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A volte ritornano… I “grandi” sostenitori delle riforme renziane ci riprovano. È solo un fumoso déjà vu

Torna il Gotha di coloro che appoggiarono le riforme costituzionali renziane e persero alla grande il referendum/plebiscito. Propongono a Giorgia uno scambio: lei abbandoni l’elezione popolare diretta del Premier e loro gli offrono/congegnano un sacco di belle robine di tipo “europeo”. Affastellano fiducia/sfiducia; nomina e revoca dei ministri; indizione delle elezioni, tutto déjà vu, ripetitivo e vago. Inaccettabile da Meloni, ma anche da chi pensa e sa che il problema delle democrazie parlamentari sta nella formazione e nel funzionamento delle coalizioni, non nel capo del governo.


1 commento

  1. Avatar di francopis francopis ha detto:

    Gent. prof. Pasquino,
    Il problema è che in questo momento sembra impossibile formare a sinistra una coalizione che costituisca una democratica alternativa di governo alla destra.
    Uno dei principali motivi lo ha sintetizzato il prof. Paolo Crepet in una recente intervista, dichiarando di ritenere che il PD sia affetto da sindrome dissociativa.
    Forse ha esagerato, ma la permanente conflittualità fra le forze politiche, sostenuta da categorie ideologiche ormai fuori dalla realtà ma utili a tenere accesa la competizione finalizzata al consenso elettorale, ci dice che si tratta di un fenomeno generalizzato, che finchè permane costituisce un ostacolo insormontabile per la costituzione di coalizioni funzionali all’esercizio del governo dello Stato come funzione di servizio per la realizzazione degli obiettivi costituzionali.
    La via d’uscita non può che essere l’accoglimento senza riserve da parte di tutte le forze politiche del compromesso enunciato nella costituzione : un po’ meno di liberismo e un po’più di solidarismo da parte della destra, un po’ meno di interventismo pubblico e un po’ più di apertura verso il liberal capitalismo ragionevolmente solidarista da parte della sinistra.
    In concreto, la differenza fra destra e sinistra consiste sostanzialmente nella differente gradazione di applicazione del valore del solidarismo sociale nel contesto di un sistema economico liberal capitalistico che fa parte integrante della cultura occidentale.
    Le forze politiche devono decidere di abbandonare modalità di competizione da dissociati, e impegnarsi a conseguire una maturità politica nel senso ora accennato,

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