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Una riforma che soffocherà la voce dei cittadini

I Democratici s’affannano a sostenere che la legge elettorale che porta il nome latinizzato (Rosatellum) del capogruppo del Partito Democratico alla Camera dei Deputati Ettore Rosato è buona, la migliore nelle condizioni date. Se fosse così buona non si capirebbe perché la sua approvazione abbia dovuto essere imposta con un voto di fiducia alla Camera dei Deputati e cinque voti di fiducia al Senato subendo le “pressioni esterne”del segretario del PD Matteo Renzi, denunciate dal Presidente Emerito Napolitano. Dopo avere urlato che l’Italicum era una straordinaria legge elettorale poiché avremmo tutti conosciuto il nome del vincitore la sera stessa del voto e ci sarebbe stato un partito (mai una litigiosa coalizione) che, grazie al premio in seggi, avrebbe garantito la governabilità, i renziani hanno scritto e imposto una legge che non consentirà di conoscere subito il vincitore (elemento, comunque, nient’affatto importante), che il vincitore non sarà mai un partito e neppure una coalizione poiché né la coalizione che farà il PD né quella che, fantasiosamente, metterà insieme Berlusconi avranno la maggioranza assoluta dei seggi, che la prossima coalizione di governo, inevitabilmente esposta a tensioni e compromissioni sarà un pateracchio fra centro-sinistra e centro-destra. Dunque, non ci saranno le premesse per la tanto desiderata governabilità che, incidentalmente, dipende non soltanto dai numeri, ma dalle competenze e dalla qualità della leadership politica che è lecito dubitare esistano in maniera abbondante nei due schieramenti.

Quanto alla rappresentanza delle preferenze, degli interessi, degli ideali dei cittadini viene tutta sacrificata alle esigenze dei partiti, delle correnti e dei loro capi: avere parlamentari fedeli, consapevoli di essere debitori del loro seggio e della loro futura eventuale ri-candidatura a chi li ha designati. Infatti, agli elettori italiani questa legge nega tutto quello che hanno gli elettori delle altre democrazie parlamentari. Gli italiani potranno soltanto tracciare una crocetta. Se lo fanno sul nome del candidato nel collegio uninominale il loro voto si estende a tutti i partiti che compongono la coalizione della quale quel candidato è espressione (e viceversa). Ad esempio, votando il candidato del PD il voto andrà anche, probabilmente, alla lista di Alfano. Altrove, invece, come in Francia il collegio è uninominale davvero e il voto va a ciascun specifico candidato oppure, come in Germania, il voto è doppio e disgiunto. È possibile scegliere un candidato nel collegio uninominale e un partito diverso nella lista proporzionale. Altrove, ancora, nella maggioranza degli Stati membri dell’Unione Europea ci sono modalità diverse grazie alle quali gli elettori possono sovvertire la lista stilata dai capipartito dei candidati del loro partito.

Stanno circolando le cosiddette simulazioni sulle conseguenze che la legge Rosato avrà sul prossimo Parlamento. A cinque mesi dalle elezioni quelle simulazioni non sono molto significative. Certo, potremmo anche rallegrarci alla notizia che Rosato perderà nel suo collegio uninominale, ma sappiamo che, grazie alle candidature multiple potrà essere capolista in cinque circoscrizioni cosicché il suo trionfale ritorno a Montecitorio è garantito. Una buona legge elettorale non deve essere fatta per garantire i dirigenti di partito e i seggi loro e dei loro fidati e fedeli (servili?) collaboratori. Non soltanto gli elettori non avranno nessuna influenza su chi andrà in Parlamento, ma i predestinati non avranno nessun interesse a rapportarsi a elettori che non conoscono e dai quali non è dipesa la loro elezione e non dipenderà la loro ri-elezione. Asfaltata la rappresentanza politica, dunque, grazie alla pessima formulazione di Rosato, se ne va anche la responsabilità/responsabilizzazione degli eletti. Zittiti i parlamentari con il voto di fiducia, la nuova legge elettorale, per qualche verso quasi peggiore del Porcellum, soffocherà quasi completamente la voce dei cittadini italiani.

Pubblicato AGL il 27 ottobre 2017


1 commento

  1. Paolo Barbieri ha detto:

    Provo a riproporre, per una sua riflessione alla luce degli ultimi avvenimenti senatoriali, l’ipotesi di:

    ” FACCIAMOLA NOI, Cittadini Sovrani del 4 Dicembre, una nuova legge elettorale, esercitando direttamente l’articolo 71 rafforzato col 50 e, se necessario, col 40!

    Facciamola neutra rispetto agli schieramenti, collaudata, funzionale, che possa durare decenni e non il tempo di vita di una maggioranza!

    Raccogliamo quella lasciata cadere dai 4 gamblers qualche mese fa, facciamola correggere dalle migliori competenze per renderla a misura di Costituzione e di Cittadinanza, redigiamola in artt. e sottoscriviamola come prevede il 71, presentiamola alle Camere perchè, more solito, la ignorino. (E se è vero che la proporzionale soddisfa al meglio l’indirizzo costituzionale, è anche vero che è un’esperienza già fatta e abbandonata per le sue disfunzioni e che ha rappresentato meglio i desideri della segreteria del partito o del clan o del finanziatore della campagna elettorale che dell’elettore.) A questo punto inseriamola in una formale petizione per raccogliere facilmente e dovunque, web compreso, milioni di firme non certificate, ma cmq forti della Dignità Costituzionale dell’art. 50 e della Sovranità Popolare Realizzata attorno ad essa!

    E a questo punto sarà difficile che la mediocrità dei nominati al Parlamento possa ancora far finta di nulla!

    Ed è scontato credere che moltissimi del popolo del 4/12 e di quella Cittadinanza giustamente rancorosa di cui oltre il 90% dichiara all’ISTAT e alla DEMOS di I. Diamanti la mancanza di ogni fiducia nell’offerta politica attuale, sarebbero ben contenti di sostituire alla medicocrità, le competenze, il rigore morale e culturale e l’orientamento al bene comune dei promotori del Comitati del NO ed Italicum e del CDC nella definizione della nuova legge elettorale.

    Un modus operandi che farebbe anche breccia nel popolo grillino che di democrazia diretta riempie documenti e discorsi.

    Un modus operandi che sarebbe anche il modo perfetto per avviare l’attuazione della Costituzione, salvata sì, ma ancora negata, ignorata, aggirata, inerte come morta, per farla vivere con la Cittadinanza!

    Non trova anche lei che sarebbe un’azione efficace per ottenere una buona legge, formidabile come promozione per la campagna elettorale di chi la lanciasse, come per rilanciare la sovranità popolare e la Costituzione?

    Saluti e grazie per un’eventuale risposta.

    Paolo Barbieri

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