Home » Uncategorized » Da Losanna a Bruxelles la strada non è breve

Da Losanna a Bruxelles la strada non è breve

Ricordo di avere letto tempo fa una ricerca sul grado di fiducia che i cittadini degli Stati-membri dell’Unione Europea avevano gli uni negli altri. Non so quanti fra quei cittadini fossero stati lettori dell’Eneide e ricordassero la frase del troiano Laocoonte “timeo Danaos et dona ferentes” che voleva rifiutare il dono del famigerato cavallo, ma solo un terzo degli Europei dichiarò di avere fiducia nei greci che, infatti, ne stavano facendo di cotte e di crude con la loro finanza e i loro numeri. Gli italiani godevano della fiducia del 50 per cento degli Europei. Nonostante i loro stivali e i loro carri armati Panzer avessero schiacciato tutti gli Stati-membri, i tedeschi sono riusciti a (ri)conquistarsi la fiducia dell’80 per cento degli europei. Prevedibilmente ai livelli più elevati, sopra il 90 per cento stavano tutti i paesi scandinavi, nordici. La buona notizia è che, almeno nell’importante occasione dell’assegnazione delle Olimpiadi invernali, molti dei delegati sportivi hanno creduto al progetto italiano, hanno valutato positivamente gli elementi tecnici, sportivi, logistici e con una notevole quantità di voti hanno assegnato le Olimpiadi a Milano e Cortina. La decisione è probabilmente stata influenzata in modo positivo anche dal segnale di unità e coesione che ha inviato la delegazione italiana e dal discorso del Presidente Mattarella che, com’è noto, riscuote notevole fiducia dei capi di governo e di Stato un po’ dappertutto. È giusto festeggiare anche perché, organizzate bene, come fece Torino nel 2006, le Olimpiadi promettono posti di lavoro, investimenti in infrastrutture, ritorni di immagine e di prestigio di cui l’Italia, mi viene da scrivere, “soprattutto in questa fase”, ha assoluta necessità. Sappiamo tutti, anche quelli che preferiscono chiudere gli occhi e le orecchie e accusano complotti, che la credibilità del governo Cinque Stelle-Lega, di alcuni ministri prominenti, dello stesso capo del governo (definito, in maniera sgradevole, un burattino da un pur autorevole esponente del raggruppamento liberaldemocratico europeo) è molto bassa a Bruxelles. Le promesse a vuoto e gli impegni disattesi, le giustificazioni basate su cifre e proiezioni che i Commissari ritengono come minimo fantasiose, il cambiar le carte in tavola (senza neppure sufficiente destrezza) hanno creato un clima non favorevole all’Italia. È auspicabile che, rallegrati dalla lusinghiera vittoria di Losanna, i governanti, a partire da Conte, si preparino al meglio per giocare una partita più importante che abbiamo iniziato e finora condotto davvero molto malamente. La porta della Commissione rimarrà pure sempre aperta all’Italia, come ha affermato il non-falco Pierre Moscovici, ma dietro quella porta stanno molti commissari, sicuramente la maggioranza, sospettosi delle mosse italiane e disposti non ad una ennesima apertura di credito, ma all’apertura della procedura di infrazione. Il passo da Losanna a Bruxelles non è breve.

Pubblicato AGL 25 giugno 2019


Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: