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Europa ostile? No, Italia poco credibile

La Commissione Europea è nemica dell’Italia, come diversamente sostengono, Di Maio e Salvini? La Commissione Europea privilegia qualche paese forte, ad esempio, Germania e Francia, consentendo loro quel che nega all’Italia? La Commissione Europea è fatta di burocratici e tecnocrati privi di legittimità democratica, come disse anche Matteo Renzi quando fu Presidente del Consiglio? La risposta, chiara e inequivocabile, a ciascuna delle domande è “no”. La Commissione è composta non da burocrati e tecnocrati, ma da uomini e donne che hanno avuto una carriera politica in ciascuno degli Stati-membri e che hanno anche ricoperto cariche istituzionali importanti, persino, di capi dei rispettivi governi. Non eletti, ma nominati dai governi dei rispettivi paesi, che sono espressione di elezioni libere e competitive, i Commissari godono di legittimità democratica ancorché indiretta. Infine, sono entrati in carica superando un vero e proprio esame ad opera dei parlamentari europei che ne hanno valutato sia la competenza per il settore al quale sono stati designati (per esempio, il tanto temuto e avversato Pierre Moscovici, Commissario all’Economia, è stato ministro socialista delle Finanze; Dombrovskis, Commissario alla stabilità finanziaria è stato Primo ministro della Lettonia) sia la loro propensione ad agire a favore dell’unificazione politica dell’Europa. Quando Moscovici dichiara che l’Italia ha un governo euroscettico e xenofobo, non parla a vanvera, come replica Salvini, ma offre una sua valutazione, non dell’Italia, ma di quanto Di Maio e Salvini dicono, si ripromettono, fanno. La domanda è, semmai, perché Moscovici si espone in modo così plateale. Certo, né lui né altri Commissari farebbero affermazioni simili per Francia e Germania perché, visibilmente, nessuno dei due paesi ha governi e governanti euroscettici che praticano politiche informate dalla xenofobia. Quanto al presunto trattamento di favore, qualche volte ricevuto da Germania e Francia, ma, va subito aggiunto, non dalla Grecia, non dal Portogallo, non dalla Spagna, nel primo caso, la Commissione agì con il consenso degli altri Stati-membri. Quanto alla Francia, i suoi “fondamentali” economici appaiono molto migliori di quelli italiani e, giustificano un trattamento basato sull’alta probabilità che i francesi rientreranno presto nei criteri e nelle regole che debbono rispettare. Qui sta il punto centrale che spiega gli atteggiamenti e le affermazioni della Commissione riguardo all’Italia. La premessa è già stata stigmatizzata poco tempo fa dal Presidente della Banca Centrale Europea Mario Draghi. In Italia, i ministri e i capi dei partiti al governo parlano troppo, mandano messaggi contrastanti, le loro parole rivelano incertezze economiche preoccupanti e irritanti per i mercati, gli investitori, i Commissari preposti a fare valere le regole. Disattendendo gli impegni presi nel passato, su debito pubblico e deficit, gli italiani hanno perso parecchio della loro credibilità. E i Commissari europei non possono non dirlo forte e chiaro.

Pubblicato AGL il 5 ottobre 2018


1 commento

  1. Raimondo ha detto:

    L’ha ribloggato su Raimondo Bollettae ha commentato:
    Stando ai fatti.

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