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Chi vuole migliorare la politica eviti gli eccessi

Ho sempre pensato che per chi entra in politica la linea distintiva “privato/pubblico” si appanna. Praticamente sparisce. Non è soltanto perché l’attività politica, in special modo in democrazia, deve essere trasparente e costantemente monitorata, a maggior ragione se l’uomo o la donna politica hanno molto potere e, di conseguenza godono anche di molti privilegi, ma anche perché chi fa politica, soprattutto ad alto livello, dovrebbe essere motivato politicamente e moralmente a influenzare gli altri. Se ha una idea di società, una visione di come trasformare le condizioni di lavoro e di vita, non può non proporsi di proiettare i suoi personali comportamenti come esemplari. Pertanto, quello che fa mira a segnalare il possibile, indicare il preferibile, evidenziare quanto di buono e utile può essere introdotto in situazioni spesso riprovevoli.

    Lui/lei politici hanno espresso le loro opinioni in materia durante le campagne elettorali, non soltanto per ottenere voti, ma per formulare proposte tanto più credibili poiché i loro comportamenti sono coerenti. Naturalmente, nessuno chiederà ai candidati ricchi di celare le loro ricchezze, magari di non ostentarle. D’altronde, quei candidati, peraltro, non tutti, da un lato, prenderanno come esempio da emulare la loro storia di successo, from rags to riches, dalla polvere alle stelle, da strillone all’angolo della strada a proprietario di un impero mediatico (sento acutamente l’antichità di questo percorso); dall’altro, prenderanno l’impegno solenne di creare le condizioni, le chiameranno opportunità, affinché tutti possano almeno provare, se così vogliono, a diventare più che benestanti.

   Candidati, dirigenti, politici di successo e (quasi tutti gli) elettori sono consapevoli che stanno partecipando ad una finzione, ma che, comunque, vale la pena pensare che chi è ricco sia disposto a sfruttare le sue risorse, le sue competenze, le sue esperienze anche a favore degli altri, e non solo. Infatti, migliorando la vita di molti quel politico accrescerà le sue chances di rimanere in politica, di essere rieletto, di ottenere cariche di rilievo dalle quali continuare a esercitare potere. Altri politici non sono partiti da condizioni favorevoli di reddito e di disponibilità di risorse. Si vanteranno di avercela fatta grazie alle loro capacità e annunceranno la loro volontà di agire a favore degli elettori, al servizio dei concittadini. Alcuni lo faranno con modi e toni populisti; altri con la pazienza dei riformisti. In entrambi i casi, tuttavia, le aspettative degli elettori e probabilmente anche dei compagni di partito è che quei politici non mireranno all’arricchimento personale e non esibiranno i loro successi neppure, eventualmente, in termini di denaro.

   Non riesco proprio a scrivere che non c’è nulla di male a trascorrere vacanze in hotel di lusso se un politico, che pure ha come programma fondamentale quello di sconfiggere la povertà, può permetterselo. Tuttavia, vedo gli eccessi e soprattutto colgo l’incoerenza. Est modus in rebus. Chi vuole migliorare la politica dovrebbe sapere che comportamenti sobri creano le premesse migliori e gli sono di probabile giovamento. Naturalmente, neppure il parere di un pur autorevole studioso di politica, può fare testo. Saranno poi gli elettori a giudicare, ma quand’anche assolvessero e rieleggessero, rimane lecito stigmatizzare l’incoerenza dei comportamenti e dire semplicemente: “no, non si fa così”. 

Pubblicato il 3 gennaio 2023 su Domani


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