il sistema delle spoglie posto in essere e utilizzato da oramai più di due secoli negli USA, ma anche in altri sistemi politici, ha dato risultati di volta in volta positivi o negativi a seconda delle capacità di nomina dei politici, che, peraltro, possono anche procedere a sostituire e rimpiazzare i burocrati in corso d’opera, dopo averli messi alla prova. Dunque, almeno nella fase nascente è sbagliato criticare il governo Meloni per l’applicazione del sistema delle spoglie anche nei ministeri italiani. Altrettanto sbagliato lodare il suo governo prima che si vedano i frutti del sistema che ha selezionato e promosso nuovi alti burocrati. Un conto, pertanto, è la legittimità, innegabile, dell’applicazione del sistema. Un conto diverso è la valutazione preventiva dei selezionati. Il conto definitivo lo si vedrà dal successo delle politiche promosse e attuate. 

A tutela di una selezione non scriteriata, non particolaristica, non clientelare stanno, comunque, i requisiti di studio e di pratica richiesti dalla legge per le cariche di vertice. Le opposizioni hanno il diritto e il dovere di criticare titoli inadeguati e la loro eventuale assenza. A meno che fra i partiti della coalizione di governo viga l’omertà, per ciascuno di loro sarà importante che gli altri reclutino non con riferimento alla fedeltà partitica, ma alla competenza professionale. Per i cittadini conteranno le conseguenze non solo di politiche mal formulate, ma di esecutori incompetenti di quelle politiche. I più attenti e meglio informati di quei cittadini faranno valere il loro giudizio con il voto. Il sistema delle spoglie non è perfetto, ma, per lo più, le alternative presentano difetti maggiori. Dunque, si potrebbe concludere all’inglese che la prova del budino (la qualità delle nomine) sta nel mangiarlo (nel metterle al lavoro). Avanti.

Pubblicato AGL il 14 gennaio 2023


Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: