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Cittadinanza onoraria not in my name #ParadoXaforum

La cittadinanza sancisce l’appartenenza ad una comunità: chi siamo, con quali diritti e quali doveri, in non piccola misura con quali valori. Cittadini si può nascere, ma si può anche diventare, a determinate condizioni, volendolo e ottenendolo. Per quanto del tutto simbolicamente, in un memorabile discorso il 26 giugno 1963 il Presidente USA John Fitzgerald Kennedy, espresse il suo desiderio di essere cittadino di Berlino.

«Duemila anni fa l’orgoglio più grande era poter dire civis Romanus sum.,Oggi, nel mondo libero, l’orgoglio più grande è dire ‘Ich bin ein Berliner.’ Tutti gli uomini liberi, dovunque essi vivano, sono cittadini di Berlino, e quindi, come uomo libero, sono orgoglioso delle parole ‘Ich bin ein Berliner!‘»

Kennedy lanciò il messaggio del suo convinto riconoscimento e della sua profonda adesione ai valori di libertà, resistenza, democrazia che i cittadini di Berlino manifestavano di fronte al regime totalitario fantoccio della “sedicente” Repubblica Democratica Tedesca (DDR) e al suo sponsor: l’Unione Sovietica. Non so se a Kennedy venne poi conferita la cittadinanza onoraria della Repubblica Federale Tedesca. Molto impropriamente, mi servo di questo altisonante riferimento storico per criticare quei comuni che in Italia hanno annunciato e/o attribuito la cittadinanza onoraria alla funzionaria dell’ONU Francesca Albanese.

Wikipedia definisce questo tipo di cittadinanza “un riconoscimento onorifico e simbolico concesso da un comune a persone non residenti, anche straniere, che si sono distinte per meriti particolari o per un forte legame con la comunità”. Aggiunge anche che la cittadinanza onoraria “rappresenta un’attestazione di gratitudine e di stima pubblica”. Questa attestazione, incauta e improvvida a detta di molti cittadini e politici bolognesi, fu annunciata fine novembre 2025 dal sindaco Matteo Lepore alla Albanese per il suo ruolo in Palestina, posizione proPal da lei variamente, ripetutamente, acriticamente rivendicata sui mass media e in molti compiacenti e plaudenti salotti televisivi. A fronte delle numerose qualificate proteste e di qualche imbarazzante scivolone della Albanese stessa la solenne cerimonia pubblica di conferimento è stata dal sindaco rimandata, non si sa fino a quando.

A “rimediare” ci ha pensato la sindaca Valentina Cuppi (Partito Democratico) del comune di Marzabotto, medaglia d’oro della Resistenza, luogo di una delle più efferate stragi naziste, che ha conferito e consegnato la cittadinanza onoraria alla gongolante Albanese il 23 settembre 2026. Della gioia dei palestinesi poco sappiamo.

Né Cuppi né Lepore hanno finora, nelle loro pur non risparmiose dichiarazioni, risposto alla domanda di quali siano i valori alti che Albanese condivide con i cittadini di Marzabotto e di Bologna. Tristemente, mi limiterò a dire Not in My Name. Politicamente, aggiungerò che la sagra delle cittadinanze onorarie come esercizio di pubblicità a basso costo non giova ai diritti di nessuno, non dei palestinesi non dei molti israeliani che si oppongono alla politica di Netanyahu non di coloro, tutt’altro che impossibilmente equidistanti, desiderino operare per una soluzione ispirata alla giustizia fra i popoli. Prima cessa questo esercizio di peloso esibizionismo meglio sarà.

Pubblicato il 5 ottobre 2026 su PARADOXAforum


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