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“Uno vale uno”. Una data vale l’altra? Storie di Giuristi e Presidenti del Consiglio

Nel primo pomeriggio di una tranquilla domenica di settembre (il 9), mi è giunta la notizia che il Presidente del Consiglio prof. Giuseppe Conte aveva celebrato l’8 settembre 1943 come la data d’inizio del miracolo economico italiano. Per altri, più tragicamente, ma molto discutibilmente, sarebbe la data di morte della patria. Insofferente all’ignoranza e con l’insopprimibile tendenza a sottolineare gli errori e a ironizzare sugli erranti, ho fatto un tweet: “Conte non sa che cos’è successo l’8 settembre 1943? Primo, è un professore di diritto mica di storia. Secondo, rappresenta, anzi, rispecchia la maggioranza (e più) degli italiani”. Devo anche avere aggiunto, “non eletto”. Nello spazio di un giorno e mezzo ho ricevuto quasi 500 (cinquecento) notifiche (e continuano ad arrivare), la metà delle quali dimostrava chiaramente che il twittante: 1. Non aveva colto l’ironia; 2. Non aveva capito che (i) non giustificavo affatto, al contrario, l’ignoranza tanto palesemente manifestata dal professor Conte; (ii) sfruttavo l’occasione per sfottere i proff di diritto che continuano a pensare che la Costituzione possa essere letta e interpretata senza conoscere la storia (e la politica); (iii) criticavo indirettamente tutti quei politici, prevalentemente di destra, soprattutto berlusconiani, e commentatori che continuano a ripetere imperterriti e impuniti che l’Italia ha avuto molti governi “non eletti dal popolo”: Monti, Letta, Renzi, Gentiloni (l’ultimo eletto dal popolo, ma anche “unto da Dio” è stato quello di Berlusconi 2008, franato nel 2011). Per la precisione, nelle democrazie parlamentari nessun governo è eletto dal popolo –neppure “quasi” eletto, come ho sentito dire troppe volte da un parlamentare del PCI, oggi giudice costituzionale in quota Renzi. I governi italiani sono pienamente legittimi quando ottengono e mantengono “la fiducia delle Camere” (art. 94 della Costituzione). Naturalmente, è costituzionalmente legittimo anche il Presidente del Consiglio Conte, non “eletto” da nessuno, ma capo di un governo che ha ricevuto abbondante fiducia dal Parlamento italiano. Le notifiche continuano ad arrivare. Non risponderò più, tranne a qualche tweet di eccezionale originalità e interesse –che non sono quelli che ripetono “quindi, tutto bene, vero professore?” e non quelli che affermano con sicumera che chi sa cosa avrei/avremmo detto mai degli errori di Renzi. L’abbiamo detto e con il voto NO del 4 dicembre 2016 abbiamo fatto persino qualcosa di più.


1 commento

  1. Spirithorse ha detto:

    Spiegare le battute, l’ironia, o il sarcasmo è sempre imbarazzante. Continui ad essere beffardamente ironico: Twitter è stato fatto per quello. E chi non ci arriva non merita spiegoni, seppur interessanti

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