Persino il Direttore del Corriere della Sera Ferruccio De Bortoli ha sentito l’incomprimibile bisogno di criticare gli Indipendenti di Sinistra (“Corriere della Sera”, 25 settembre, p. 34). A più di vent’anni dalla fine di quell’esperienza e dopo la pubblicazione di alcuni libri tutt’altro che privi di materiale interessante, ci si aspetterebbe che i critici, soprattutto se autorevoli, come De Bortoli, utilizzassero le informazioni disponibili. Fondassero le loro critiche a fatti e persone su elementi solidi. In fondo, poiché quegli Indipendenti furono deputati e senatori spesso per diverse legislature (ad esempio, Rodotà entrò alla Camera dei Deputati nel 1979 e ne uscì nel 1994), sarebbe sufficiente riferirsi alla mole di interventi, disegni di legge, votazioni reperibili negli Atti parlamentari. Dunque, caro Direttore De Bortoli, ma l’invito va rivolto a molti dei critici, spesso preconcetti, vorrebbe lei, da ottimo giornalista qual è, fare i nomi e precisare i fatti? Insomma, chi degli Indipendenti di Sinistra fu indipendente (la cito) “un po’ per finta”? Chi furono coloro che (la ricito) “finirono per costituire eleganti foglie di fico utile per mascherare una ortodossia economica”?
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Indipendenti nella sinistra, per la sinistra
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