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Roma, conflitto di interessi e porte girevoli

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No, l’assessore all’Ambiente della giunta Cinquestelle di Roma, Paola Muraro, non si trova in una situazione di conflitto di interessi, ma ha un altro problema etico-politico, da discutere e da risolvere. Nella sua essenza si ha conflitto di interessi quando il detentore di una carica pubblica è in grado con le sue decisioni di avvantaggiare i suoi interessi privati. Quanto più importante è la carica pubblica, per intenderci, ministri e capi di governo e quanti più cospicui sono gli interessi dei governanti tanto più grave e meritevole di regolamentazione esplicita, precisa e severa è il conflitto. La recente storia politica italiana offre non pochi brutti esempi di conflitti e di inadeguate regolamentazioni. Senza entrare nei particolari, qualche volta difficilissimi da accertare e da disciplinare, la soluzione è che il detentore di quella carica si liberi dei suoi interessi, anche affidandone la gestione a un fondo cieco nel quale lui non abbia la possibilità di vedere quali interessi rimangono e come sono gestiti.

Del tutto diversa è la fattispecie nella quale chi assume una carica pubblica abbia svolto un’intensa attività imprenditoriale o di consulenza nel settore del quale è chiamato/a ad occuparsi. Più spesso che no, in special modo, ma non esclusivamente, negli USA, però, il passaggio avviene da una carica pubblica, di rappresentanza e/o di governo, ad un’attività nel privato, ad esempio, nei grandi studi legali, nei quali l’ex-rappresentante o l’ex-governante portano il loro, talvolta prestigioso, nome, le conoscenze acquisite e le reti di relazioni consolidate con grande vantaggio per lo studio stesso e i suoi soci. Questo fenomeno non è assimilabile al conflitto di interessi. Viene definito revolving doors (porte girevoli): il rappresentante/governante esce dalle sue cariche pubbliche ed entra in (lucrose) attività private, ma, qualche volta, può “uscire”, temporaneamente, dalle sue attività private per entrare a vele spiegate in una carica pubblica che avrà a che fare con attività private del tipo da lui praticato.

A causa dell’importanza e della frequenza dei casi, negli USA sono previsti molti divieti di passaggio soprattutto dalle cariche pubbliche ad alcune attività private. Spesso, il divieto, per così dire, di base è dato dall’imposizione di un periodo di raffreddamento: nessuna di quelle attività private potrà essere svolta prima che siano trascorsi un certo numero di anni, almeno due, ma spesso di più, dalla fuoriuscita dalla carica pubblica.

Il caso dell’assessore di Roma Paola Muraro non è conflitto di interessi, ma è, per l’appunto, un esempio di “porte girevoli”. Avendo svolto consulenze, non importa quanto lucrose, per l’AMA (Azienda Municipalizzata dell’Ambiente) per un certo numero di anni, sicuramente l’assessore porta con sé competenze e conoscenze specifiche. Può legittimamente sostenere che proprio quelle competenze la rendono eminentemente qualificata a tentare di regolamentare nel migliore dei modi quell’azienda. Andrà giudicata con riferimento al suo operato. Bisognerà attenderla anche quando lascerà quella carica pubblica e sceglierà di tornare all’attività privata. Se tornasse a fare consulenze per l’AMA certamente ci sarebbero problemi, quantomeno di improprietà, se non di più, qualora traesse vantaggio da regole da lei stessa scritte e fatte approvare dal sindaco e dalla maggioranza del consiglio comunale di Roma.

In questo specifico caso è evidente che un periodo di raffreddamento, ovviamente argomentato e disciplinato in maniera tale da coprire tutte le fattispecie immaginabili (ad esempio, anche quelle dei giudici costituzionali che spesso si posizionano per ottenere altre cariche al termine del loro mandato di nove anni), diventa non soltanto opportuno, ma imperativo. Non confondere “conflitto di interessi” con “porte girevoli” è cruciale per approntare le misure, molto differenti, più adeguate affinché la res publica sia amministrata in piena trasparenza e nell’interesse non dei detentori delle cariche pubbliche e private, ma dei cittadini.

Pubblicato 8 agosto 2016


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