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Vengo anch’io, no tu no – Pasquino: «Ero pronto a smascherare l’aria fritta»

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Intervista raccolta da Rachele Gonnelli.
Il politologo, accademico dei Lincei, scaricato dal duello radiofonico con il premier sulla riforma costituzionale

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l premier ha fatto al contrario della «bruna Mancini» «che disse no al mattino e la sera disse sì» (atto V , Cyrano de Bergerac). Renzi invece giovedì avrebbe dovuto duettare alla radio con Gianfranco Pasquino, professore emerito di scienza della politica e accademico dei Lincei. «ore 17 Rai m’invita a RadioAnch’io con Renzi. Ore 19.40 Rai mi comunica che premier vuole stare solo senza dibattito», resoconta lo stesso Pasquino sulla sua pagina Facebook.

Professore, cosa è successo? Il faccia a faccia in tv con Zagrebelsky pare l’avesse vinto Renzi…Lei fa così paura?

Cosa sia successo non lo so. Di certo io non vado a vedere le virgole, guardo l’impatto della riforma sul sistema politico italiano. Renzi mi conosce ma soprattutto è il suo team che mi conosce bene e lo avrà sconsigliato. In particolare il sindaco di Firenze Nardella sa le mie argomentazioni, così come Debora Serracchiani. Non litigo, non alzo mai la voce, non mi piacciono proprio quelli che alzano la voce a coprire gli argomenti degli altri, ora poi, con l’età sono diventato molto saggio.

Quindi si era preparato per dibattere con Renzi e invece, niente. È così?

Ero contento di questo dibattito. So cosa si deve chiedere in materia di riforme costituzionali e lui ha solitamente risposte fatte d’aria. Continua a sostenere che con le sue riforme ci sarà un miglioramento della politica e persino della vita dei cittadini, cosa che io sono pronto a contestare in pieno. Per lui queste riforme fanno solo parte di un gioco, servono a poter dire: «visto? ho fatto le riforme», ma è una narrazione tutta sbagliata.

Renzi accusa i professori come lei del fronte del No di essere conservatori. Dice: «vedete, io faccio finalmente un cambiamento che nessuno è riuscito a fare». Giusto?

Dice un sacco di fandonie. È stato riformato il Titolo V della Costituzione, nel 2001. Si può pensare che si tratti di una riforma costituzionale brutta ma è stata fatta e voluta dal Pd. Berlusconi nel 2005 fece la sua riforma, la sottopose a referendum e fu bocciata. Altra riforma è stata la legge sui sindaci, lì al Senato ci fu una grande battaglia alla quale mi vanto di aver contribuito, anche perché il testo finale ripercorre in grandi linee ciò che avevo proposto. In effetti è l’unica riforma che è stata fatta bene, devo dirlo.

E invece già si parla di emendare l’Italicum in salsa greca, lo chiamano Italikos…

Non voglio sentire, sono solo pasticcetti, orpelli. Si dice che tutta l’Europa ci invidia questa ottima riforma ma poi già si prova a cambiarla. Del resto non è colpa di Renzi. Ricordo che nel 2014 riuscì a dire che l’Italicum era un Mattarellum con le preferenze, una stupidaggine senza confini.

Pubblicato il 8 ottobre 2016

 


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