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Quale legge elettorale? Quale rapporto tra Parlamento e Governo? #Bologna 30marzo

Giovedì 30 marzo 2017, ore 20.45
presso il Centro Costa
via Azzo gardino, 48 – Bologna (nei pressi della Cineteca)

Quale legge elettorale? Quale rapporto tra Parlamento e Governo?

Intervengono:
MASSIMO VILLONE,
Prof. di Diritto Costituzionale, Università Federico II, Napoli
GIANFRANCO PASQUINO
Prof. emerito di Scienza Politica, Università di Bologna
STEFANIA SCARPONI
Prof.ssa di Diritto e Genere, Università di Trento
Coordina il Prof. UMBERTO ROMAGNOLI
COMITATO “PER LA DEMOCRAZIA COSTITUZIONALE”, “LIBERTA’ E GIUSTIZIA” e “SALVIAMO LA COSTITUZIONE” Città Metropolitana di Bologna, Comitato Referendario regione Emilia-Romagna

 


1 commento

  1. Paolo Barbieri ha detto:

    MA FACCIAMOLA NOI, Cittadini Sovrani del 4/12, una nuova legge elettorale, sottraendola alle brame tossiche della scadente maggioranza pro tempore, esercitando direttamente l’articolo 71, rafforzato da una formale “ petizione alle camere ”, art 50, che la contenga. Facciamola NOI, neutra rispetto agli schieramenti, collaudata, funzionale, destinata a durare non solo il tempo di una legislatura, avviando in modo perfetto l’attuazione della Costituzione, esaltandone autorevolezza ed autorità

    E se è vero che il sistema proporzionale è il più aderente alla lettera della Costituzione, è un’esperienza già vissuta e abbandonata per le sue disfunzioni. Ed anche sul tema della rappresentanza, gli eletti hanno guardato più alla segreteria di partito o ai desideri del clan o del finanziatore della campagna elettorale che alle necessità dell’elettorato.

    Come cittadino offeso dalla mediocrità dei candidati e quindi dei Parlamenti che nel tempo si sono succeduti degradando, ciò che vorrei dalla nuova legge elettorale, che potesse indurre i partiti a candidare persone eccellenti o almeno le migliori tra le loro possibili. E a me pare che a questo concetto meglio risponda l’uninominale di collegio che sposta lo scontro più tra le persone che tra i partiti. Persone ben conosciute alle cronache del piccolo collegio di residenza almeno quinquennale, con l’elettorato in grado di distinguere il rubagalline dal donatore di sangue, il mediocre dal virtuoso prescindendo dal partito. E tra virtuosi sarà facile, in Parlamento, trovare buone sintesi orientate al bene comune: è già successo in Assemblea Costituente dai Liberali ai Comunisti.

    E se sarà a doppio turno, al primo sarà garantito il pluralismo, al secondo la governabilità con gli accordi intercorsi.

    Ed anche la rappresentanza non sarebbe solo formale, ma reale rispetto ai concittadini, “ai vicini di casa” anche se astenuti, ai quali dovrà rendere conto, anche in vista di una auspicata riconferma.

    Paolo Barbieri

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