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Parole e opere di Matteo Renzi. I voti di Gianfranco Pasquino

formiche

Intervista raccolta da Francesco De Palo per Formiche.net 1 settembre 2014

Promesse, riforme, dossier europei e modus operandi: i voti a Matteo Renzi premier stilati dal prof. Gianfranco Pasquino, politologo ed editorialista.

Matteo Renzi: un uomo solo al comando, così come osservato da queste colonne dal prof. Lippolis, è così?

Certamente è solo ma non sarà l’ultimo. Gioco-forza deve avere un circolo di consiglieri ristretti. Per il resto si priva del rapporto di altre persone che spesse volte potrebbero sostenerlo maggiormente in scelte e decisioni. Il motivo? Immagino per una visione partitica alterata, visti e considerati i risultati abnormi ottenuti dal Pd alle europee che nessuno sa se potranno essere replicare alle politiche.

Aveva promesso una riforma al mese. Troppo ottimismo?

La riforma del Senato non è ancora completata, ha sì mandato la Mogherini in Europa sperando che difenda l’italianità, ma dovrà dimostrare sul campo di essere un buon ministro degli esteri europeo.

Dalla riforma della giustizia civile alla velocizzazione delle opere pubbliche, passando per Tap e dossier energia: sembra una tabella di marcia di un governo di centrodestra?

Certamente si tratta di questioni nazionali. La riforma della giustizia deve essere fatta per tutti noi: modificando la giustizia civile si crea un vantaggio in particolare anche per gli investitori stranieri. Non dimentichiamo che siamo un Paese che, da tempo, non fa le cose che dovrebbe fare come il gasdotto Tap che è essenziale.

Gli 80 euro come una mera esca elettorale e la mancata riforma del mercato del lavoro: due errori blu (come osservato da Stefano Cingolani su Formiche.net) che Bruxelles potrebbe imputare a Renzi?

Il primo probabilmente no. Gli 80 euro potevano essere tranquillamente concessi, anche se è evidente che non hanno funzionato così come osservano gli economisti più avveduti: contano moltissimo le aspettative. Circa il mercato del lavoro credo che l’errore sia non parlarne esattamente, non presentare un progetto articolato e chiaro. Bisognerebbe dire che un mercato del lavoro più flessibile avvantaggerebbe molto di più coloro chi è senza occupazione.

Non c’è la volontà di andare fino in fondo?

Da questo punto di vista Renzi dovrebbe smetterla di fare la tipica melina e piuttosto prendere a paradigma le proposte di chi se ne intende, come Pietro Ichino, per riformare il mercato del lavoro.

Lo “Sblocca Italia” prevede l’abrogazione della competenza concorrente nel campo energetico: una buona notizia per le industrie estrattive?

Probabilmente sì, ma rientrano in quelle tecniche comunicative di cui abbiamo detto. Per cui bisogna attendere che il tutto arrivi al vaglio del Parlamento.

L’Italia è in recessione: basteranno le promesse dei mille giorni per raddrizzare la barra?

Il Paese ha bisogno di un rilancio, quindi intendo crescita e sviluppo. Contrariamente sarebbe un fallimento. Vorrei ricordare a tutti che la promessa di Renzi era di fare una riforma al mese e fino ad oggi non ne abbiamo vista neanche una compiuta. Ecco perché, da questo momento in poi, mi aspetto che ne siano portate a termine quattro o cinque, basilari, per caratterizzare il governo e, a maggior ragione, un governo di centrosinistra.

Il discorso di Mario Draghi al vertice di Jackson Hole, con la polemica della telefonata con la cancelliera Merkel, che segnale è?

Aspettarsi che la Bce risolva i problemi di cento Paesi mi sembra eccessivo. Dopo di che, credo sia giusto riporre molte aspettative in Draghi, in quanto uomo di grande competenza e capacità. E’ la ragione per cui va posta molta attenzione quando Draghi segnala dei problemi, così come fatto a Jackson Hole, che dovranno poi essere assorbiti da Berlino. In generale tendiamo a pensare che la Cancelliera Merkel rappresenti la faccia e le istanze di una molteplicità di Stati come quelli nord europei (Svezia e Finlandia), ma questa volta penso che abbia esagerato in quanto sembra pensi solo agli interessi tedeschi piuttosto che rilanciare l’economia continentale. Ricordiamo che anche la Germania presenta numeri non incoraggianti sulla crescita, quindi quel contatto telefonico fra Draghi e la Merkel credo sia un complimento per il nostro governatore.

twitter@FDepalo


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