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Buona politica ripartiamo dal vocabolario “Parole della politica” #recensione di Stefano Folli @repubblica #1giugno

Gianfranco Pasquino Parole della politica il Mulino pagg. 230 euro 17

Gianfranco Pasquino è  un noto politologo, professore emerito all’Università di  Bologna, socio dell’Accademia dei Lincei, saggista, coautore con Bobbio e Matteucci della prima edizione del Dizionario di politica nel 1976. Ma Pasquino non è rimasto chiuso nella fatidica torre distaccata dal popolo: si è rimboccato le maniche e ha partecipato alla vita politica. Ha vissuto intensamente gli anni dell’Ulivo di Romano Prodi, che ancora rimpiange. Parole della politica, il titolo della sua ultima opera, è in realtà la riedizione, rivista, rifusa e allargata, del volume edito nel 2000. Ma è come se si trattasse di un saggio nuovo di zecca, tanto l’Italia è cambiata in un quarto di secolo. E con lei è cambiato (in peggio) il modo di far politica, la comunicazione tra il “palazzo” e gli elettori, la diffidenza di questi ultimi verso i politici di tutti gli schieramenti, la fortuna di un termine che ha voluto essere la sintesi di fenomeni diversi, talvolta più complessi della loro definizione: anti-politica. La conclusione del libro è al tempo stesso l’espressione della nostalgia verso una stagione migliore per la sinistra italiana e un rimprovero sottinteso — ma non troppo — verso la realtà di oggi. Pasquino considera grave il venir meno di un’identità politica riconoscibile, come pure di un ideale calato in un programma riformatore. L’Ulivo, scrive, sapeva quel voleva: «primo, una precisa definizione del perimetro della coalizione; secondo, un esplicito impegno per la costruzione di una democrazia maggioritaria e bipolare; terzo, il ricorso alle primarie per la designazione dei candidati alle cariche elettive a tutti i livelli. (…) Forse bisognerebbe aggiungervi l’elaborazione di una cultura progressista. Quel che è certo è che nessuno oggi vi sta lavorando e che il “campo largo” non è neppure minimamente il tentativo di riprendere l’esperienza e rilanciare le promesse dell’Ulivo». Il libro è un viaggio nel vocabolario della politica, aldilà del velo del politichese che spesso ne maschera o ne stravolge il senso profondo. Gli intenti manipolatori della cattiva politica verso l’opinione pubblica non si scoprono oggi. Pasquino fa opera meritoria di pedagogia, imparziale ma non neutrale. L’obiettivo palese è contribuire a riavvicinare il cittadino alle istituzioni. Non è ambizione da poco.

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