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«Schlein non tema le primarie. Il vincitore non è scritto…» #intervista @ildubbionews

Intervista raccolta da Giacomp Puletti

Gianfranco Pasquino, professore emerito di Scienza Politica a Bologna, spiega che la segretaria del Pd Elly Schlein non dovrebbe temere le primarie ma «devono essere aperte, non si deve sapere in anticipo chi vince».

Professore Pasquino, come è uscito il governo dalla sconfitta referendaria?

Il governo doveva secondo me bocciare ed estromettere subito il ministro della Giustizia, colpevole di vari errori. Hanno mandato via la capo di gabinetto ma il ministro doveva assumersi tutte le responsabilità e dare le dimissioni. Il governo vaga perché non sa come reagire alla sconfitta. Il referendum è perso, ora deve darsi da fare e prendere le distanze da Trump che continua ad affondare l’Europa e l’Italia.

E le opposizioni?

L’opposizione crede di aver vinto alla grande e invece no. È un risultato sul quale bisogna costruire, ma che non si trasferisce immediatamente sul risultato delle elezioni 2027. Deve trovare tematiche mobilitanti come lo è stato il No al referendum. Basteranno primarie o reddito di cittadinanza?

A proposito di primarie, di cui si fa un gran parlare: che ne pensa?

Io sono notoriamente uno che crede che le primarie siano non soltanto la scelta di un candidato ma un modo per informare gli elettori sulle tematiche sulle quali ci sono differenze di opinione e indicare possibili soluzioni. Le primarie possono svolgere diversi compiti. Penso tuttavia che i partecipanti dovrebbero leggersi qualche libro e ripensare alle primarie del passato, anche se questo da solo non basterà. Bisogna trovare tematiche nuove da tradurre in soluzioni.

Il Pd non sembra troppo convinto però …

Il Pd è molto vacillante e sarebbe ora di ricordare che le primarie sono nel suo statuto e quando qualcuno le chiede il Pd dovrebbe farsene promotore. Se le chiede Conte dovrebbe accettarle perché è uno che potrebbe sottrarre voti al Pd quindi serve un accordo leale in cui chi vince ottiene il favore di tutti quelli che hanno perso. I tempi dipendono dalla data delle elezioni. Le primarie non devono essere né troppo distanti ma neanche troppo vicine, quindi dovrebbero tenersi in autunno. Anche online, perché no.

Sarebbero preferibile primarie a due tra i leader o aperte a più candidati?

Innanzitutto il Pd deve raggiungere quell’elettorato che non è Pd e che preferisce guardare a Conte. Le primarie devono essere aperte, non dobbiamo sapere in partenza chi vince. E non credo che Conte abbia troppe capacità di mobilitazione. Io mi affido all’intelligen za della segretaria. Se pensa che non è in grado di vincere deve individuare un altro candidato tenendo conto che poi quel candidato dovrà sfidare Giorgia Meloni.

C’è anche chi, nel Pd, preferirebbe un candidato diverso da Schlein, per favorire Conte: è possibile?

Può essere benissimo. Bersani, ad esempio, sarebbe un buon candidato ma deve in primo luogo accettare lui, se la segretaria a sua volta accetta la sua candidatura e ritira la propria. In secondo luogo è importante che ci sia un modo per scegliere, deve essere Schlein a farsi da parte. Sarebbe anche possibile organizzare una primaria online tra Schlein e Bersani all’interno degli iscritti del Pd, per capire chi sfiderà Conte.

In generale pensa che il campo largo sia pronto a sfidare il centrodestra alle Politiche?

Se riesce a definire bene il suo perimetro il campo largo è sicuramente competitivo, non c’è alcun dubbio. Ma non deve fare errori come scindersi su tematiche importanti, ad esempio l’Europa o il sostegno all’Ucraina. Non può esserci un candidato non europeista. Su questi temi c’è conflitto ma il conflitto deve venire fuori in maniera chiara ed essere sconfitto nelle primarie. Se uno dei candidati appoggia la Russia deve essere chiaro e gli elettori dovranno decidere anche su questo.

È giusto allargare l’alleanza anche ai partiti centristi?

È giusto e necessario che tutti siano coinvolti, se poi qualcuno non ci sta se ne prende atto. Ma il campo largo deve coinvolgerli attivamente. Con tutte le mie riserve su Renzi, ad esempio, penso che lui sia molto disponibile perché è uno di quelli che capisce che è meglio vincere che perdere.

Ci sono però temi sui qual l’alleanza è unita: occorre puntare su quelli? Certamente l’alleanza deve trovare dei temi che tocchino gli italiani e quindi non c’è dubbio che, ad esempio, il salario minimo e una sanità migliore siano tra questi. Bisogna trovare la bacchetta magica che serve a rilanciare l’economia perché sappiamo che sono tempi molto duri. E bisogna che Schlein abbia un rapporto più stretto con gli industriali e Confindustria.

Pubblicato il 4 aprile 2026 su Il Dubbio


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