Home » Uncategorized » Legge elettorale delle mie brame chi è il più plagiatore del reame?

Legge elettorale delle mie brame chi è il più plagiatore del reame?

Cari Gazebos, leggo con grande interesse il disegno di legge di riforma elettorale presentato il 30 maggio 2013 dall’on. Nicoletti et al. e mi sento ringiovanito e confortato. I proponenti addirittura motivano la loro proposta ricorrendo al titolo del mio libro Restituire lo scettro al principe (sottotitolo: Proposte di riforma istituzionale) pubblicato da Laterza nel 1985 e nel dicembre dello stesso anno presentato a Torino da Norberto Bobbio e Pietro Ingrao. Nel frattempo, anche l’ex-Presidente della Camera Luciano Violante ha prodotto qualcosa di molto simile che, però, ha inquietato Angelo Panebianco, suo collega nella Commissione degli Esperti,  che si è dichiarato “contrarissimo”. Qui, a me preme soltanto, dopo commossi ringraziamenti, per qualsiasi mancata citazione, ripercorrere a beneficio di color che non sanno la breve, ma, credo, interessante storia di quel doppio turno di coalizione.

Non l’abbiamo chiamata cos’, ma è la proposta che in qualità di Senatore della Sinistra Indipendente presentai insieme al collega Eliseo Milani in sede di Commissione Bicamerale per le Riforme Istituzionali (nota, dal nome del suo Presidente il deputato liberale Aldo Bozzi, come Commissione Bozzi) il 4 luglio 1984. Alla fine del mio intervento, il deputato e capogruppo della Sinistra Indipendente della Camera, Stefano Rodotà (che sarebbe poi diventato Presidente del Comitato per il No ai referendum elettorali del 1993), si alzò precipitosamente e corse a Botteghe Oscure dal neo-segretario del Partito Comunista Alessandro Natta denunciando che qualcuno attentava alla proporzionale. Incidentalmente, poche riunioni dopo, seduto in Commissione nel banco dietro di me, Natta mi disse. “sono un proporzionalista, ma tu vai pure avanti” .

La mia proposta la si può trovare negli Atti di quella seduta e, nella Relazione di minoranza firmata da me e da Milani. Diede anche luogo a un intenso dibattito sulle pagine de “l’Unità” e di “Rinascita”, quando i comunisti leggevano, discutevano, si confrontavano, sapevano di che cosa parlavano. Ne pubblicai un articolo più ampio sulla rivista “il Mulino”, luglio-agosto 1984. Il solo meccanismo di traduzione dei voti in seggi (a questo serve un sistema elettorale, magari dando il massimo di potere al popolo che è “sovrano”), lo si può trovare adesso in www.rivistailmulino.it Infine, argomentai tutto, tenendo conto del sistema politico nel quale si deve collocare una legge elettorale, nel capitolo 2 “Un sistema elettorale per rappresentare e decidere”  del libro Restituire lo scettro al principe. Sto rivendicando una inutile paternità? Anche, ma sto soprattutto sottolineando che chi formula proposte di riforma elettorale e istituzionale dovrebbe farlo in maniera informata e non soltanto con riferimento a ritagli di giornale.  Un po’di plagio al giorno non leverà affatto il Porcellum di torno.


Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: