Torna il sexissimo dibattito sulle leggi elettorali. Usando sempre rigorosamente il plurale, sistemi proporzionali e sistemi maggioritari, è subito il caso di affermare ad altissima voce che il criterio dominante di qualsiasi scelta deve essere quello del potere degli elettori. Ridotti i deputati a 400 e i senatori a 200, sia il maggioritario inglese sia quello francese a doppio turno sono praticabili. I collegi uninominali dei deputati avrebbero 125 mila elettori; quelli dei senatori 250 mila, tutti raggiungibili facendo campagna sul territorio. I proporzionalisti hanno l’obbligo di trovare un’altra, non l’ampiezza dei collegi, giustificazione per la loro proposta.
Sia il maggioritario inglese che quello francese non rappresentano tutti gli elettori. Le minoranze vengono escluse a favore di chi ha più potere economico. Se vogliamo una DEMOCRAZIA RAPPRESENTATIVA dobbiamo ripristinare la legge che c’era fino al 1992. Se vogliamo una democrazia oligarchica caldeggiata da La Repubblica e dal Corriere della Sera qualsiasi legge elettorale per me non va bene. Forse se anche il professor Pasquino si studiasse il teorema di Arrow arriverebbe alla stessa mia conclusione. Il maggioritario lo vogliono solo i superragionieri della Bocconi e della Alma Mater Studiorum.