Home » Uncategorized » La metropoli nordcoreana

La metropoli nordcoreana

Corriere di Bologna

La notizia che applicando una “strana” legge per eleggere il Consiglio dell’area metropolitana di Bologna si correrebbe il rischio, come scrive il Corriere, di avere una maggioranza bulgara di consiglieri del Partito Democratico, ha molto incuriosito i bulgari di Bulgaria. E’ dalle prime elezioni libere, nel 1991, che di maggioranze bulgare colà non se ne vedono più. Invece, si sono avute frequenti alternanze al governo fra coalizioni composte da due o tre partiti. Nonostante l’assenza del voto di preferenza c’è parecchia corruzione, ma l’alternanza consente di cacciare periodicamente i corrotti. Gli elettori bulgari sono lieti di farlo e ancor più lieti che di maggioranze “bulgare” non ve ne siano più. Si chiedono perché l’Italia si stia muovendo in una direzione che ridimensiona il potere dei cittadini-elettori. Più firme per chiedere i referendum abrogativi e per esercitare l’iniziativa legislativa popolare, i deputati nominati dai capi dei loro partiti, i senatori scelti dai consigli regionali e, adesso, per la Città metropolitana di Bologna (che un tempo si faceva vanto della partecipazione popolare) una legge che con una formula bislacca attribuisce ai consiglieri dei comuni che ne faranno parte di autorizzare la presentazione delle liste dei candidati (ugualmente consiglieri) e poi di votarli. Forse, si chiedono i bulgari, che se ne intendono, deve essere una roba di importazione nordcoreana. Per di più, alla fine della ballata, si scoprirà che il sindaco di Bologna sarà diventato uno e trino: sindaco, presidente della Città metropolitana, Senatore. Triplo lavoro accompagnato dall’annuncio della ri-candidatura a sindaco di Bologna: troppo lavoro (o troppe cariche).

Non desidero impegnarmi in una discussione sulla funzionalità di un consiglio metropolitano congegnato in modo tale da garantire una maggioranza nordcoreana al PD dei renziani. Secondo molti sarebbe stato opportuno procedere quantomeno all’elezione popolare del Sindaco o Presidente della città metropolitana. Questa procedura democratica avrebbe contribuito a un sano dibattito di idee, di proposte, persino di soluzione di problemi (tantissimi ne ha l’area metropolitano di Bologna lasciati a languire insoluti da quasi vent’anni). Avrebbe investito il vincitore di una legittimazione molto superiore a quella di secondo grado. Lo avrebbe notevolmente responsabilizzato. Invece, con la procedura posta in essere, il capo della città metropolitana dovrà fare i conti con esponenti del suo partito che già si posizionano rispetto alla scelta del segretario regionale e del Presidente della Regione e finirà anche per essere privato del pungolo e del controllo che una buona opposizione saprebbe esercitare.

E’ possibile sostenere che il centro-destra, debole, disunito, incapace di presentare alternative, dovrebbe biasimare se stesso e mettersi a lavorare. Però, con una sparuta rappresentanza di consiglieri metropolitani, non soltanto il centro-destra non riuscirà a effettuare il raccordo con i suoi elettori né, anche se non del tutto per suo demerito, potrà vivacizzare il dibattito politico e programmatico. Una ragione di più per lamentare la possibile affermazione di una maggioranza nordcoreana.

Pubblicato 8 agosto 2014


Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: