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Investimenti o boutade?

Corriere di Bologna

E’ dal 1999, cioè, da quando il centro-destra con un colpo di fortuna (suo, non di Giorgio Guazzaloca che aveva costruito la sua candidatura e condotto la sua campagna elettorale in maniera molto accurata), che non emerge da quel settore uno sfidante competitivo per gli ex-comunisti, oggi democratici. L’evanescenza del centro-destra ha consentito al Partito Dominante (PD) di farne di tutti i colori fino al commissariamento della città. Molti pensano che il centro-destra, a cominciare da Berlusconi, dia regolarmente Bologna per persa e si occupi d’altro. Subito vengono le smentite da alcuni esponenti del centro-destra, ad esempio da Deborah Bergamini che di candidature dovrebbe per l’appunto (pre)occuparsi. Dall’intervista a questo giornale apprendiamo che Forza Italia e il suo leader non escludono le primarie anche se finora le hanno viste come fumo negli occhi e non hanno mai provato ad organizzarle. Proprio quando sembrava che Deborah Bergamini, avesse trovato e addirittura intendesse mettere in pista un candidato dotato di esperienza politica e di conoscenza della città: Galeazzo Bignami, si è prodotto un fatto nuovo. Intervistato dal Corriere di Bologna, il critico d’arte, già parlamentare del centro-destra, già candidato a sindaco di Ferrara, già sindaco di Salemi, cittadina siciliana commissariata per infiltrazioni mafiose, già assessore in qua e in là, noto per il garbo delle sue esternazioni, Vittorio Sgarbi ha lanciato la sua candidatura a sindaco di Bologna. Ha addirittura iniziato a formare la giunta con due nomi di sinistra, immagino neppure consultati, offrendo con grande generosità la carica di vice-sindaco a Merola. Sgarbi sarebbe ovviamente un (auto)paracadutato che, per ricorrere ad un lessico già usato nel passato per candidati che gli ex-comunisti non riuscivano a trovare, meriterebbe la definizione di briscolone. Subito ritenuta buona da un parlamentare di Forza Italia, l’eventuale candidatura di Sgarbi contribuisce a mettere in evidenza la perdurante confusione del centro-destra bolognese. Al di là di qualsiasi altra considerazione, se candidasse Sgarbi, al quale non è affatto detto che andrebbe il sostegno della Lega, che già ha una sua candidata ufficiale, Lucia Borgonzoni, il centro-destra rinuncerebbe a costruire una sua politica di medio-lungo termine. Sembrerebbe più opportuno che il centro-destra investisse fin d’ora su un candidato radicato nel tessuto politico e sociale bolognese il quale, se sconfitto, opererebbe in Consiglio comunale come leader dell’opposizione che critica, controlla, contropropone preparandosi alla prossima volta. Ecco, questo si chiamerebbe davvero fare politica contribuendo a migliorare il governo della città.

Pubblicato il 21 agosto 2015


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