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Lupo solitario ma l’allarme resta alto

No, a Macerata, contrariamente ai clamorosi titoli di alcuni quotidiani e ai “pensosi” articoli di più o meno (la seconda che scrivo) autorevoli commentatori, non è nato nessun Klu Klux Klan. C’è stata la sparatoria criminale di un individuo che ha tentato di fare giustizia dell’uccisione, per cui, al momento, è imputato un uomo di colore di origine nigeriana, di una ragazza (italiana). Che l’individuo sia stato qualche anno fa candidato della Lega è un fatto che dovrebbe fare riflettere la Lega, ma il suo non avere ricevuto neanche un voto di preferenza significa che non aveva nessuna popolarità in quell’ambiente. Più significativo è il suo spostamento a destra, verso un nazionalismo identitario estremista rivelato dall’avvolgersi nella bandiera tricolore e dal saluto fascista. Non risultano complici. Non si vede dietro di lui una struttura, non c’è sostegno organizzato, non fanno capolino seguaci. Insomma, manca un qualsivoglia “klan”. Quello che non manca, invece, sono le espressioni, da un lato, di apprezzamento per il gesto, dall’altro, di odio nei confronti degli stranieri, che hanno subito cominciato a circolare sulla rete accompagnate da deprecabili fotomontaggi macabri riguardanti la Presidente della Camera Laura Boldrini. Sarebbe meglio che il leader della Lega, Matteo Salvini prendesse nettamente le distanze da questa modalità di attaccare la Boldrini, non dirò perché gli fa perdere (o guadagnare , non lo so) voti né perché consolida un consenso, ma perché, semplicemente, non è questo il modo di fare politica, neppure in campagna elettorale.

Tornando al fatto, non è per niente sufficiente affermare una volta di più che gli immigrati sono brave persone, in fuga dalla repressione politica e socio-economica di regimi autoritari, in cerca di occupazione, desiderose di procurare un futuro a sé e ai loro parenti e figli in Italia, che fanno lavori che gli italiani non vogliono più, che sono utili al PIL e che con i loro contributi pagheranno le nostre future pensioni. È tutto vero, ma è anche vero che, per un insieme di ragioni, il tasso di criminalità dei migranti, quelli giovani e senza lavoro, è superiore a quello degli italiani. Che, per esempio, anche nei pressi di Macerata, ma non solo là, alcuni migranti facevano i pusher, vendevano/vendono droga. Che, qualche volta, come in questo specifico caso, vi sono avvenimenti imprevedibili dovuti a un impazzimento personale senza precedenti, dunque, lontanissimo da qualsiasi reazione organizzata tipo Ku Klux Klan.

Ecco, dovrebbero tutti essere molto più cauti nella definizione delle situazioni evitando gli allarmismi, ma non sottovalutando gli allarmi. Non sottovalutando neppure lo stato di disagio di alcune zone a grande affollamento di migranti spesso tenuti in condizioni deplorevoli. C’è molto che preoccupa la vita degli abitanti di alcune aree del paese, ma, attenzione, Macerata non sembra affatto essere una delle aree a più alto rischio. Anzi, è probabilmente proprio stato un fatto inusitato che ha “armato” la reazione di chi ha compiuto la sparatoria. Le autorità, in questo caso, anche il ministro degli Interni hanno certamente il compito, lo scriverò nel linguaggio burocratico, di consegnare i responsabili dei crimini alla giustizia. I commentatori devono evitare di eccedere alimentando o creando allarmismo con sospetti e reazioni esagerate. Probabilmente, però, il volto opposto dell’allarmismo è molto più preoccupante: non capire che molti cittadini desiderano rassicurazioni su quello che è successo e su quello che temono potrebbe succedere. Vorrebbero sapere se il governo ha soluzioni affidabili e applicabili non solo nel breve termine, ma le appronta anche per il futuro. Che, quanto alla presenza dei migranti, capisce le legittime preoccupazioni dei cittadini, che non ne fanno dei razzisti. Che, insomma, le autorità si curano in maniera equa di garantire la convivenza senza cercare capri espiatori e senza mettersi da una sola parte. Su questo difficilissimo compito vanno concentrate l’attenzione e l’azione.

Pubblicato AGL il 5 febbraio 2018


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