Home » Uncategorized » Unioni civili: battaglia aperta e chiara

Unioni civili: battaglia aperta e chiara

La parola sulle unioni civili torna al Parlamento, più precisamente al tanto criticato Senato, e la decisione sarà presa dai rappresentanti eletti. Il dibattito è stato ampio, come si conviene ad un tema complesso e delicato. Ha fornito informazioni e approfondimenti. Ha consentito a una pluralità di voci di farsi sentire e, anche, con le manifestazioni contrapposte, di contarsi. Degno di nota, infatti, ha avuto ampia risonanza, è stato l’intervento del Cardinale Bagnasco, Presidente della Conferenza Episcopale Italiana il quale, augurandosi la sconfitta delle unioni civili, ma soprattutto stigmatizzando l’articolo che consente l’adozione dei figli dei contraenti, ha richiesto il voto segreto. La replica è stata che sulle materie parlamentari decidono i due Presidenti, interpretando e applicando i regolamenti. “Gamba tesa” di Bagnasco? No. Legittima espressione di un desiderio come fu, a suo tempo, l’invito del Cardinale Ruini all’astensione per fare fallire il referendum che mirava all’abrogazione della legge 40 che poneva limiti strettissimi e punitivi alla fecondazione assistita. Quell’invito contribuì notevolmente a fare mancare il quorum, ma, in seguito, gradualmente, la Corte Costituzionale smantellò quella brutta legge.

Al Cardinale Bagnasco qualcuno avrebbe potuto, e tuttora potrebbe, ricordare che, nel Discorso della Montagna, Cristo è stato categorico: “sia invece il vostro parlare sì, sì; no, no: il di più viene dal maligno”. Ai parlamentari, credenti e no, cattolici e no, i loro concittadini elettori hanno il dovere di chiedere che spieghino apertamente e pubblicamente i loro voti e che li argomentino, che la loro coscienza si esprima unitamente alle conoscenze che la hanno orientata in qualsiasi direzione. Dovrebbero essere in primo luogo proprio i credenti e i cattolici a non trincerarsi dietro il voto segreto e a rivendicare limpidamente le loro convinzioni. Allo stesso modo, dovrebbero agire i non credenti eventualmente contrari all’adozione dei figli spiegando pubblicamente il loro voto senza nascondersi dietro la segretezza eventualmente ottenuta dai cattolici. Non dovrei aggiungere che in questioni che attengono la vita delle persone nessun dirigente politico è legittimato ad imporre qualsivoglia disciplina di partito né a minacciare punizioni.

La legge sulle unioni civili è attesa da almeno un decennio, che significa che il Parlamento non è stato sufficientemente ricettivo di diffuse, ma certamente non maggioritarie, istanze sociali. Leggi sulle unioni civili sono da tempo già in vigore in quasi tutti i paesi europei, che significa che, anche in questo caso, l’Italia è in ritardo. Il punto più controverso della legge riguarda la facoltà dei contraenti l’unione civile di adottare i figli del compagno/della compagna. Il criterio dominante per decidere in maniera equa se consentire questa opzione (meglio non definirla “diritto”) deve basarsi sulle modalità con le quali è preferibile ottenere che le esigenze del minore che viene adottato siano meglio soddisfatte e il suo benessere meglio garantito. Gli oppositori della concessione/riconoscimento della facoltà di adozione sembrano preoccupati non tanto dall’eventuale adozione, ma soprattutto dalla possibilità che si apra la strada all'”utero in affitto”. Non esiste nessun automatismo, ma è lecito che gli oppositori esprimano la loro contrarietà nel dibattito e nelle votazioni, proponendo appositi ordini del giorno che rimangano agli atti e che servano come indicazioni a futura memoria. Molto meno lecito è che blocchino, a tutto danno dei minori, quella specifica facoltà. Alla fine, in democrazia, senza schiacciare mai le minoranze, sono le maggioranze che hanno non soltanto il diritto, ma il dovere di decidere (eventualmente, persino di non decidere). Meglio, molto meglio se le maggioranze e le minoranze si assumono tutte le loro responsabilità a viso aperto, con voto palese.

Pubblicato AGL 16 febbraio 2016


Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: