Home » Uncategorized » Stop al terzo mandato per Bonaccini, il politologo Pasquino: «Giusto, la successione? Gualmini e Conti possibili candidate» #intervista @corrierebologna

Stop al terzo mandato per Bonaccini, il politologo Pasquino: «Giusto, la successione? Gualmini e Conti possibili candidate» #intervista @corrierebologna

Il dibattito sulla legge che fissa il limite e l’emendamento leghista bocciato:  «La norma così va benissimo, è stata pensata per evitare l’accentramento, il ricambio serve alla democrazia. Potrebbe candidarsi alle Europee, lo farà?»

Intervista raccolta da Marco Madonia

«Un lavoro sono in grado di trovarmelo da solo», disse Mario Draghi per scacciare i dubbi su un suo ipotetico ruolo politico dopo la rielezione al Quirinale di Mattarella. Il politologo Gianfranco Pasquino cita l’ex premier per smontare la richiesta di terzo mandato. «Zaia, Bonaccini e De Luca non sono Draghi..», dice il professore emerito dell’Alma Mater che benedice il voto che ha bocciato l’emendamento leghista.

Perché lei è contrario all’innalzamento del limite dei due mandati per presidenti delle Regioni e sindaci delle grandi città?
«La legge così com’è va benissimo, è stata pensata per impedire un eccessivo accentramento nelle stesse persone. Il ricambio è un elemento di salute della democrazia. La concentrazione di poteri non va mai bene, perché poi quel potere può essere usato per fini personali. Andare oltre i 10 anni è una forzatura».

In Veneto se Zaia si ricandidasse vincerebbe a mani basse.
«Non si cambiano le leggi in riferimento alle persone, mica si interviene perché si vuole salvare Zaia, Bonaccini o perché non si sa quale sarà la reazione di De Luca. In questo caso la motivazione è chiarissima. La Lega dice che gli elettori voterebbero Zaia? È un modo di ragionare profondamente populista, le leggi si osservano e basta».

Però le leggi si possono cambiare.
«Sì, ma a bocce ferme, non quando si sta giocando la partita».

Chi vuole modificare il tetto dice che non vale per la premier Meloni che potrebbe fare ben più di due mandati. Anche Andreotti ne fece di più.
«Andreotti ha fatto il presidente del Consiglio sette volte. Lui come Meloni sono indicati dal Parlamento. Il paragone con i governatori eletti dai cittadini è sbagliato».

Anche i parlamentari non hanno limiti.
«Ma rappresentano il potere legislativo, mica l’esecutivo. È diverso».

Nel Pd il no al terzo mandato è lo strumento di Schlein per mettere fuorigioco Bonaccini?
«E se io dicessi il contrario? Bonaccini vuole continuare a fare il presidente della Regione per stare al centro del campo e condizionare la segretaria».

Alle Europee Bonaccini potrebbe fare il pieno di preferenze. Resterebbe al centro.

«Benissimo, si faccia candidare e poi discutiamo se le preferenze valgono per il Parlamento europeo o per il partito nazionale»

E il centrodestra?

«Salvini cerca di recuperare consensi su Meloni e vuole il terzo mandato di Zaia perché può essere uno sfidante pericoloso per la leadership della Lega. Le regole, però, vengono prima dei destini personali».

In Regione, senza Bonaccini, il centrosinistra rischia di perdere?
«Sarebbe preoccupante se il centrosinistra in una regione come l’Emilia-Romagna non fosse in grado di trovare una candidatura autorevole».

Dopo Errani non è che ci fosse la fila per fare il governatore.
«Se vuole possiamo fare un toto candidature».

Prego.
«Elisabetta Gualmini ha un curriculum di rilievo e ci sta pensando, anche Isabella Conti lo può fare. In un partito ci dovrebbero essere almeno cinque possibili candidati, altrimenti la questione è grave».

Italia Viva dice che il no delle opposizioni ha evitato un inciampo al governo.
«Questi sono escamotage, votare per opportunismo che senso ha? Cosa sarebbe successo se avessero votato si? La situazione della sinistra sarebbe migliorata? Il Paese ne avrebbe avuto un beneficio? Si tratta solo di stratagemmi che ingannano elettori. Del resto, Salvini sapeva che avrebbe perso».

Salvini non è bravissimo con le previsioni. .
«A maggior ragione, dovrebbe smetterla di fare queste operazioni. A meno che avesse un altro obiettivo, ma questo io non lo so».

Pubblicato il 24 febbraio 2024 sul Corriere di Bologna


Lascia un commento