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La coscienza e gli elettori dell’On. Santanché

Categoricamente e bellicosamente, l’on. Daniela Santanché afferma che i parlamentari del Popolo della Libertà si dimettono poiché rispondono alla loro coscienza e ai loro elettori. Della loro coscienza sappiamo poco, ma non dispiacerebbe se fosse illuminata da un po’ di scienza, ovvero dalla conoscenza della Costituzione (i parlamentari rappresentano la nazione “senza vincolo di mandato) e della teoria e della pratica della democrazia: separazione delle istituzioni, divisioni dei poteri. Forse, con qualche cognizione democratica, il capogruppo al Senato Schifani non definirebbe la Giunta delle Elezioni al Senato “un plotone d’esecuzione” e il capo gruppo alla Camera non parlerebbe di “violenza democratica” e tutti loro eviterebbero di evocare i colpi di Stato. Sappiamo, invece, parecchio sugli elettori italiani. Nessuno di loro ha potuto scegliere il suo parlamentare (neanche la sua vociferante parlamentare). D’altronde, l’on. Santanché ne è perfettamente consapevole avendo memorabilmente dichiarato che “Berlusconi ci ha portati dentro. Se esce lui, usciamo anche noi “.

Ciò detto, è giusto prendere sul serio la disponibilità dell’on. Santanché, che spero condivisa da tutti gli altri dimissionari, di “rispondere” ai loro elettori. Il modo migliore per farlo, sostanzialmente l’unico, è di confrontarsi con gli elettori nei collegi uninominali. In quei collegi, previsti dalla formula elettorale approvata, ma troppo spesso messa in secondo piano, dal Partito Democratico, Santanché andrà a spiegare perché si è dimessa e perché, per quali obiettivi e per quali meriti, vuole tornare in Parlamento. Anche Berlusconi, già candidato capolista in tutte, TUTTE, le circoscrizioni del Senato, andrà a spiegare i suoi comportamenti e i suoi scopi, agli elettori del Molise di cui è attualmente e inopinatamente il Senatore. Sono sicuro che prima di andarsene da questo brutto Parlamento eletto con il sistema elettorale fortemente voluto da Berlusconi, Calderoli, D’Onofrio e fatto approvare in tutta fretta nel dicembre 2005 dalla maggioranza di centro-destra, Lega compresa, nella quale molti di loro c’erano già, tutti i parlamentari del Popolo della Libertà/Forza Italia vorranno entusiasticamente votare a favore dei collegi uninominali nei quali potranno finalmente interloquire con gli elettori in maniera pacifica e democratica.


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