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a Firenze, venerdì 13 giugno

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Riforme istituzionali. A che punto siamo?

venerdì 13 giugno 2014, ore 17:00
presso la sede di “Testimonianze”, via Gian Paolo Orsini 44, Firenze

Introduce e coordina: Simone Siliani
Interventi di:
– Carlo Fusaro, Università di Firenze
– Vannino Chiti, Senatore della Repubblica
– Gianfranco Pasquino, Johns Hopkins University di Bologna
Conclude: Severino Saccardi, direttore di “Testimonianze”

Dibattito pubblico promosso da Testimonianze

Testimonianze

 

Presentazione di Simone Siliani
La riforma del bicameralismo paritario è diventato il cuore del tema delle riforme istituzionali, scalzando peraltro quello della riforma del sistema elettorale (forse dato troppo presto per acquisito). Nel fuoco della polemica politica sull’argomento, sembra si sia perso di vista il perché della riforma, quali debbano essere le motivazioni profonde della riforma e l’obiettivo sostanziale della stessa. E’ evidente che non si può motivare una riforma costituzionale, la riforma del sistema di governo e dell’assetto dei poteri dello Stato, con la necessità di risparmiare qualche milione di euro e per velocizzare l’iter di approvazione delle leggi. Se si tocca un elemento cruciale del sistema di governo costituzionale, lo si deve fare per ricreare un equilibrio democratico di poteri complessivamente più avanzato.

Il bicameralismo è il sistema di governo più diffuso nelle democrazie moderne, come dimostra il dossier Le Camere alte in Europa e negli Stati Uniti, realizzato nel 2013 dal Servizio Studi del Senato, Ufficio ricerche sulla legislazione comparata e per le relazioni con il C.E.R.D.P.: la forma di governo della complessità che, tuttavia, “è oggetto, in gran parte d’Europa, di progetti riformatori, anche di carattere radicale”.
Proprio questo studio comparativo sottolinea il rapporto tra federalismo e bicameralismo; ma il federalismo non è altro che una delle possibili rappresentazioni del tema più ampio cioè quello dell’articolazione e la complessità di un sistema-Paese, che è appunto il motivo fondante del bicameralismo.

I gruppi di esperti costituiti dal Presidente Napolitano prima e dal Ministro per le Riforme Istituzionali del governo Letta, Gaetano Quagliarello, hanno in vario modo e con diverse sfumature sostenuto questo modello di bicameralismo differenziato e indicato alcune possibili realizzazioni concrete per l’Italia di questo modello.
Naturalmente, non è l’unico motivo per cui si giustifica il bicameralismo. Vi sono motivi intrinseci al processo legislativo, oppure di rappresentanza dell’elettorato, o di moderazione del potere della maggioranza parlamentare, o anche di rappresentanza territoriale che spingono molti a motivare ancora oggi la scelta delle seconda Camera ad elezione diretta.
La proposta di riforma presentata dal Governo ha sollevato molte discussioni e anche diverse proposte alternative da parte di parlamentari di diversi gruppi.

L’intento di “Testimonianze” con l’incontro del 13 giugno prossimo – “Riforme istituzionali: a che punto siamo?” – è quello di proporre una discussione seria sull’argomento fra punti di vista diversi, fra esperti e protagonisti delle riforme. Il senatore Vannino Chiti (promotore di una proposta di riforma che prevede il Senato ad elezione diretta), il prof. Carlo Fusaro (docente dell’Università di Firenze e da sempre appassionato promotore delle riforme istituzionali che in Italia hanno preso il via con i referendum degli anni ’90) e il prof. Gianfranco Pasquino (politologo, già parlamentare e studioso assai critico della proposta del Governo) discuteranno delle varie proposte sul terreno, senza incedere alle superficialità con cui la cronaca giornalistica ci ha abituati, bensì con competenza, rigore e serena dialettica, come è nello stile di “Testimonianze”.

La discussione attorno alle modifiche della Costituzione per un nuovo assetto del Senato e delle istituzioni rappresentative è in corso dal 15 aprile 2014 presso la 1^ Commissione “Affari costituzionali” del Senato della Repubblica. Su tale tema sono stati depositati 50 disegni di legge, tra cui quello proposto dal senatore Vannino Chiti e quello proposto dall’attuale Governo, adottato dalla Commissione come testo-base. La Commissione ha fissato al 3 giugno 2014 la scadenza per la presentazione degli emendamenti: ne sono stati depositati ben 5200.


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