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Io, il popolo. Come il populismo trasforma la democrazia di #Urbinati #23gennaio #Bologna @nadiau87 @edizionimulino
Giovedì 23 gennaio 2020 alle ore 18 Libreria La Feltrinelli di Piazza Ravegnana 1
presentazione del volume
Nadia Urbinati
Io, il popolo. Come il populismo trasforma la democrazia
dialogano insieme all’autrice
Paul Blokker
Gianfranco Pasquino
Che tipo di democrazia è la democrazia populista? Da non confondersi con i regimi dittatoriali e autoritari, il populismo – nella prospettiva dell’autrice – va considerato una variante del governo rappresentativo, basata sul rapporto diretto tra un leader e il “suo popolo”, rivendicato come “vero” contro l’establishment. Il rischio democratico non risiede allora nella domanda di espansione della democrazia, o nell’enfasi posta sul richiamo al popolo, ma nella selettività con cui il leader individua il suo popolo, facendone un’arma di parte da brandire contro l’altro. Il popolo dei populisti di fatto rifugge dall’inclusività e dalla generalità del popolo sovrano. Un contributo illuminante alla comprensione di un atteggiamento e di una prassi politica segnati da un crescente successo.
VIDEO “La democrazia come ideale e come fatto”
Riprese audio e video a cura di Radio Radicale Roma, 8 gennaio 2020 Sala Conferenze del Partito Democratico
Sono intervenuti nell’ordine:
Gianfranco Pasquino, professore emerito di Scienza Politica all’Università degli Studi di Bologna, Accademia dei Lincei
Gianni Cuperlo, membro della Direzione Nazionale, Partito Democratico
Claudia Mancina, professoressa associata di Etica alla Sapienza Università di Roma
Giacomo Marramao, professore emerito di Filosofia politica e Filosofia teoretica dell’Università degli Studi Roma Tre
Dario Franceschini, ministro dei Beni, delle Attività Culturali e del Turismo, Partito Democratico
Tra gli argomenti discussi: Crisi, Democrazia, Economia, Globalizzazione, Liberalismo, Mercato, Politica, Società.
La registrazione video di questo convegno ha una durata di 1 ora e 32 minuti.
Tavola rotonda a partire da ParadoXa 3-2019
Democrazie Fake
a cura di Gianfranco PasquinoLa democrazia come ideale e come fatto
La democrazia come ideale e come fatto #TavolaRotonda #Roma #8gennaio
8 gennaio 2020, ore 17 Sala del Nazareno via Sant'Andrea delle Fratte 16 Roma
a partire da ParadoXa 3-2019
Democrazie Fake
a cura di Gianfranco PasquinoTavola rotonda
La democrazia come ideale e come fatto
Gianni Cuperlo
Dario Franceschini
Claudia Mancina
Giacomo Marramao
Gianfranco Pasquino
Come dare rappresentanza democratica a una società “dissociata”?
Lo disse bene Aristotele: l’uomo è un animale politico, ovvero, le persone agiscono in un sistema che è fatto di una (semi)sfera politica e una (semi)sfera sociale che interagiscono, s’incontrano e si scontrano, s’influenzano reciprocamente. In alcuni paesi, dalla Spagna alla Gran Bretagna e, naturalmente, l’Italia, è diventato più difficile rappresentare e governare poiché le società si sono diversificate e hanno scomposto i grandi partiti. Il problema è come, quando, chi riuscirà a effettuare sintesi virtuose?
INVITO Cittadinanza, sovranità e diritti nell’Europa contemporanea #3dicembre #Modena @Istitutostorico
martedì 3 dicembre 2019 ore 15 - 18 Aula magna Scuole Marconi Largo Pucci 45/a - Modena
Cittadinanza, sovranità popolare e democrazia
Gianfranco Pasquino
Il corso, organizzato da Istituto storico di Modena in collaborazione con Memo (Multicentro Educativo Modena) Comune di Modena, Centro Europe Direct di Modena e Centro Documentazione e Ricerche sull’Unione Europea (Unimore), si propone di rispondere alle esigenze formative dei docenti in merito sia alla materia Costituzione e Cittadinanza, che già a partire dallo scorso anno scolastico è stata inserita tra le materie su cui verte il colloquio orale dell’Esame di Stato, sia al nuovo insegnamento di Educazione civica.
Il corso si rivolge ai docenti delle scuole di ogni ordine e grado e ha come finalità quella di promuovere la conoscenza della Costituzione italiana e delle ragioni storiche profonde che l’hanno generata, con particolare attenzione al tema della tutela della dignità della persona e dei diritti.
Si cercherà anche di affrontare il tema dell’evoluzione dei diritti in rapporto al processo di integrazione europea e di riflettere sui nuovi diritti legati alle dinamiche storico-sociali in atto nello scenario mondiale attuale.
Il concetto di cittadinanza verrà poi trattato in un’ottica ampia, di respiro europeo ed internazionale per cogliere i nessi tra il paradigma universale dei diritti umani e l’esercizio di una cittadinanza attiva e responsabile per la costruzione di democrazie partecipative e inclusive nella sfida complessa posta dai processi di multiculturalizzazione nelle società contemporanee e dai rinascenti nazionalismi.
Conoscere i classici e fare uso del loro pensiero per fare analisi politica di valore
Non si può fare nessuna analisi politica che abbia valore senza conoscere i classici e fare uso del loro pensiero. Chi vuole rafforzare la democrazia come ideale e migliorare le democrazie realmente esistenti deve conoscere la teoria democratica e le modalità con le quali è applicata in molti contesti specifici. Chi conosce una sola democrazia non conosce adeguatamente neppure quella. Ci vuole buona comparazione.
L’antiparlamentarismo ha eroso la democrazia parlamentare. I ventilati correttivi potrebbero anche peggiorare la situazione #tagliodeiparlamentari
In Italia, l’antiparlamentarismo ha una storia lunga e ingloriosa. La drastica riduzione del numero dei parlamentari è il più recente, non ultimo, episodio di questa storia. Lentamente, gradualmente, attraverso riviste, quelle di Prezzolini, editoriali, quelli di Montanelli , libri, La casta di Stella e Rizzo, balorde riforme, prima Renzi, poi, con più successo, Di Maio et al. l’antiparlamentarismo ha eroso la democrazia parlamentare. I ventilati correttivi potrebbero anche peggiorare la situazione.
La nuova alleanza di governo @RadioRadicale Intervista a Gianfranco Pasquino
Intervista realizzata da Roberta Jannuzzi, registrata mercoledì 4 settembre 2019 alle ore 11:21.
Con Gianfranco Pasquino, professore emerito di scienza politica, parliamo dell’alleanza tra M5S, Pd e Leu che potrebbe portare, nelle prossime ore, a un nuovo governo.
ASCOLTA
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Cosa significa “parlamentarizzare” la crisi
Il presidente del Consiglio Conte parli in Aula, accetti il dibattito, svolga la replica e poi si proceda alla votazione. Questi non sono stanchi rituali della Prima Repubblica
Ottimo il proposito manifestato dal Presidente del Consiglio Conte di parlamentarizzare la crisi. La situazione dei rapporti fra i due alleati che fanno parte del suo governo appare non solo conflittuale, ma contraddittoria e confusa.
Le prospettive sembrano ugualmente avvolte in incertezze e calcoli oscuri. Il governo Conte nacque, non perché “eletto dal popolo”, ma ottenendo la fiducia del Parlamento, come avviene, con modalità leggermente diverse, in tutte le democrazie parlamentari (anche quando il capo dello Stato è un monarca). Al Parlamento il governo deve rispondere dei suoi comportamenti: del fatto, del non fatto, del fatto male.
Quel Parlamento ha il potere di porre termine all’esistenza del governo, ma anche di trasformarlo attraverso rimpasti e persino semi-ribaltoni. Si fa così dalla Germania alla Spagna fino alla madre di tutte le democrazie parlamentari: la Gran Bretagna. É legittimo e nient’affatto scandaloso che i parlamentari tengano al loro seggio (non poltrona) e difendano i loro posti di lavoro proprio come il Ministro Salvini ei sottosegretari leghisti dimostrano di tenere alla loro carica. Infatti, nonostante la sfiducia da loro espressa nel governo di cui fanno parte, non l’hanno ancora abbandonata.
La parlamentarizzazione di una crisi di governo non si può esaurire nel pure importante e forse decisivo discorso del capo del governo. Conte dovrà ovviamente spiegare ai parlamentari che cosa è successo e quali sono le sue valutazioni, ma la parlamentarizzazione vuole qualcosa di più. Se, terminato il suo discorso, Conte subito salirà al Quirinale per rimettere il suo mandato nelle mani del Presidente Mattarella parleremo al massimo di parlamentarizzazione interrupta.
Invece, Conte dovrebbe sentire l’obbligo istituzionale e politico di aprire il confronto con i partiti rappresentati in parlamento, sollecitarne consenso e dissenso, chiederne le spiegazioni, procedere a una replica, al limite, volere dai parlamentari anche un voto esplicito sul suo operato. Non dovrebbe sfuggire/rifuggire dal voto pensando che, se sconfitto, metterebbe a repentaglio un possibile re-incarico. Comunque, con una diversa maggioranza potrebbe senza nessun ostacolo istituzionale riprendere a fare il Presidente del Consiglio.
Tutti questi: discorso, dibattito, replica, voto in parlamento, persino il re-incarico, non sono stanchi rituali della Prima Repubblica, nella quale, incidentalmente, nessuna crisi di governo fu mai parlamentarizzata con i canoni che ho appena delineato. Questi passi corrispondono a qualcosa di molto importante per il Parlamento e per la politica. Governanti e rappresentanti, ministri e parlamentari si assumono visibilmente di fronte all’elettorato il massimo di responsabilità: decidere della funzionalità e della vita di un governo e della formazione di un altro governo.
Il dibattito serve a fare sì che gli elettori acquisiscano un’alta quantità di informazioni rilevanti, si formino un’opinione, giungano a valutazioni adeguate che saranno loro utili nel caso di eventuali nuove elezioni. Certo, nessuno deve avere paura delle elezioni, ma nessuno può pensare che la democrazia, né quella parlamentare né le altre fattispecie, si esaurisca nel voto. Votare è un passaggio importante (meglio quando esiste una legge elettorale non indecente), ma la democrazia è anche informazione e assunzione di responsabilità.
Non mi resta che augurarmi che la concezione di “parlamentarizzazione della crisi” del Presidente del Consiglio sia ricca e articolata e ricomprenda un dibattito chiarificatore. Avrà effetti positivi per la soluzione della probabile crisi, per la formazione su limpide basi del prossimo governo e, comunque, anche per eventuali lezioni anticipate.
Pubblicato il 19 agosto 2019 su huffingtonpost.it







